TORINO - Un sorso di Juventus Beer per "affogare i dispiaceri" o per "festeggiare le vittorie". In rete i tifosi bianconeri hanno iniziato a scherzarci su ma la scelta del club bianconero di entrare nel mercato delle bevande alcoliche, con il lancio della birra ufficiale, è quanto di più serio possa esserci. Si tratta del primo caso nel mondo dello sport di una birra che prende il nome direttamente da una squadra di club: sarà in vendita da fine aprile sugli scaffali della grande distribuzione e promette da un lato di far crescere ulteriormente il fatturato della 25H Holding e dall'altro di rafforzare il legame tra il club e la sua tifoseria. Oltre a portare nuove risorse nelle casse societarie.
Dalle bollicine colorate alla birra bianconera
Per lanciare il nuovo prodotto, la Juventus si è affidata alla 25H Holding, realtà fondata da Moulay Driss El Faria, imprenditore di origini marocchine ma nato a Vigevano, terra in cui il tifo bianconero ha attecchito profondamente nel corso degli anni. La bevanda sarà prodotta da El Original, azienda che fa capo alla 25H Holding: nata nel 2019, ha rivoluzionato il mercato degli alcolici lanciando le "bollicine colorate", vino spumante in quattro gradazioni di colore fluo diventate subito iconiche. Una novità assoluta in campo mondiale che gli ha permesso di crescere esponenzialmente fino a raggiungere in pochissimo tempo i 2,5 milioni di euro di fatturato e i 10 milioni di valore dell'azienda. E di puntare ad altri settori, come appunto la birra griffata Juventus: non sarà colorata tantomeno bianconera, come il famoso liquore molto in voga negli anni '80, ma promette di unire due realtà potenzialmente esplosive. Un cocktail, per rimanere in tema, che miscela le idee e lo spirito imprenditoriale di Moulay Driss El Faria, che tra le varie collaborazioni lanciò la birra Bombeer in collaborazione con Bobo Vieri, e i milioni di tifosi bianconeri, un mercato potenzialmente enorme.
La novità bianconera e la birra nel calcio
Difficile trovare nella storia del calcio una birra che abbia il nome di un club, anche se il binomio pallone-birra è uno dei più indissolubili in assoluto. Non a caso il main sponsor della Champions League è un noto marchio di birra olandese: si apre un altro fronte che mette in contrasto la Juventus con la Uefa, ha scherzato qualche tifoso in rete. Eppure quando si parla di birra nel calcio, il bianconero è un grandissimo classico: in Inghilterra il Newcastle, negli anni d'oro di Keegan e Shearer, aveva creato un vera e propria sovrapposizione tra il marchio di birra omonimo e il club calcistico. Il passaggio della Newcastle Brown Ale sotto il gruppo Heineken interruppe il sodalizio: grazie alle sterline del famoso marchio di birra i Magpies riuscirono ad acquistare Alan Shearer nel 1996. L'accordo per la produzione e la commercializzazione della Juventus Beer non inciderà sulla rosa a disposizione di Allegri, ma allargherà ulteriormente il ventaglio di presenze del club alle varie aree merceologiche: oltre al merchandising, tipico di tutte le società sportive, da fine aprile si potrà anche fare un sorso di Juventus.
