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Juve: da Ramsey a Arthur, c'è traffico in uscita. Ma gli ingaggi sono un ostacolo

Moise Kean (agf)
Se il mercato in entrata, complici anche i parametri zero, sembra filare liscio, quello in uscita, da cui dipendono le strategie bianconere, è decisamente più complicato. Il peso degli stipendi
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L'offerta per Di Maria, la trattativa con Pogba, la ricerca di un vice Vlahovic. Il mercato della Juventus è una medaglia dalle due facce: una intrigante ed esaltante per i tifosi e per Allegri, un'altra che rappresenta una vera e propria spada di Damocle sulla testa di Cherubini. Perché se il mercato in entrata, complici anche i parametri zero, sembra filare liscio, quello in uscita, da cui dipendono le strategie bianconere, è decisamente più complicato.

Gli addii sicuri

L'obiettivo è abbassare il monte ingaggi e i mancati rinnovi di Dybala e Bernardeschi, uniti all'addio di Chiellini, hanno già contributo ad abbattere il costo della rosa. Cifra che, una volta incassato il…

L'offerta per Di Maria, la trattativa con Pogba, la ricerca di un vice Vlahovic. Il mercato della Juventus è una medaglia dalle due facce: una intrigante ed esaltante per i tifosi e per Allegri, un'altra che rappresenta una vera e propria spada di Damocle sulla testa di Cherubini. Perché se il mercato in entrata, complici anche i parametri zero, sembra filare liscio, quello in uscita, da cui dipendono le strategie bianconere, è decisamente più complicato.

Gli addii sicuri

L'obiettivo è abbassare il monte ingaggi e i mancati rinnovi di Dybala e Bernardeschi, uniti all'addio di Chiellini, hanno già contributo ad abbattere il costo della rosa. Cifra che, una volta incassato il sì dei rispettivi sostituti, si assottiglierà: fondamentale quindi sfoltire tra le seconde linee. Il primo nome che passa nella testa di qualsiasi tifoso juventino è quello di Aaron Ramsey, forse il tasto più dolente del mercato degli ultimi anni. Arrivato dall'Arsenal, il gallese non ha mai convinto in primis per i tanti infortuni, che gli hanno impedito di trovare continuità. Non solo, perché ai problemi fisici si è aggiunto quest'anno il rapporto con Allegri, mai decollato: la partenza in prestito per Glasgow, vestendo la maglia dei Rangers, non ha cambiato lo scenario. Ramsey ha incontrato i medesimi problemi fisici sbagliando anche il rigore decisivo nella finale di Europa League. Gli scozzesi non lo riscatteranno e la strada più agevole per le parti è la risoluzione consensuale: il centrocampista chiede una buonuscita, la Juve non sembra intenzionata a proseguire nel rapporto diventato conflittuale.

Centrocampo da rifare

Non solo Ramsey, visto che restando in mediana i nomi poco graditi nella ricostruzione bianconera non mancano. Il secondo nome, anche se la situazione è completamente diversa rispetto a quella di Ramsey, è quello del brasiliano Arthur, che ha esplicitamente chiesto alla società di cambiare aria. Allegri farebbe tranquillamente a meno del regista ex Barcellona, come ha mostrato in questa stagione: pesa molto sul bilancio con i 5 milioni di stipendio netto, e per non generare una minusvalenza la sua valutazione dovrà essere di 40 milioni. Al momento su Arthur ci sono l'Arsenal, che già a gennaio tentò l'assalto poi sfumato, e il Betis Siviglia: alla Juve piace molto Ceballos, che ha però giurato amore eterno ai biancoverdi. Più facile che Arthur lasci la Juventus in prestito con diritto di riscatto, scelta che abbasserebbe il monte ingaggi e che rinvierebbe al prossimo mercato la cessione.

Kean con le valigie

Se il centrocampo è il reparto che più di tutti necessita di un salto di qualità, è l'attacco quello che cambierà volto in maniera più profonda. Morata non sarà confermato, l'ultimo incontro con l'Atletico Madrid ha confermato le sensazioni dei giorni scorsi: il riscatto è fissato a 35 milioni e i Colchoneros non abbasseranno le pretese. Lo spagnolo non sarà l'unico a lasciare la Juventus: si lavora per trovare una sistemazione per Kean. Dopo una stagione al di sotto delle aspettative, l'azzurro classe 2000 ha ancora un anno di prestito dall'Everton prima che scatti l'obbligo di riscatto a 38 milioni. Una cifra decisamente alta che i bianconeri stanno provando a ridiscutere con i Toffees: l'obiettivo è ottenere uno sconto e contestualmente trovare una nuova sistemazione all'attaccate, con cui finanziare l'assalto ad un vice-Vlahovic.

La nuova difesa

L'addio di Chiellini costringe il club a ripensare la difesa, condizione nuova per una società che ha vissuto gli ultimi anni puntando sull'inossidabile eredità della BBC a cui si è aggiunto De Ligt. Tra i candidati a lasciare il bianconero c'è anche Daniele Rugani, che piace alla Lazio di Sarri, tecnico che l'ha avuto prima all'Empoli quindi alla Juventus: inizialmente lo scambio con Acerbi sembrava servito, mentre negli ultimi giorni i dubbi hanno superato le certezze. Tuttavia il difensore toscano ha mercato e trovargli una sistemazione, nonostante i 3,5 milioni di ingaggio, non dovrebbe essere un problema: il suo posto come quarto centrale, in attesa di conoscere il terzo, sarà poi occupato da Federico Gatti, in arrivo dal Frosinone. Ha le valigie pronte anche Alex Sandro, che sta entrando nell'ultimo anno di contratto: il brasiliano è in piena parabola discendente e dopo due stagione al di sotto delle aspettative potrebbe lasciare Torino. L'ostacolo più grande è rappresentato dall'ingaggio da 6 milioni netti a stagione.