Il calvario di Federico Chiesa è iniziato lo scorso 9 gennaio all'Olimpico di Roma, quando si ruppe il crociato anteriore del ginocchio sinistro, e oggi, 9 mesi dopo, è lontano dal concludersi. Le complicazioni, che gli hanno fatto rischiare un nuovo intervento di "pulizia" dell'articolazione, hanno rallentato il rientro, allungando i tempi di recupero. Dopo l'intervento in Austria eseguita dal professor Fink, il comunicato della Juventus era stato incoraggiante: "circa 7 mesi" per rivederlo in campo. Tuttavia se le previsioni saranno confermate e il suo rientro avverrà, a tempo pieno, a gennaio, i mesi di assenza saranno 12. In pratica un anno lontano dai campi per un crociato. Qualcosa, evidentemente, non ha funzionato.
I contrattempi e il rischio operazione
"Spero rientri prima della sosta del Mondiale, lui al 100% rientrerà a gennaio - ha raccontato Allegri alla vigilia del match con la Salernitana -. Manca un mese, sta lavorando e vediamo quando lo avremo a disposizione". Si è sentita la mancanza di Chiesa in questa prima parte della stagione e non è un caso che Allegri, snocciolando le assenze che stanno affliggendo la Juventus in questa prima parte di annata, inserisca sempre lui oltre a Pogba e Di Maria. In un evento a giugno, le parole dell'attaccante erano intrise di speranza: "Spero di poter tornare a correre in gruppo ai primi di settembre". Qualcosa, però, ha rovinato i piani: il ginocchio si è gonfiato con i primi carichi e l'ottimismo ha lasciato il posto allo sconforto. Con il ginocchio gonfio, la tabella di marcia ha dovuto subire un sensibile rallentamento, facendo finire sul tavolo delle ipotesi anche quella di un intervento di "pulizia" in artroscopia: motivo che ha spinto alla prudenza, a pianificare il rientro di Chiesa non prima di gennaio. Per averlo al massimo della forma e senza forzare: la sensibilità dell'articolazione è affiorata prepotentemente.
L'assenza perdura
Allegri dovrà fare a meno dell'esterno per tutta la prima fase di Champions League e per quello che ormai tutti definiscono il campionato di "apertura", per dirla all'argentina. Un'assenza pesante che limita le scelte offensive del tecnico: "Avessi avuto la squadra al completo avrei fatto più cambi", ha ammesso. Nella migliore delle ipotesi il suo rientro avverrà a ridosso della sosta, quella per il Mondiale in Qatar. Quindi, tecnicamente parlando, bisognerà aspettare il 2023 per rivederlo in partita con la maglia della Juventus: porre troppe aspettative su novembre sarebbe controproducente sia psicologicamente, in caso di fallimento, sia fisicamente, vista la delicatezza del ginocchio. Chiesa dovrebbe tornare in gruppo a ottobre inoltrato e da quel momento sarà fondamentale calibrare gli sforzi e i carichi, per evitare nuove infiammazioni o problemi muscolari. Se tutto andrà come previsto, a gennaio i tifosi potranno ammirare una nuova Juventus, in cui l'esterno rappresenterà uno dei punti di forza: "Con tutto il rispetto degli altri giocatori, se togliamo Pogba, Di Maria e Chiesa alle altre squadre farebbero fatica - ha spiegato Allegri in conferenza -. Dobbiamo essere contenti perché la prospettiva è rosea". Nonostante gli intoppi e il rischio di nuove operazioni, dribblato all'ultimo da Chiesa.
