✕

Chiesa tra assist e gol: dopo un anno si è ripreso la Juve. Ora serve continuità

Federico Chiesa (ansa)
Le giocate da subentrato contro Udinese e soprattutto Monza hanno riconsegnato ad Allegri un giocatore fondamentale. Ora, come testimonia la prestazione opaca di Napoli, è necessario trovare il ritmo
2 minuti di lettura

La nuova vita sportiva di Federico Chiesa ha vissuto il momento della svolta ieri sera contro il Monza, 375 giorni dopo l'infortunio al ginocchio. L'esterno della Juventus ha firmato con una prodezza di destro la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia, togliendo dall'imbarazzo degli eventuali supplementari la squadra di Landucci. Una prestazione da calciatore pienamente recuperato, arrivata due settimane dopo il bellissimo assist al volo per Danilo che ha deciso la sfida con l'Udinese ma anche sette giorni dopo la prova coraggiosa ma sterile contro il Napoli. Per definirsi completamente recuperato è necessaria la continuità: il gol contro il Monza potrebbe essere il segnale tanto atteso oltre che la miglior notizia possibile per Allegri con la primavera all'orizzonte.

La nuova vita sportiva di Federico Chiesa ha vissuto il momento della svolta ieri sera contro il Monza, 375 giorni dopo l'infortunio al ginocchio. L'esterno della Juventus ha firmato con una prodezza di destro la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia, togliendo dall'imbarazzo degli eventuali supplementari la squadra di Landucci. Una prestazione da calciatore pienamente recuperato, arrivata due settimane dopo il bellissimo assist al volo per Danilo che ha deciso la sfida con l'Udinese ma anche sette giorni dopo la prova coraggiosa ma sterile contro il Napoli. Per definirsi completamente recuperato è necessaria la continuità: il gol contro il Monza potrebbe essere il segnale tanto atteso oltre che la miglior notizia possibile per Allegri con la primavera all'orizzonte.

Un gol bellissimo per dimenticare un anno di sofferenza

La svolta della partita è arrivata a un quarto d'ora dalla fine, quando Chiesa ha ricevuto palla sulla fascia sinistra e ha puntato Antov saltandolo con una facilità disarmante e resistendo al goffo tentativo dell'esterno bulgaro di tirarlo giù aggrappandosi alla maglia. Entrato in area si è trovato di fronte Ranocchia e l'incerto Marlon, disegnando con il destro una traiettoria a giro che si è insinuata tra i corpi dei difensori, unica strada possibile, lasciando immobile Cragno. L'esultanza è stata quasi una liberazione: mentre tutti sono rimasti a bocca aperta per quel gesto tecnico meraviglioso, nella testa di Chiesa sono passati questi 12 mesi di sofferenza, tra alti, pochi per la verità, e bassi, tanti come dimostrano i tempi di recupero molto più lunghi del previsto. "Per me il 2022 è stato un anno difficile, brutto, adesso sto pensando ad allenarmi e tornare in forma - si è liberato a fine partita -. Devo tornare in forma, giocare e mettere minuti nelle gambe giocando ogni tre giorni".

L'abitudine nell'unire efficacia ed estetica nei suoi gol

Il gol con il Monza è stato l'ennesima perla nella carriera di Chiesa. Il suo modo di giocare è anche il suo marchio di fabbrica: strappi, velocità, esplosività e anche quella sana follia nel tentare gol difficili impensabili per altri. Pur non essendo un bomber, spesso Chiesa ha risolto le partite con sue giocate o con suoi gol: come quello dell'anno scorso in Champions League contro il Chelsea, quando Allegri lo schierò attaccante per sfruttare le ripartenze che si creavano quando gli inglesi venivano respinti dal muro difensivo bianconero. Rapidità, capacità di tirare di destro e di sinistro, fiuto per il gol ma soprattutto talento nel segnare reti decisive. Dei 19 centri con la maglia bianconera, ben nove sono stati decisivi ai fini del risultato, come quelli con il Monza e il Chelsea. Una carta che Allegri e ieri Landucci hanno imparato a giocare a partita in corso, per far coesistere la calma nel recupero, senza forzare i tempi, e la necessità di cambiare volto alla partita aumentando la qualità e il talento. Paradossalmente l'unica partita giocata dal primo minuto dopo l'infortunio, quella con il Napoli di una settimana fa, è stata quella in cui Chiesa ha deluso: "Sto mettendo tutta la mia forza per dare una mano ai compagni: non ho potuto farlo prima, voglio recuperare. Con il Napoli abbiamo giocato male, siamo stati poco aggressivi. Dobbiamo alzare l'asticella, siamo di nuovo sotto e pensiamo all'Atalanta, sarà una partita fondamentale. Cerchiamo di riportare la Juve dove merita, al resto penserà la società".