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Pogba, Benzema, i pensieri suicidi di Adebayor: famiglie oppressive e ricatti, il lato oscuro del calcio francese

Il Polpo, il giocatore del Real Madrid e indirettamente Mbappé, sono o sono stati protagonisti di casi spinosi che il ct dei Bleus Deschamps in qualche modo si ritroverà a gestire nella corsa al mondiale. In passato un ex della Ligue 1 Adebayor, alle prese con pressioni economiche dei parenti, pensò addirittura al suicidio
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Sono giorni difficili per il calcio francese e per la nazionale di Deschamps. Il caso Pogba, con il tentativo di estorsione operato dal fratello Mathias e denunciato dal centrocampista della Juventus, è solo l'ultimo in ordine di tempo. Se in campo la qualità del calcio transalpino è semplicemente enorme, fuori affiorano i problemi tra minacce, liti familiari e denunce. A marzo 2022, ad esempio, prima del deflagrare della vicenda, Pogba ha versato, secondo le ricostruzioni del portale FranceInfo, 100.000 euro ai suoi estorsori.

Il caso Pogba

La richiesta iniziale, da parte delle persone indicate dal calciatore come suoi amici d'infanzia, gruppo  di cui fa parte anche il fratello Ma…

Sono giorni difficili per il calcio francese e per la nazionale di Deschamps. Il caso Pogba, con il tentativo di estorsione operato dal fratello Mathias e denunciato dal centrocampista della Juventus, è solo l'ultimo in ordine di tempo. Se in campo la qualità del calcio transalpino è semplicemente enorme, fuori affiorano i problemi tra minacce, liti familiari e denunce. A marzo 2022, ad esempio, prima del deflagrare della vicenda, Pogba ha versato, secondo le ricostruzioni del portale FranceInfo, 100.000 euro ai suoi estorsori.

Il caso Pogba

La richiesta iniziale, da parte delle persone indicate dal calciatore come suoi amici d'infanzia, gruppo  di cui fa parte anche il fratello Mathias, fu di 13 milioni di euro, di cui tre da pagare immediatamente. Al rifiuto del Polpo seguirono le pressioni insistenti: qualche giorno dopo il calciatore cercò di prelevare 3 milioni di euro, non riuscendoci per l'opposizione dell'istituto bancario. Secondo le informazioni di FranceInfo, ritirò 100.000 euro dandoli agli estorsori, accettando di firmare un documento in cui si impegnava a pagare il resto della somma. Scegliendo in realtà di procedere con una denuncia per estorsione. "Sappiamo benissimo di cosa si sta parlando, conosciamo questo tipo di attività" è stato il commento dell'ex PSG Jérôme Alonzo, parole che confermano l'esistenza del problema nel calcio francese. Questione deflagrata a poche settimane dal via al Mondiale, con Deschamps impegnato a gestire la questione e a tentare di ricostruire lo spogliatoio dopo la questione Pogba-Mbappé e la presunta "macumba" commissionata dal centrocampista contro l'attaccante del PSG.  

Un problema noto

È ancora Alonzo, portiere nato a Mentone con un passato al Nizza, PSG e Marsiglia, a spiegare che il problema era noto da tempo nel calcio francese: "Tutte le generazioni hanno affrontato problemi di entourage", ha raccontato, definendola una vera piaga dello sport di alto livello e del calcio in particolare. Problemi che non riguardano soltanto le famiglie ma anche gli agenti: l'esempio è quello di N'Golo Kanté che denunciò per truffa il professionista che si occupava di curare la sua immagine. Arrivando anche a ipotizzare una correlazione tra le disavventure fuori dal campo e i problemi fisici e psicologici dei calciatori: "Produce tantissime emozioni negative, è difficile dormire e anche parlarne", ha aggiunto nella sua intervista a FranceInfo. Tra coloro che sono riusciti a rompere il muro di silenzio,  il calciatore togolese Emmanuel Adebayor, cresciuto sportivamente in Francia, nato in una famiglia poverissima in Togo.

Questioni di famiglia. Adebayor pensò al suicidio

Adebayor, passato dalle giovanili  del Metz prima di vestire anche le maglie di Monaco, Arsenal, Manchester City e Real Madrid, ha vissuto momenti drammatici con la sua famiglia, arrivando  anche a decidere di suicidarsi. A 16 anni si trasferì in Francia con l'idea di diventare un calciatore ("Ero in chiesa a pregare, entrò un pallone e capii che Dio voleva che giocassi a calcio", ha dichiarato al Daily Mail). Nel documentario prodotto da Canal Plus e condotto dall'ex Roma e Inter Olivier Dacourt, Adebayor ha raccontato  la sua vicenda drammatica: "Volevo aiutare la mia famiglia ma avevo troppa pressione addosso e non la sopportavo. Nelle famiglie povere, quando ottieni qualcosa, c'è molta solidarietà". I primi problemi sono nati quando iniziò a giocare nel Metz: "La mia famiglia mi ha chiesto una casa da 580.000 euro. Ricordo di essermi seduto sul mio letto e di essermi domandato per quale motivo avrei dovuto continuare a vivere". Pensieri che lo convinsero a togliersi la vita: "Sono andato in farmacia e ho comprato diverse scatole di medicinali dicendo che servivano per la beneficenza in Togo. Avevo anche preparato l'acqua da bere, ma una chiamata al mio migliore amico mi ha fatto desistere". Approfondendo la questione in un'intervista a So Foot: "Ora sono disgustato ad aver pensato al suicidio, sono felice di non averlo  fatto". Questioni con la famiglia che sono proseguite e che Adebayor ha cercato di risolvere con un incontro con la famiglia. Ottenendo invece la richiesta di regalare una casa a ciascun componente e dargli uno stipendio mensile. "Le questioni di famiglia si devono risolvere in famiglia, vero - ha spiegato -. Ma spero che le altre, dalla mia disavventura, possano imparare".

Il caso sextape di Benzema

Sempre nello spogliatoio della nazionale francese è nato un altro caso spinoso, per quanto non relativo a questioni familiari se non indirettamente. Nel 2015, infatti, Mathieu Valbuena denunciò alcune chiamate anonime ricevute mentre era in ritiro con la nazionale francese. La richiesta era di pagare 150.000 euro, altrimenti sarebbe stato diffuso un video hard che lo ritraeva con la compagna. Benzema intervenne solo in seguito svolgendo il ruolo di "intermediario". L'attaccante del Real Madrid e principale candidato al Pallone d'oro, venne contattato da un amico di infanzia appartenente al gruppo di ricattatori. Il tribunale di Versailles ha giudicato colpevole Benzema in primo grado per complicità nel tentativo di ricatto condannandolo a un anno di carcere, pena sospesa, e multandolo di 75mila euro.