✕

Vlahovic: "Ho lo stesso Dna della Juve. Segnare è come volare, la pressione mi piace"

Dusan Vlahovic (agf)
L'attaccante serbo si racconta al Telegraph. Dal sì ai bianconeri ("Quando vieni qui non ti arrendi mai, combatti tutto il tempo, fai i sacrifici. Questo era sicuramente quello che stavo cercando") al rapporto con il gol ("È qualcosa che mi riempie, mi pervade completamente") fino ai campioni fonte di ispirazione
2 minuti di lettura

L'ambizione l'ha portato alla Juventus, la testa a prendere esempio da Jordan e Djokovic, le emozioni a vivere il rapporto con il gol in maniera quasi morbosa. Dusan Vlahovic si gode la sua prima estate lontano dai riflettori del mercato, il primo anno in cui il suo futuro è già scritto: nella lunga intervista concessa al Telegraph, il centravanti serbo ha aperto il suo cuore e la sua mente raccontandosi senza filtri. Dall'esempio Ibrahimovic alle offerte della Premier rispedite al mittente per abbracciare il progetto bianconero: "Mi identifico con il loro DNA, la personalità della Juventus coincide con la mia. Quando vieni qui non ti arrendi mai, combatti tutto il tempo, fai i sacrifici. Questo era sicuramente quello che stavo cercando".

L'ambizione l'ha portato alla Juventus, la testa a prendere esempio da Jordan e Djokovic, le emozioni a vivere il rapporto con il gol in maniera quasi morbosa. Dusan Vlahovic si gode la sua prima estate lontano dai riflettori del mercato, il primo anno in cui il suo futuro è già scritto: nella lunga intervista concessa al Telegraph, il centravanti serbo ha aperto il suo cuore e la sua mente raccontandosi senza filtri. Dall'esempio Ibrahimovic alle offerte della Premier rispedite al mittente per abbracciare il progetto bianconero: "Mi identifico con il loro DNA, la personalità della Juventus coincide con la mia. Quando vieni qui non ti arrendi mai, combatti tutto il tempo, fai i sacrifici. Questo era sicuramente quello che stavo cercando".

La svolta della carriera

A gennaio la carriera di Vlahovic ha vissuto un passaggio chiave: la firma per la Juventus, l'addio alla Fiorentina, il rifiuto delle offerte arrivate dalla Premier League. Tottenham, Arsenal e la stima personale di Rangnick non hanno però cambiato quello che era chiaro nella testa del centravanti serbo fin da piccolo: "Forse il mio agente conosce le altre offerte, ma non ne ho mai parlato con nessuno - spiega Vlahovic -. Avevo in mente un solo club perché la Juventus è la Juventus. Non c'è nient'altro da dire. E ora mi sento onorato di indossare questa maglia, ogni volta è incredibile". I racconti di Valeri Bojinov, ex attaccante bulgaro della Juventus con cui ha condiviso la sua esperienza al Partizan, testimoniano il sogno bianconero di Dusan fin da quando aveva 15 anni: come si vive alla Juve oltre alla sua ammirazione per Ibraminovic: "Valeri afferma che io mi definissi il prossimo Ibra, ma non è proprio così - racconta sorridendo -. Con lui mi informavo su cosa volesse dire giocare alla Juventus, cosa dovessi fare per arrivare a vestire quella maglia. Inoltre confrontare i giocatori con grandi campioni che hanno segnato 400, 500 gol nella loro carriera, che hanno vinto 20 o 30 titoli, è ingiusto. Non mi infastidisce, ma è anche vero che quando fai questi tipi di confronti al primo errore arrivano le critiche. Tutti abbiamo il diritto di commettere errori: siamo tutti umani".

Il rapporto con il gol

In maglia Partizan, viola o bianconera, la missione di Vlahovic resta la medesima fin dalla tenera età, quando disse addio al basket scegliendo di giocare a calcio: "Segnare è come volare, quando si segna per la tua squadra, i tuoi compagni di squadra, i tuoi sostenitori, amici, è qualcosa che si capisce veramente solo vivendo quella esperienza direttamente. È qualcosa che mi riempie, mi pervade completamente: se non sento quell'emozione allora mi sento giù, mi sento vuoto. Una volta che la provi, quell'emozione, senti di viverla ancora e ancora: ecco perché dico che è una dipendenza. Soprattutto quando lo stadio è pieno, si sente tutto il tifo, tutti i fan che gridano il tuo nome. È incredibile". Non a caso i suoi 33 gol nell'anno solare 2021 gli hanno permesso di eguagliare Cristiano Ronaldo, finendo alle spalle soltanto di Lewandowski in questa speciale classifica: il tempo per migliorare non manca.

La mentalità e la pressione

Quando si incontrano i grandi campioni dello sport, quello che stupisce di più è l'aspetto mentale. Un passaggio chiave è trovare la giusta ispirazione, l'esempio da seguire e nella carriera di Vlahovic i nomi sono due, Michael Jordan ("ammiro la sua mentalità") e soprattutto il connazionale Novak Djokovic: "È serbo come me ed è sicuramente il numero uno, quindi l'ho sempre ammirato. È un grande campione. Voglio saperne di più su come ha fatto certe cose. È così bravo per la forza mentale: come affronta certi problemi e come può giocare sette partite di fila e superare sette ostacoli per vincere un torneo dello Slam".

La mente è componente essenziale per rialzarsi quando si cade, per restare in alto e soprattutto per combattere le tante insidie del mondo dello sport, prima fra tutti la pressione: "Quando credete in voi stessi, quando siete sicuri, nient'altro vi destabilizzerà. Dovete avere questo tipo di forza mentale. E anche quando qualcosa va storto vi aiuterà sicuramente ad affrontare i problemi. Mi piace la pressione, le grandi aspettative perché mi piace il tipo di adrenalina che produce. Non ho mai veramente sofferto la pressione. Forse quando ero più giovane, ma non ora e tra 10 anni probabilmente mi sentirò ancora meglio. Non mi interessa molto quando la gente parla di pressione".