Juventus, Milik: "Posso giocare insieme a Vlahovic. Scudetto? 5 anni fa vincerlo era più facile"
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseTORINO - Il passato alle spalle per quanto tormentato dai rapporti con il Napoli e dai due infortuni al ginocchio. Oggi, però, Milik vuole scrivere un nuovo capitolo della sua carriera dimenticando i contrattempi e concentrandosi sulla sua nuova avventura alla Juventus. Arrivato a Torino con qualche anno di ritardo, dopo le trattative di due stagioni fa confermate anche dall'attaccante polacco ("non proprio vicino, ma il mio nome è stato accostato alla Juventus"), Milik completa il reparto offensivo di Allegri con la missione di far rifiatare ma anche di giocare insieme a Vlahovic. Arrivato in prestito dal Marsiglia con diritto di riscatto, proverà a convincere il club a confermarlo con i gol, partendo dai 30 realizzati in 55 partite con la maglia dei francesi.
TORINO - Il passato alle spalle per quanto tormentato dai rapporti con il Napoli e dai due infortuni al ginocchio. Oggi, però, Milik vuole scrivere un nuovo capitolo della sua carriera dimenticando i contrattempi e concentrandosi sulla sua nuova avventura alla Juventus. Arrivato a Torino con qualche anno di ritardo, dopo le trattative di due stagioni fa confermate anche dall'attaccante polacco ("non proprio vicino, ma il mio nome è stato accostato alla Juventus"), Milik completa il reparto offensivo di Allegri con la missione di far rifiatare ma anche di giocare insieme a Vlahovic. Arrivato in prestito dal Marsiglia con diritto di riscatto, proverà a convincere il club a confermarlo con i gol, partendo dai 30 realizzati in 55 partite con la maglia dei francesi.
Arkadiusz Milik, cosa significa arrivare alla Juventus a 28 anni?
"Questo è un momento molto speciale della mia vita, ho sempre cercato di giocare in un club così grande, la Juventus è uno dei più grandi al mondo. È sempre stato un mio obiettivo ma voglio anche dare qualcosa di speciale, giocare, fare bene e segnare tanti gol oltre ad essere felice".
Allegri ha detto che può giocare insieme a Vlahovic. Avete già provato qualcosa in allenamento?
"Ho fatto due o tre allenamenti con la squadra. So che posso giocare al fianco di un'altra punta, visto che lo faccio con Lewandowski in nazionale. Il mister prende le decisioni, la tattica la decide lui: io faccio ciò che posso durante gli allenamenti per mettermi in mostra".
Il suo nome negli anni scorsi è stato accostato alla Juve. È mai stato vicino al bianconerI?
"Sì, ma le cose sono andate in modo diverso. Non proprio vicino, ma il mio nome è stato accostato anche dai giornali, due o tre anni fa. Alla fine non se n'è fatto nulla, non guardo il passato ma il presente: sono contento di questa scelta e spero di segnare tanto".
Conosce già la Serie A: dopo due anni, come se la immagina?
"Il livello è sempre alto, ora ancora di più secondo me. Quattro o cinque anni fa non c'era questa corsa allo scudetto che rende tutto ancora più difficile".
Che Milik dobbiamo aspettarci nel suo ritorno in Italia? Come sta fisicamente?
"Sto bene, benissimo. Ho segnato 30 gol in 55 partite ma non conta più, nel calcio moderno conta solo quello che fai oggi. Non si guarda indietro, ora scrivo nuove pagine: questo conta".
Ha parlato prima della sua capacità a giocare con un attaccante di fianco. Qual è la sua posizione preferita?
"Sono un attaccante, il mio ruolo è attaccare, fare gol. Mi piace giocare solo, con le due punte: la squadra la sceglie il mister e lui decide".
Come immagina Napoli-Juve?
"La verità è che non ho guardato il calendario, so solo che giochiamo con lo Spezia la prossima partita".
Cosa non ha funzionato con i partenopei?
"Volevo andare via e sono finito fuori rosa".
Ha avuto tanti allenatori importanti nella sua carriera. Cosa ha preso da loro?
"Ognuno è diverso, il calcio lo si vede in maniera diversa. Ho cercato di prendere qualcosa da ognuno di loro per diventare più forte e spero di avercela fatta. Mi sono allenato con tecnici davvero bravi".
Lei a Napoli è stato avversario della Juventus. Cosa ammirava dei bianconeri?
"Erano sempre partite speciali, non sono il primo né l'ultimo a vestire tutte e due le maglie. Ora gioco alla Juve e quello mi importa".
Cosa è successo a Marsiglia negli ultimi mesi?
"Alla fine del campionato volevo restare a Marsiglia, c'era un buon progetto. Ma le cose sono cambiate, sono arrivati nuovi giocatori ed è cambiato il mister. Inoltre per me è arrivata una grande opportunità e ho fatto questa scelta".
Ci sono alcune somiglianze tra Vlahovic e Lewandowski?
"Difficile paragonare i giocatori, Dusan è molto giovane e forte, Lewa è in un altro momento della carriera. Come sempre per gli attaccanti parlano i numeri ma Dusan può migliorare tantissimo, può fare ancora meglio. Mentre Robert ne ha 34".
Ci racconta i primi giorni alla Juve? L'ha aiutata Szczesny ad ambientarsi?
"Con Szczesny ci conosciamo da tempo, da quando sono arrivato l'atmosfera è molto buona, sicuramente le infrastrutture sono incredibili alla Juventus, dallo stadio ai campi e al centro sportivo. Non devi pensare a nulla e solo giocare a calcio. Qua non ti manca nulla".