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Bremer, col Napoli partita disastrosa. Dallo sgambetto di mercato all'Inter alla notte buia del Maradona

Il difensore brasiliano, strappato dalla Juventus ai nerazzurri in estate con un rilancio da 50 milioni di euro, in confusione totale contro Osimhen e Kvaratskhelia. Errori decisivi in tre dei cinque gol azzurri
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TORINO — Una notte da incubo per Bremer e per la Juventus. Il naufragio bianconero al Maradona, pur coinvolgendo ogni singola zona del campo, è partito dalla difesa, le cui chiavi erano state affidate al centrale brasiliano. Allegri l'ha piazzato al centro della linea a tre, recuperandolo dopo un affaticamento muscolare che l'aveva tenuto fuori con l'Udinese: nei cinque gol subiti, gli errori di Bremer sono stati tanti e tutti decisivi. Una prova disastrosa con tre svarioni su altrettante reti del Napoli, proseguita con incertezze distribuite in ogni zona del campo: solo qualche mese fa il brasiliano era stato uno dei migliori centrali di tutta la Serie A, mentre oggi è la copia sbiadita del difensore che aveva fatto scattare un'asta tra Inter e Juventus per accaparrarselo. Sembra passata un'eternità, ma in realtà sono soltanto sei mesi.

Bremer, gli errori sui gol del Napoli

La serata da incubo di Bremer è iniziata subito, aiutata anche dalle scelte di Allegri. Piazzare Chiesa a tutta fascia non ha modificato l'atteggiamento di Kvaratskhelia, ma ha anzi aperto la strada alle scorribande del georgiano e di Osimhen, facendo saltare tutto il castello difensivo bianconero che non ha saputo sopperire alle carenze dell'esterno e alle incursioni dei tre attaccanti azzurri. Sul primo gol la reattività di Bremer, così come dei compagni di reparto, è stata pari a zero, lasciando spazio prima alla girata volante di Kvara in mezzo a tre difensori quindi alla ribattuta in rete di Osimhen, con il brasiliano a osservare il nigeriano. È stato il manifesto di una prestazione, il primo scricchiolio che si è trasformato in frana sul secondo gol, nato proprio da un suo intervento goffo in copertura ancora su Osimhen: rimpallo senza controllo, palla recuperata e assist per Kvaratskhelia che ha raddoppiato. Per chiudere con l'errore da cui è nato il quarto gol ancora di Osimhen, con Mario Rui che ha recuperato quello che doveva essere un rilancio di Bremer: "Quando fai quegli errori lì in queste partite è difficile non prendere gol - il commento di Allegri a fine partita -. Sono serate che capitano, è capitata contro la prima della classe". Non fa nomi il tecnico, ma basta aver visto la partita per capire che il destinatario, nella maggior parte dei casi, è stato proprio Bremer.

Bremer, dall'asta estiva al crollo col Napoli

In questa stagione il brasiliano ha avuto alti e bassi, offrendo prove sottotono all'inizio della stagione ma riuscendo anche a trovare un po' di continuità con il passare delle giornate. Eppure la prova di Napoli, che si somma a quelle in Champions League, il vero banco di prova per chi vuole giocare nella Juventus insieme ai big match per lo scudetto, ha dato un responso decisamente negativo: serve un salto di qualità per poter essere considerato una colonna della difesa. Oltre che per giustificare l'investimento estivo da quasi 50 milioni. Durante il mercato, infatti, Bremer era stato a un passo dall'Inter, con cui l'accordo reggeva da gennaio: l'inserimento della Juventus travolse ogni stretta di mano, ogni intesa raggiunta. Per superare l'offerta da 30 milioni fatta da Marotta, la Juventus rilanciò con 41 milioni di parte fissa, 4 di bonus facilmente raggiungibili, 4 aggiuntivi legati a risultati più articolati da ottenere. Un potenziale di 49 milioni, una spesa certa di 45 che pesano inevitabilmente sul bilancio della stagione di Bremer: anche se Gatti si è dimostrato meno affidabile, gli 11 milioni spesi sono decisamente più sostenibili rispetto a quelli investiti per mettere le mani sul miglior difensore della passata stagione e probabile sostituto di De Ligt.

Juventus, dopo Napoli serve una reazione

Impossibile addossare tutte le colpe su Bremer: quando si è reduci da otto partite senza subire gol la difesa è fondamentale ma non l'unico aspetto da considerare. Esattamente come quando una squadra subisce cinque reti nella partita più importante del periodo. Tuttavia al brasiliano è richiesto un salto di qualità: a inizio stagione, collocato sul centrosinistra, aveva faticato molto ad adattarsi nella nuova zona di campo. Costringendo Allegri, o forse convincendolo, a spostarlo sul centrodestra per metterlo a suo agio in fase di costruzione, migliorando la resa con il passaggio alla difesa a tre. Alla Continassa si chiedono dove sia finito il centrale che, alla corte di Juric, cancellò dal campo quasi tutti i grandi attaccanti affrontati, da Vlahovic a Osimhen, attirando l'attenzione delle big di Serie A e non solo. Un anno dopo, con la disfatta del Maradona, Bremer sembra un lontano parente del muro visto in granata: ritrovarlo è necessario in vista delle sfide di Europa League e di Coppa Italia.

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