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Vincente ma non ancora convincente, la Juve 'matura' che piace ad Allegri

A Firenze, nella semifinale di andata di coppa Italia, il successo è arrivato grazie ad un autogol nel recupero. I bianconeri stanno crescendo ma continuano a tirare poco in porta non sfruttando appieno Vlahovic. I risultati però danno ragione al tecnico
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FIRENZE - La cosa più bella di Fiorentina-Juventus è stato l'abbraccio di Dusan Vlahovic al suo ex compagno Lorenzo Venuti, autore dello sciagurato autogol che ha condannato la Fiorentina al 91'. Un magnifico tentativo di consolazione tra due amici, uno, ex viola contestatissimo dal pubblico per tutta la serata, l'altro, fiorentino purosangue: Venuti non smetteva di piangere, Vlahovic non smetteva di abbracciarlo. Dopo tanti fischi, e livore, e insulti anche razzisti che il centravanti serbo ha dovuto sopportare nella sera del ritorno nello stadio che lo ha lanciato (anche verso la Juve), il braccio di Vlahovic sulla spalla del collega sfortunato e incolpevole ha riportato le cose alla dimensione che dovrebbero sempre avere, specialmente in questi tempi tragici e angoscianti. Non è davvero il caso di portare l'odio e la cattiveria anche dentro una partita di calcio, con tutto quello che sta accadendo fuori. Bravissimo Vlahovic, dunque, a conferma c…

FIRENZE - La cosa più bella di Fiorentina-Juventus è stato l'abbraccio di Dusan Vlahovic al suo ex compagno Lorenzo Venuti, autore dello sciagurato autogol che ha condannato la Fiorentina al 91'. Un magnifico tentativo di consolazione tra due amici, uno, ex viola contestatissimo dal pubblico per tutta la serata, l'altro, fiorentino purosangue: Venuti non smetteva di piangere, Vlahovic non smetteva di abbracciarlo. Dopo tanti fischi, e livore, e insulti anche razzisti che il centravanti serbo ha dovuto sopportare nella sera del ritorno nello stadio che lo ha lanciato (anche verso la Juve), il braccio di Vlahovic sulla spalla del collega sfortunato e incolpevole ha riportato le cose alla dimensione che dovrebbero sempre avere, specialmente in questi tempi tragici e angoscianti. Non è davvero il caso di portare l'odio e la cattiveria anche dentro una partita di calcio, con tutto quello che sta accadendo fuori. Bravissimo Vlahovic, dunque, a conferma che spesso i calciatori rimangono la parte migliore del calcio.

Passando all'analisi del gioco bianconero, cosa si può dire invece della squadra di Allegri? E' pratica? Cinica? Evolutiva? O forse brutta? Rinunciataria? Bloccata? La Juve è un gruppo in crescita, oppure un'adolescente a vita? I risultati dicono che sta recuperando in campionato, che ha vinto la prima semifinale di Coppa Italia in trasferta a Firenze e che si giocherà alla pari gli ottavi di Champions, dovendo battere il Villarreal in casa, impresa possibilissima. Nel pensiero di Allegri, al "Franchi" è stato superato un test di maturità, anche se ogni studente sa che questo esame negli ultimi anni è diventato piuttosto atipico e discusso. Ma che i bianconeri stiano crescendo, nessun dubbio. Che tirino poco in porta, anche.

Ora hanno un vero centravanti, anche se qualche volta lo lasciano un po' solo: anche a Firenze è stato così. Hanno più peso in attacco, però al "Franchi" hanno di nuovo concluso pochissimo e hanno vinto soltanto grazie a un'autorete nei minuti di recupero, quella appunto del numero 23 viola. La strategia juventina era evidente: mantenere la gara in controllo e rischiare pochissimo. Obiettivo raggiunto, persino oltre le attese. Soltanto un palo per i viola, addirittura la vittoria per i bianconeri nell'unica manifestazione in cui si sia mantenuta la regola del gol in trasferta dal doppio valore in caso di parità: regola storica che in Champions non esiste più, in Coppa Italia invece sì. Dunque, la finale potrebbe essere raggiunta anche con uno 0-0 il 21 aprile allo Stadium. Soltanto un esempio per dire quanto la Juve sia di nuovo molto vicina all'epilogo del trofeo che detiene.

Eppure, molti tifosi bianconeri continuano a non essere soddisfatti. Rimproverano ad Allegri una mentalità troppo bloccata, realista e non coraggiosa. Ora che Vlahovic si è impadronito dell'area, vorrebbero una Juventus più offensiva. I risultati stanno arrivando, eppure il gioco latita. La sensazione, tuttavia, è che le prime in campionato non siano irraggiungibili e che la Juve abbia altri margini di crescita. A Firenze ha giocato con un'inedita difesa a 3, nella quale De Ligt continua a essere un gigante (pochi centrali in Europa lo valgono, in questo momento) e Danilo è un laterale trasformato, efficacissimo. A centrocampo, molto dipende dall'estro e dalle percussioni di Locatelli, che il cittì Mancini ha osservato dalla tribuna del "Franchi" con un occhio particolarmente attento. Il resto dipenderà da Morata e Vlahovic, la coppia titolare in attacco. Saranno i gol del serbo a dire quanto la Juve possa davvero avvicinarsi ai suoi sogni, possibilmente giocando un po' meglio di così.