Di Maria: "Prima viene la Juventus, poi l'Argentina. Sono qui per vincere, non per preparare il Mondiale"
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseTORINO — Un corteggiamento durato 40 giorni che ha sgretolato la resistenza del calciatore. Così Angel Di Maria è diventato il nuovo numero 22 della Juventus, con l'obiettivo di "tornare a vincere" ma non solo: la rosa è giovane e il Fideo metterà a disposizione l'esperienza accumulata con le maglie del Benfica, del Real Madrid, del Manchester United e del Psg, l'ultima indossata prima di dire il fatidico "sì" alla Vecchia Signora.
Di Maria, quali sono le sue prime sensazioni nell'indossare la maglia bianconera?
"Sono contentissimo di essere qui e poter indossare questa maglia, è fantastico far parte di questo grande club. Mi hanno ricevuto con grande affetto ed è molto importante per me".
Che versione di Di Maria è arrivata in Italia vista anche la durata annuale del contratto?
"Lo stesso di sempre, quello elettrico che vuole vincere a tutti i costi, che vuol…
TORINO — Un corteggiamento durato 40 giorni che ha sgretolato la resistenza del calciatore. Così Angel Di Maria è diventato il nuovo numero 22 della Juventus, con l'obiettivo di "tornare a vincere" ma non solo: la rosa è giovane e il Fideo metterà a disposizione l'esperienza accumulata con le maglie del Benfica, del Real Madrid, del Manchester United e del Psg, l'ultima indossata prima di dire il fatidico "sì" alla Vecchia Signora.
Di Maria, quali sono le sue prime sensazioni nell'indossare la maglia bianconera?
"Sono contentissimo di essere qui e poter indossare questa maglia, è fantastico far parte di questo grande club. Mi hanno ricevuto con grande affetto ed è molto importante per me".
Che versione di Di Maria è arrivata in Italia vista anche la durata annuale del contratto?
"Lo stesso di sempre, quello elettrico che vuole vincere a tutti i costi, che vuole essere un campione e non gli piace perdere. Per questo mi hanno scelto, vincere è importante per loro come per me. Dovremo lavorare e farlo nel miglior modo possibile. Nel calcio le cose cambiano molto velocemente, la mia idea era tornare in Argentina ma il progetto può cambiare. Sono tranquillissimo e cercherò di fare il meglio".
Quali sono le aspettative e che tipo di ruolo può avere in questa Juve anche considerando che il periodo prima dei Mondiali è breve?
"Intanto la testa ce l'ho alla Juventus e basta, la Nazionale viene dopo. Sono venuto qui per vincere e lavorare in questo grande club. Non penso di approfittare della Juventus per arrivare in condizione in Nazionale, sono venuto qui per vincere: quando si dovrà parlare di nazionale lo faremo".
"Non si può sapere, da quando mi hanno contattato mi hanno trattato benissimo, tutto si sta svolgendo nel migliore dei modi ma penso a quest'anno, farò in modo di vincere tutto quello che si può vincere poi ci penserò".
Ha giocato in diversi ruoli in carriera. Quale preferisce?
"Il ruolo è quello di sempre, mi piace fare gli assist e spero di farne tanti come gli anni passati, ma anche far parte di un grande gruppo di calciatori".
Come ha fatto la Juventus a convincerla? Ha già parlato con Allegri?
"A una squadra importante come la Juve se ti corteggia per 40 giorni insistendo, è quasi impossibile dire di no. Hanno aspettato che finissero il contratto e il campionato al Psg. Ho tardato per questioni familiari, volevo fare le vacanze tranquillo per potermi poi dedicare a questa stagione. Non ho ancora parlato con il mister, ora bisogna correre ed essere pronti fisicamente, la parte tattica arriverà più avanti".
"Sono un giocatore a cui piace giocare in qualsiasi ruolo, essere parte degli undici un campo, voglio sempre vincere, lottare per i risultati. La posizione che mi piace di più è attaccante destro per infilarmi e tirare di sinistro: ma dipenderà dall'allenatore".
Quanto hanno inciso il Mondiale e la Nazionale per restare in Europa?
"Nessuna, venire alla Juve o in un'altra squadra mi dà la possibilità di giocare in Nazionale, quindi non c'entra. La Juve è il club più importante in Italia e ha tutte le carte per poter vincere tanti titoli. So che ha una squadra forte e voglio farne parte: hanno pensato fossi all'altezza e per questo ho scelto di venire".
Buffon ha detto che lei è come Maradona per il campionato italiano. Cosa ne pensa? Può tornare subito a vincere la Juve?
"Diego è Diego, ovviamente, è stato quello che tutti sappiamo. Io ho un rapporto bello con Buffon, persona fantastica, ho parlato con lui quando ho firmato e ci teneva venissi alla Juve. Essere qua è davvero importante, ho la testa tranquilla, i piedi per terra e darò il meglio. Sapevo che poteva arrivare Pogba, ci sono anche giocatori più giovani che bisognerà aiutare".
"La Juve è la Juve, ha vinto tantissimi titoli, ha qualità ed è un grande club. In questi due anni non ha vinto molto ma ha tanta voglia di vincere e voglio aiutarla a farlo. Credo che sia importante fare un buon gruppo e fare il meglio anche a livello di spogliatoio".
La Juve è stata l'unica a cercarla o quella che l'ha convinta?
"In realtà è l'unica squadra con cui ho parlato in modo intenso. Sono molto amico di Rui Costa del Benfica che mi ha contattato, ma niente di più. La Juve è stata la più insistente, mi ha aspettato 40 giorni e l'ho accettata per la grandezza del club. Ho conosciuto diversi giocatori in Nazionale e questo ha inciso".
Paredes le ha chiesto qualcosa del mondo Juve?
"Conosce l'Italia, ci ha giocato, conosce la Juve. Sa com'è il calcio italiano e siamo molto amici: parliamo spesso ma più di cose personali".
"Sono contento di avere vicino giocatori di grande qualità come questi. Daranno sicuramente tanto, sono giovani e credo che la Juve stia facendo un investimento sui giovani. Dobbiamo trasmettere la nostra mentalità vincente, una delle cose che ha condizionato la Juve nello scegliermi è stato proprio questo: so che ogni partita è fondamentale e bisogna vincerla".
Quanto pesa il Mondiale per lei? Come si fa convivere con la stagione della Juve?
"Credo che il Mondiale sia sicuramente qualcosa di importante, ce l'ho sempre in testa come chiunque ma credo anche che sia fondamentale essere concentrati su quello che si sta facendo. Penserò alla Juve fino a che non arriverà il Mondiale: potrebbe essere l'ultimo della mia carriera, voglio godermi il momento e farò il meglio finché non arriverà. Ogni nuovo inizio do il massimo".
"Tutti mi hanno trattato benissimo quando sono arrivato, avere un solo compagno argentino mi servirà a livello linguistico ma tutti mi parlano in italiano così imparerò più facilmente la lingua. Sono contento che mi trattino come uno di loro".
Ha giocato con tanti giocatori passati alla Juve: cosa le hanno detto del club?
"Ho parlato soprattutto con Paulo (Dybala, ndr) e quello che mi ha detto lo sto verificando. Che è una squadra importante ma che è anche una famiglia. Mi aveva detto che sarei stato bene e quando sono arrivato mi hanno trattato così. Molti compagni ci tenevano che venissi".
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