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Juve, tutto passa da Vlahovic: aspettando Pogba e Di Maria

Dusan Vlahovic (agf)
Il serbo ha colpito anche contro lo Spezia confermandosi in questo momento l'uomo in più di Allegri. Buone notizie dall'infermeria, nessuna lesione per Szczesny
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"Se toccasse un solo pallone e facesse un gol sarei contento". Il paradosso scelto da Allegri per descrivere il coinvolgimento di Vlahovic nel gioco bianconero, non spiega a fondo quanto emerso in queste prime giornate: Vlahovic è il gioco della Juve. Non è un caso che il punto più basso di questo inizio di stagione dei bianconeri, lo scialbo pareggio a Marassi con la Sampdoria, sia arrivato dopo la peggior prestazione del centravanti, che l'unica rete del suo match ha rischiato di segnarla nella sua stessa porta. Quattro gol in altrettante partite, due punizioni meravigliose con Roma e Spezia, una chiara leadership emotiva e tecnica: in attesa di Pogba e Di Maria, Allegri si gode i risultati ottenuti più che con la qualità del gioco, con le giocate di Vlahovic.

"Se toccasse un solo pallone e facesse un gol sarei contento". Il paradosso scelto da Allegri per descrivere il coinvolgimento di Vlahovic nel gioco bianconero, non spiega a fondo quanto emerso in queste prime giornate: Vlahovic è il gioco della Juve. Non è un caso che il punto più basso di questo inizio di stagione dei bianconeri, lo scialbo pareggio a Marassi con la Sampdoria, sia arrivato dopo la peggior prestazione del centravanti, che l'unica rete del suo match ha rischiato di segnarla nella sua stessa porta. Quattro gol in altrettante partite, due punizioni meravigliose con Roma e Spezia, una chiara leadership emotiva e tecnica: in attesa di Pogba e Di Maria, Allegri si gode i risultati ottenuti più che con la qualità del gioco, con le giocate di Vlahovic.

Il re degli episodi

I fischi dei tifosi ricevuti dalla squadra contro lo Spezia, sono stati la cartina al tornasole del periodo dei bianconeri: intensità bassa come il baricentro, una manovra lenta specialmente quando le avversarie attendono. Eppure dopo quattro partite la percezione del campo è completamente diversa dalla realtà dei fatti: in un campionato senza lepri, la Juventus è terza in classifica con due punti di distacco dalla vetta. Merito delle punizioni conquistate da Cuadrado, uno dei pochi lampi del colombiano, convertite in gol dal sinistro potente e preciso di Vlahovic. Che mercoledì sera contro lo Spezia ha anche partecipato attivamente alla manovra: la condizione è in crescita, contestualmente all'avvicinarsi della Champions League, il rapporto con il gol sempre prolifico.

I numeri con lo Spezia

Anche se sono distanti i 9 contro la Sampdoria, il punto più basso della sua avventura bianconera, il serbo ha toccato "solo" 30 palloni in 85', prima di essere sostituito da Milik. Un gol su punizione, un colpo di testa da due passi parato d'istinto da Dragowski, il 67% di passaggi completati (8 in totale). Oltre a un baricentro molto alto rispetto al passato, con il centrocampo zona nevralgica del suo gioco, sia per far salire la squadra che per iniziare la pressione sui portatori di palla, e l'area avversaria come destinazione finale. Negli 8.869 metri percorsi, 104 al minuto, non c'è solo la sua fame atavica per il gol: Vlahovic ha corso anche per recuperare palloni, per seguire le progressioni dei compagni, per riempire l'area sui cross. Non sempre è riuscito a ottenere quanto preventivato, ma spesso ha lanciato segnali ai compagni: lottare su tutti i palloni senza tregua. Ingaggiando anche una sfida impari, numericamente parlando, contro i tre centrali dello Spezia.

Il Vlahovic solitario

La frase in apertura citata da Allegri forse è stata presa troppo alla lettera dai compagni di squadra del serbo. Perché se non ci fosse stata la volontà del singolo, la tenacia nella lotta e sopratutto negli allenamenti, che gli hanno permesso di perfezionare il suo tiro passando ore e ore a provare, staremmo parlando di una prova opaca di un centravanti poco servito dai compagni. L'assist di Cuadrado è arrivato "indirettamente", visto che sia con la Roma che con lo Spezia le punizioni sono state conquistate dal colombiano. Che di contro ha trovato raramente degli spunti per il compagno, pur giocando al suo fianco nel tridente. Stesso discorso per Kean, anche se per caratteristiche è anomalo chiedergli assist, spartito identico con Kostic. Le assenze di Pogba e Di Maria pesano tanto nel gioco dei bianconeri: quando torneranno, l'argentino già a Firenze dopo gli scampoli di partita con lo Spezia, saranno loro tre la Juventus, l'anima e il cuore della squadra. Che continuerà a non rubare l'occhio con la sua manovra lenta e macchinosa, con la sua bassa intensità che rimette in corsa anche avversarie tecnicamente e fisicamente meno dotate. Ma che vivrà di luce riflessa da parte del trio: Pogba e Di Maria a inventare, Vlahovic a trasformare in esultanza le idee dei due compagni. Oggi, con Di Maria appena recuperato e Pogba ancora ai box, ci si deve adattare chiedendo gli straordinari a Vlahovic. Che risponde presente in attesa di poter riabbracciare i due fuoriclasse su cui la Juve ha costruito il progetto.

Nessuna lesione per Szczesny

Le buone notizie arrivano anche dall'infermeria e dal mercato. Gli esami a cui si è sottoposto Szczesny dopo la brutta distorsione alla caviglia di mercoledì sera hanno fatto tornare il sereno sopra la Continassa. Nessuna lesione, nessuna frattura: il recupero del portiere procederà secondo la sintomatologia. In pratica quando non avrà più male, potrà tornare a disposizione. Una bellissima notizia per Allegri, specialmente dopo le prime impressioni. Ottime notizie anche dal mercato: Arthur è partito questa mattina per Liverpool, dove ha sostenuto le visite mediche prima di diventare un calciatore dei Reds. Prestito con diritto di riscatto le condizioni del trasferimento.