Allegri e Spalletti, prove di disgelo dopo la lite. Il tecnico della Juventus: "Luciano più bravo a insegnare calcio, io dovevo fare altro"
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseTORINO — "Una bellissima partita in uno stadio stracolmo. Non sarà decisiva ma molto importante per il Napoli". Massimiliano Allegri sposta il peso del big match tra Juventus e Napoli sulle spalle della squadra di Luciano Spalletti, capolista a quota 44 punti con 7 punti di vantaggio sui bianconeri e sul Milan. Oltre all'aspetto psicologico, un classico per il tecnico livornese, anche da quello tecnico è evidente che una vittoria degli azzurri permetterebbe alla squadra di Spalletti di confermarsi "la squadra migliore del campionato". Al contrario una vittoria della Juventus riaprirebbe la corsa scudetto portando i bianconeri a 4 punti dalla capolista con più di un girone ancora da giocare.
<<la classifica della Serie A>>
Allegri, "il Napoli è la più forte, lo dice la classifica"
Allegri dovrà ancora fare a meno di Vlahovic, Pogba, De Sciglio, Cuadrado e Bonucci, anche se il momento dei ri…
TORINO — "Una bellissima partita in uno stadio stracolmo. Non sarà decisiva ma molto importante per il Napoli". Massimiliano Allegri sposta il peso del big match tra Juventus e Napoli sulle spalle della squadra di Luciano Spalletti, capolista a quota 44 punti con 7 punti di vantaggio sui bianconeri e sul Milan. Oltre all'aspetto psicologico, un classico per il tecnico livornese, anche da quello tecnico è evidente che una vittoria degli azzurri permetterebbe alla squadra di Spalletti di confermarsi "la squadra migliore del campionato". Al contrario una vittoria della Juventus riaprirebbe la corsa scudetto portando i bianconeri a 4 punti dalla capolista con più di un girone ancora da giocare.
<<la classifica della Serie A>>
Allegri, "il Napoli è la più forte, lo dice la classifica"
Allegri dovrà ancora fare a meno di Vlahovic, Pogba, De Sciglio, Cuadrado e Bonucci, anche se il momento dei rientri si avvicina sempre di più: "Dovrebbero essere imminenti, ma prima di Monza in Coppa Italia difficilmente rientrerà qualcuno. Magari con l'Atalanta: Cuadrado da martedì può allenarsi con la squadra, e potrebbe farcela per il Monza. Gli altri stanno meglio e siamo fiduciosi". Tuttavia non ci saranno domani sera al Maradona, costringendo Allegri a puntare sulla squadra che ha infilato otto vittorie consecutive senza subire gol. In attacco ci sarà Milik, l'ex con il dente avvelenato dopo il burrascoso addio al Napoli di qualche anno fa, mentre il fronte offensivo azzurro rimane il principale grattacapo per la Juventus: "La classifica dice che hanno fatto 44 punti e perso una partita, normale che siano i favoriti del campionato. Sono forti tecnicamente, ben allenati, Spalletti è il migliore ad allenare e insegnare, lo sta dimostrando a Napoli. Bisogna fare una bella partita, due mesi fa nessuno credeva che la Juve potesse arrivare in queste condizioni a questa partita. Non abbiamo preparato ancora niente: domani sarà una bellissima partita".
Allegri e Spalletti, il redimento di Juventus e Napoli
Sarà inevitabilmente anche un faccia a faccia tra due tecnici che hanno saputo dare la loro impronta alla squadra. Spalletti contro Allegri, due allenatori toscani che si conoscono bene e che hanno avuto anche qualche frizione, ormai lasciata alle spalle: "Ho grande stima di Spalletti, è talmente buffo e divertente che ogni tanto litighiamo come l'anno scorso. Io non sono un allenatore, faccio questo mestiere per sbaglio, dovevo fare un'altra roba. Luciano è molto, molto bravo. Domani affrontarlo è sempre una bella sfida, è il migliore ad allenare e insegnare". Prova a spostare l'attenzione sul rivale, a far passare in secondo piano i meriti che, indubbiamente, Allegri ha sul percorso della Juventus almeno quanto le colpe per un inizio decisamente al di sotto delle aspettative.
Allegri: "Napoli forte e ben organizzato"
Oggi la squadra bianconera è l'espressione del calcio di Allegri, del suo pragmatismo ma anche della capacità di cambiare le partite nella ripresa: "La squadra cresce e vuol dire che stiamo bene fisicamente. Domani sarà una partita completamente diversa. A Napoli le partite non finiscono mai, sono difficili e affrontiamo una squadra molto forte tecnicamente, ben organizzata e ben allenata. Nel calcio c'è una regola: ciò che fai, il giorno dopo non conta più. Serve lavorare, profilo basso e continuare il percorso di crescita. Per la Juventus, in campionato, l'obiettivo è arrivare nei primi quattro posti. Bisogna pensare a cosa serve fare domani". Infine un pensiero per il presidente dimissionario Andrea Agnelli, colui che lo volle alla Juventus nel 2014 e che l'ha rivoluto dopo le esperienze con Sarri e Pirlo: "Sul presidente c'è da dire poco, i risultati e il lavoro fatto in 12 anni, dal 2010 è il presidente della Juve, parlano per lui. Io personalmente lo ringrazio perché mi ha dato la possibilità di allenare la Juve, di starmi vicino e di lavorare con lui per tanti anni".