Bellissimo il diagonale con cui al 23' del primo tempo di Inter-Juventus l'esterno offensivo bianconero Filip Kostic ha beffato il portiere nerazzurro André Onana. Ma subito dopo il gol del serbo – rete del momentaneo 0-1 – i calciatori di Inzaghi sono corsi tutti verso l'arbitro Daniele Chiffi. Convinti di aver visto un tocco di mano del centrocampista avversario Adrien Rabiot. Ma cosa è successo prima che la palla entrasse in rete? Ricostruiamo l'azione.
Rabiot e il tocco di mano: cosa è successo
La Juve recupera palla nella propria area di rigore e riparte. Danilo, con un lancio lungo, pesca all'altezza del cerchio di centrocampo Rabiot, che salta e controlla il pallone di petto. E non solo, secondo gli interisti: per loro il francese ha addomesticato il pallone con il braccio sinistro. La manovra si sviluppa poi con un uno-due tra lo stesso Rabiot e Vlahovic (anche qui c'è un tocco inizialmente sospetto, ma il replay chiarisce: è petto) e il pallone arriva infine a Kostic, appostato sulla sinistra, che rientra al centro e segna. Secondo il Var Mazzoleni, con cui Chiffi ha parlato a lungo tramite auricolare, non si è trattato di un tocco di braccio. La rete di Kostic viene dunque convalidata. Facendo arrabbiare i giocatori dell'Inter in campo e i tifosi nerazzurri allo stadio e sui social network.
Rabiot e il Var protagonisti anche in Juve-Samp
Ultimamente, ed è certo un caso, quando si tratta di episodi dubbi di mezzo c'è sempre Rabiot, un centrocampista che ama inserirsi nell'area di rigore avversaria. È accaduto una settimana fa in Juventus-Sampodoria 4-2: la squadra arbitrale, soprattutto gli addetti al monitor, non hanno trovato l'immagine chiara che mostrasse un contestato - anche qui - tocco di mano in occasione della sua seconda rete, il provvisorio 3-2. Senza una prova chiara, la rete è stata concessa. Questa sera l'immagine c'era eccome, ma il Var ha giudicato il controllo del francese regolare.
