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Juventus, Chiesa: "L'infortunio mi ha migliorato a livello umano. Ora rialziamoci tutti insieme"

L'esterno sarà protagonista in un documentario - disponibile dal 3 febbraio sulla piattaforma Prime Video - sul suo difficile recupero. E non mancano i riferimenti al momento attuale del club: "Il problema di noi giocatori è il campo, dobbiamo capire perché nelle ultime partite abbiamo perso aggressività"
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Dieci mesi lontano dai campi, partiti il 9 gennaio all'Olimpico contro la Roma, quando si ruppe il crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il lungo calvario di Chiesa è stato raccontato dal documentario "Federico Chiesa - Back on Track", prodotto da Juventus Creator Lab e disponibile dal 3 febbraio sulla piattaforma Prime Video. Un lungo periodo di sofferenza e di duro lavoro, dal "fortissimo dolore iniziale con il traguardo che sembrava lontano" fino al rientro in campo in questa stagione decisamente complicata per la Juventus, in campo e fuori.

Federico Chiesa, sono stati più difficili i primi mesi o gli ultimi?
"Sicuramente il primo periodo, i primi mesi. Il dolore era fortissimo, il traguardo sembrava veramente lontano".

Dieci mesi lontano dai campi, partiti il 9 gennaio all'Olimpico contro la Roma, quando si ruppe il crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il lungo calvario di Chiesa è stato raccontato dal documentario "Federico Chiesa - Back on Track", prodotto da Juventus Creator Lab e disponibile dal 3 febbraio sulla piattaforma Prime Video. Un lungo periodo di sofferenza e di duro lavoro, dal "fortissimo dolore iniziale con il traguardo che sembrava lontano" fino al rientro in campo in questa stagione decisamente complicata per la Juventus, in campo e fuori.

Federico Chiesa, sono stati più difficili i primi mesi o gli ultimi?
"Sicuramente il primo periodo, i primi mesi. Il dolore era fortissimo, il traguardo sembrava veramente lontano".



È stato più complicato recuperare mentalmente o fisicamente?
"Penso che proprio da qui sia partita la mia maturazione come uomo. Alzarsi ogni giorno alla sveglia, andare al campo e provare a fare un esercizio in più per vedere i miglioramenti. Mi ha aiutato tanto a livello umano".

L'ha aiutata anche ad affrontare momenti difficili come quello che sta vivendo la Juventus?
"In questi mesi mi ha aiutato a superare i piccoli problemi, le situazioni difficili. Questi mesi mi hanno aiutato per questo: a non mollare mai, ad avere un focus e raggiungerlo. Quanto succede fuori dal campo, invece, riguarda il club".

Quando era infortunato aveva l'obiettivo del ritorno in campo. Cosa si prova invece a giocare senza conoscere il vostro obiettivo sportivo?
"Il mio obiettivo è tornare a giocare con continuità, a fare quello che facevo prima e che sono tornato a fare solo contro il Napoli. Ovvio che la mia autonomia è limitata. Per quanto riguarda gli obiettivi sportivi, dobbiamo andare in campo e portare i tre punti a casa. Poi si vedrà".

Tra i messaggi ricevuti quale l'ha colpita di più durante la convalescenza?
"Il messaggio più bello è arrivato dai miei genitori, ci erano già passati. Mia mamma era lì presente quando mio padre si ruppe il ginocchio e lei mi ha subito detto concretamente: "Federico, nel calcio succede. É uno sport di contatto e succede. Ora devi rimboccarti le maniche e tornare quello di prima: saranno mesi lunghi, ma sei un atleta e ce la devi fare"".

Perché ha scelto di girare questo documentario?
"Volevo far vedere ai tifosi bianconeri, ma soprattutto alle persone che stanno passando momenti così, come si riesce a venire fuori anche dai piccoli ostacoli che un infortunio ti porta. Sono stati 10 mesi lunghi, nei primi mesi non riuscivo neanche a dormire per il dolore quando cercavo di piegare il ginocchio: dopo 4 mesi sono tornato a correre. Cosa che nel momento in cui mi sono fatto male, vedevo come una meta irraggiungibile. Spero che chi guarda questo documentario possa prendere un po' di forza per venire fuori dalla situazione in cui si trova, qualsiasi sia".

Come si esce dalle difficoltà che la Juventus sta vivendo?
"Dal punto di vista del campo è un problema di noi giocatori: dobbiamo capire perché nelle ultime partite abbiamo perso aggressività e non abbiamo più creato come nelle otto vittorie di fila in campionato. Dobbiamo capire che cosa è mancato".

C'è stato un momento in questi 10 mesi in cui ha pensato che non sarebbe più tornato quello di prima?
"Ci sono stati tanti momenti difficili, il più duro quando mi hanno confermato la rottura del crociato. Però sono sempre stato consapevole che sarei tornato a giocare. Superare gli ostacoli è qualcosa che ho sempre fatto in carriera".

Lei e Vlahovic vi siete ritrovati alla Juve dopo la Fiorentina: potete lanciare la sfida a Osimhen e Kvaratskhelia?
"È una delle coppie più forti della Serie A, sono tutti e due in grande forma e giocano insieme dall'inizio. Sia io che Dusan abbiamo avuto dei problemi ma tra noi alla Fiorentina c'è sempre stata una grande complicità e speriamo di ritrovarla alla Juve. Mi è dispiaciuto non esserci con il Monza ma in coppa con la Lazio ci sarò".

Come si fa in questo momento a pensare solo al campo?
"Ha ragione il mister, il nostro lavoro è fare prestazioni in campo, stiamo cercando di capire come possiamo migliorare. Questo è il nostro dovere".

Con Chiellini ha un ottimo rapporto: pensa di raccogliere la sua fascia da capitano?
"Alla fascia ora non penso, io devo solo entrare in forma, abbiamo un bel gruppo di italiani giovani, giocatori di prospettiva. Il resto lo dirà il futuro, ci manca ancora l'esperienza di Giorgio e Leo ma possiamo crescere tanto".