Dybala e la Juventus, ecco perché il rinnovo ancora non arriva. E forse non arriverà
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseIl punto di rottura, il momento in cui si è entrati nel tunnel del non ritorno tra Paulo Dybala e la Juventus, è datato 4 agosto 2019. Il mercato impazzava, ancora inconsapevole di quel che sarebbe successo al mondo da lì a qualche mese, e l'argentino aveva le valigie pronte, schiacciato dalla presenza di Ronaldo e messo ai margini dai programmi bianconeri. I primi dubbi sul reale livello tecnico e sull'impatto raggiungibile dalla Joya avevano preso possesso dei pensieri della dirigenza e con Sarri seduto sulla panchina bianconera la scelta per il ruolo di spalla di CR7 era già ricaduta su Lukaku. La trattativa con il Manchester United era ormai chiusa, con l'ultima parola affidata proprio a Dybala: accettare il trasferimento in Premier o far saltare lo scambio che avrebbe rinvigorito il campo e la borsa dei due club. Scelse la seconda, confermando la sua voglia di restare alla Juventus ma anche elaborando il piano per riprendersi il controllo d…
Il punto di rottura, il momento in cui si è entrati nel tunnel del non ritorno tra Paulo Dybala e la Juventus, è datato 4 agosto 2019. Il mercato impazzava, ancora inconsapevole di quel che sarebbe successo al mondo da lì a qualche mese, e l'argentino aveva le valigie pronte, schiacciato dalla presenza di Ronaldo e messo ai margini dai programmi bianconeri. I primi dubbi sul reale livello tecnico e sull'impatto raggiungibile dalla Joya avevano preso possesso dei pensieri della dirigenza e con Sarri seduto sulla panchina bianconera la scelta per il ruolo di spalla di CR7 era già ricaduta su Lukaku. La trattativa con il Manchester United era ormai chiusa, con l'ultima parola affidata proprio a Dybala: accettare il trasferimento in Premier o far saltare lo scambio che avrebbe rinvigorito il campo e la borsa dei due club. Scelse la seconda, confermando la sua voglia di restare alla Juventus ma anche elaborando il piano per riprendersi il controllo della sua carriera con la specialità della casa: non le trattative, evidentemente, ma le prestazioni sul campo.
I rapporti di forza
Dopo aver rifiutato il trasferimento, Dybala ha vissuto la sua miglior stagione con Sarri: miglior giocatore della Serie A, nonostante il Covid l'abbia tenuto a letto per più di 40 giorni, una rete decisiva e meravigliosa nel big match con l'Inter, la rosa più rossa per esprimere amore ai propri tifosi e per farsi amare. Qualche mese prima Dybala aveva messo ordine nella sua vita, scegliendo Jorge Antun, un amico di famiglia, come agente: con lui Paratici iniziò una trattativa per il rinnovo ad ottobre, quando il volume d'affari del calcio era ancora mastodontico e tra gli ingaggi bianconeri spiccavano i 31 milioni all'anno per Ronaldo, i 12 per De Ligt e i quasi 8 per Rabiot e Ramsey, parametri zero strapagati e poco efficaci. Quasi naturale che la cifra richiesta da Dybala fosse superiore ai 10 milioni, per diventare il secondo più pagato della rosa juventina.
Il Covid e il cambio di strategia
La crisi causata dal Covid, che ha fatto affiorare anni di spese pazze da parte del mondo del calcio, ha rallentato la trattativa per il rinnovo, messa in standby dalle incertezze e dal monte ingaggi diventato una zavorra sulla programmazione bianconera. Un altro passaggio chiave si è verificato nel dicembre del 2020, quando Antun e Dybala misero a tacere le voci sulle richieste, che secondo alcuni arrivavano a 20 milioni all'anno: "Amo la Juve, parlo poco, ma mi arrabbio quando si dicono falsità - sbottò l'argentino -. Io ho un bel rapporto con i tifosi e chi mette in giro certe voci lo fa per mettere i tifosi contro di me. Io sono leale nei confronti di questo club e chi mi sta vicino lo sa". Frecciata a cui rispose a stretto giro di posta il presidente bianconero, Andrea Agnelli: "Lo vediamo capitano di questa squadra, vuole arrivare tra i primi 5 al mondo e noi lo supportiamo. Oggi non è tra questi, ma lui lo sa. Ho sentito le sue parole d'amore, sentimento ricambiato. Ha già ricevuto un'offerta che lo pone tra i 20 più pagati in Europa, attendiamo serenamente una risposta". Se l'amore è corrisposto, cosa ostacola il rinnovo di Dybala?
Il cambio di dirigenza
Dopo le parole di Agnelli di dicembre 2020, con l'arrivo del 2021 è partita anche la rivoluzione bianconera, fatta per ricostruire e razionalizzare i costi. Al posto di Paratici, partito alla volta di Londra, lo scettro del comando passa ad Arrivabene, manager ex team principal Ferrari, arrivato per ristrutturare i conti e programmare il ricambio generazionale. Con la partenza di Ronaldo, arrivata a campionato già iniziato ma tutt'altro che inaspettata, il bilancio torna a respirare e si riparte con la trattativa: Dybala e il suo entourage chiedono 12 milioni di euro all'anno mentre la Juventus, bonus compresi, non va oltre i 10. Il punto di incontro arriva con un doppio sacrificio: l'argentino accetta 10 milioni ma con un anno in più di contratto, la Juventus è d'accordo e la telenovela sembra arrivata alla conclusione. Alla stretta di mano tra le parti seguirà l'ufficializzazione dell'accordo. Resta qualche dubbio sulla tenuta fisica: le 27 partite saltate in due anni, tra problemi muscolari e infortuni al ginocchio, sono un freno non da poco.
La situazione precipita
I risultati in campionato, con la zona Champions sempre più distante, costringono a una inversione il club: senza la qualificazione e gli introiti europei, il futuro deve essere riprogrammato. La Juventus non incontra Antun, i rapporti si raffreddano e i messaggi lanciati da Arrivabene sul rinnovo, l'ultimo dei quali pochi minuti prima del calcio d'inizio della Supercoppa, gelano la Joya: "Ora ci aspettiamo il meglio da chi abbiamo e poi faremo le nostre riflessioni. Dybala? Io non mi confronto con nessuno, quello che ho detto per lui vale per tutti. Voglio vedere carattere, grinta e voglia di vincere da chi porta la maglia numero 10 della Juventus". L'offerta scende a 8 milioni all'anno, in pratica lo stesso stipendio percepito oggi da Dybala, e dall'Argentina rimbalzano le prime voci sulla volontà del "dieci" di andare a scadenza per poi liberarsi a zero. Tanti i club alla finestra, dall'Inter al Tottenham di Conte, le cui speranze escono rinvigorite dalla partita con l'Udinese: Dybala segna ma l'esultanza è polemica. "Stavo cercando un mio amico in tribuna" è stata la risposta dell'attaccante bianconero a chi gli chiedeva spiegazioni. I bianconeri aspetteranno marzo-aprile per capire se e come rinnovare con Dybala. L'argentino, ferito nell'orgoglio e irritato dal passo indietro della Juventus, programma il suo futuro consapevole che quello che una volta era amore, oggi si è trasformato in amicizia.