Il bluff di Allegri, perché la Juve può credere ancora nello scudetto
di Emanuele Gamba , di Emanuele GambaL'altra sera a Dazn, Andrea Barzagli raccontava della passioni di Allegri per le quote: quota scudetto, quota Champions e, nei tempi lontani di quando allenava in provincia, quota promozione e quota salvezza. È considerato un vero specialista di questa scienza in qualche modo occulta ma che lui, che si è sempre dichiarato ignorante di numeri e asino in matematica, ha imparato a maneggiare con estrema perizia, tant'è che viene sovente consultato come esperto del ramo. In passato ci ha beccato spesso e con estrema precisione ed è per questo che Barzagli, uno dei suoi giocatori prediletti, gli ha domandato se avesse in mente una quota scudetto per questo campionato: lui ha risposto con un mezzo sorriso vagamente enigmatico e che no, non ha fatto calcoli perché la Juve allo scudetto non deve pensare, "momentaneamente". Al momento è così, domani chissà.
L'altra sera a Dazn, Andrea Barzagli raccontava della passioni di Allegri per le quote: quota scudetto, quota Champions e, nei tempi lontani di quando allenava in provincia, quota promozione e quota salvezza. È considerato un vero specialista di questa scienza in qualche modo occulta ma che lui, che si è sempre dichiarato ignorante di numeri e asino in matematica, ha imparato a maneggiare con estrema perizia, tant'è che viene sovente consultato come esperto del ramo. In passato ci ha beccato spesso e con estrema precisione ed è per questo che Barzagli, uno dei suoi giocatori prediletti, gli ha domandato se avesse in mente una quota scudetto per questo campionato: lui ha risposto con un mezzo sorriso vagamente enigmatico e che no, non ha fatto calcoli perché la Juve allo scudetto non deve pensare, "momentaneamente". Al momento è così, domani chissà.
Ottanta punti per la Champions
Non ha invece avuto esitazioni sui punti necessari per arrivare al quarto posto: "Ottanta dovrebbero bastare". Questa proiezione l'aveva già fatta prima di Natale, quando dichiarò che sarebbe stato assai soddisfatto "di arrivare a fine febbraio con questa classifica": all'epoca aveva 12 punti dall'Inter, 8 dal Milan, 5 dal Napoli e 4 dall'Atalanta. Soltanto sul Napoli non ha recuperato, quindi la sua squadra sta viaggiando sull'ipotesi più ottimista. Quella che autorizza qualche sogno.
C'è la tabella scudetto, "ma solo se quelli davanti svengono"
Anche sabato, alla vigilia del match contro l'Hellas, aveva già affrontato l'argomento spiegando che "possiamo puntare al titolo soltanto se quelli davanti svengono", a conferma che una tabella se l'era già preparata, senza tuttavia lasciarsi grosse speranze, seppur "momentaneamente". Non basterebbe neanche tenere il ritmo delle ultime dieci giornate (7 vittorie e 3 pareggi) perché l'Inter ha un passo simile (7 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta e la trasferta di Bologna da recuperare). Allegri aveva indicato i nerazzurri come favoriti per lo scudetto fin dalle prima giornate, anche quando la partenza lenta aveva sensibilmente allontanato Simone Inzaghi dalla vetta, e non ha cambiato opinione. Ha fatto conti su conti e per sé stesso ha sbirciato pochi spiragli, se non uno.
La quota scudetto sopra gli 85 punti
La quota scudetto si assesterebbe, in base alle proiezioni, tra gli 85 e i 90 punti, ragionevolmente più vicina agli 85 che ai 90. 86-87 dovrebbero bastare. Per arrivare a quel livello, la Juve dovrebbe vincere sempre, o permettersi al massimo un passo falso: facendo bottino pieno arriverebbe infatti a 87, proprio nei dintorni di quella teorica asticella. Allegri lo ritiene molto complicato ma non impossibile, perché il calendario lo aiuta: a parte la trasferta di domenica in casa di un'Atalanta disastrata e sfiduciata, il pezzo di cammino che manca riserva qualche insidia, tipo il derby o l'ultima in casa della Fiorentina, ma nessun vero ostacolo, se non il confronto diretto in casa con l'Inter alla 31ª giornata, vincere il quale sarebbe ovviamente dirimente, a maggior ragione in un campionato in cui i bianconeri non hanno ancora battuto nessuna delle prime cinque in classifica. Max sa che un filotto di 15 vittorie consecutive è difficilissimo da centrare. E sa che potrebbe addirittura non bastare, se i nerazzurri mantenessero la velocità di crociera abituale. Ma ogni volta Allegri aggiunge ai suoi ragionamenti quell'avverbio, "momentaneamente" che lascia schiusa almeno una possibilità: non sarebbe la prima volta di una serie vincente di quelle dimensioni.
Il peso della falsa partenza
D'altro canto, tutto lo svantaggio che ha la Juve lo ha accumulato nelle prime quattro giornate, quando ha messo assieme due pareggi e due sconfitte. Dalla quinta in poi ha fatto gli stessi punti, 43, di Napoli e Inter (al netto della partita di Bologna che i nerazzurri devono recuperare) e uno in più del Milan: questo significa che i bianconeri non hanno nulla in meno della concorrenza, che tutto ciò che li divide dagli altri è solamente la falsa partenza e che anche in una stagione di gioco scadente e rendimento mediocre non faticano poi troppo e stare al passo coi migliori anche perché nessuno, in serie A, ha una rosa ricca quanto quella della Juve, che surclassa tutti per valore dei giocatori, prezzo d'acquisto, entità degli stipendi, numero di titoli in bacheca, presenze complessive in Champions. Soltanto l'Inter si avvicina a questi parametri. Ma a differenza della Juve non è inciampata in una falsa partenza.