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Juventus, i giorni del giudizio. Gup e Figc pesano le accuse

Massimiliano Allegri (agf)
Udienza preliminare al Tribunale di Torino: in ballo lo spostamento del processo a Milano. La procura del calcio decide sugli stipendi
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TORINO — Dopo un anno e mezzo di indagini, di passi indietro, polemiche, veleni e sentenze sportive, si apre lunedì con l'udienza preliminare di fronte al Gup Marco Picco il processo sui conti della Juventus. Nel seminterrato del tribunale di Torino, nell'aula dei maxiprocessi, inizia la partita più rischiosa per il club, quella con la giustizia penale. E anche quella sportiva è pronta a una nuova resa dei conti.

Juventus, i nodi del Gup

Il Gup si dovrà esprimere su due aspetti chiave. Il primo: accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dall'accusa nei confronti di 12 ex dirigenti bianconeri, tra cui l'ex presidente Andrea Agnelli, il vice Nedved, l'ex ad Arrivabene, più la società bianconera come persona giuridica. Quindici i capi d'imputazione contestati dai pm Mario Bendoni e Marco Gianoglio (Ciro Santoriello ha deciso di astenersi dopo la diffusione di vecchi video in cui diceva "…

TORINO — Dopo un anno e mezzo di indagini, di passi indietro, polemiche, veleni e sentenze sportive, si apre lunedì con l'udienza preliminare di fronte al Gup Marco Picco il processo sui conti della Juventus. Nel seminterrato del tribunale di Torino, nell'aula dei maxiprocessi, inizia la partita più rischiosa per il club, quella con la giustizia penale. E anche quella sportiva è pronta a una nuova resa dei conti.

Juventus, i nodi del Gup

Il Gup si dovrà esprimere su due aspetti chiave. Il primo: accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dall'accusa nei confronti di 12 ex dirigenti bianconeri, tra cui l'ex presidente Andrea Agnelli, il vice Nedved, l'ex ad Arrivabene, più la società bianconera come persona giuridica. Quindici i capi d'imputazione contestati dai pm Mario Bendoni e Marco Gianoglio (Ciro Santoriello ha deciso di astenersi dopo la diffusione di vecchi video in cui diceva "tifo Napoli e odio la Juve"). L'inchiesta ha setacciato tre anni di bilanci: truccati, secondo la procura, grazie a un volume di plusvalenze ritenute fittizie e a due manovre sugli stipendi dei calciatori. Il secondo riguarda lo spostamento del processo. Tra i reati contestati dai pm anche quello di aggiotaggio. Per la difesa della Juventus, questa accusa comporterebbe lo spostamento del processo a Milano, sede della Borsa, o in seconda istanza a Roma, per competenza territoriale. Il gup Marco Picco chiederà il parere della Cassazione su quale debba essere la sede del processo: nell'attesa, l'udienza può essere sospesa.

La Juventus e il processo sportivo

Più avanzata è la battaglia con la Federcalcio. La giustizia sportiva ha già colpito, con una penalizzazione di 15 punti della Corte d'Appello federale: il Collegio di garanzia del Coni deciderà il 19 aprile se confermarla, cancellarla o farla riformulare alla Corte. Ma domani scade la proroga di 20 giorni richiesta dal procuratore Chinè per l'ultimo faldone proveniente dalla Procura di Torino. Materiale che la Juve e i suoi consulenti legali e contabili considerano "irrilevante". Verosimile un nuovo deferimento: quindi, un nuovo processo sportivo.

Juventus, le manovre stipendi

Nel secondo filone dell'inchiesta federale spiccano le due manovre stipendi. Ossia accordi con i calciatori inizialmente scritti su moduli non federali. La prima, del 2020 e dovuta alla pandemia, coinvolgeva tutti e prevedeva la "rinuncia" a quattro mensilità da parte dei calciatori, sapendo però grazie a un accordo con l'allora presidente Agnelli che tre stipendi li avrebbero riavuti. Il secondo patto, del 2021, era invece individuale e non lo hanno firmato tutti: prevedeva però la restituzione di tutta la somma, anche in caso di trasferimento, grazie a delle side letter, scritture private, non previste dal regolamento. Per questo non teme solo la società ma anche i calciatori: rischiano fino a 2 mesi di squalifica, uno per ogni manovra firmata.

La Juventus e gli accordi con le altre società

Sul tavolo di Chinè anche approfondimenti sui rapporti con altri club. Per l'accusa, società come Atalanta, Sampdoria, Udinese, Bologna, Sassuolo e Cagliari avrebbero di fatto agito come "banche" nei confronti della Juventus: contratti occulti, impegni di acquisto mascherati da "recompra", e giocatori "parcheggiati o controllati, ma poi mai davvero tesserati. Il tutto, scritto su altre side letter. Ora la Procura della Federcalcio dovrà dire se legittime.