Il fattore tempo nei processi alla Juve. Paratici autosospeso
di Matteo Pinci , di Matteo PinciROMA — Due partite, dove la più importante non ha ancora una data d’inizio. E soprattutto di conclusione. Stasera la Juventus torna in campo col Verona inseguendo una famelica rimonta verso la zona Champions — soggetta però a un’inchiesta Uefa — sapendo che il campionato vale come una sorta di tregua olimpica dalle questioni giudiziarie. Da qui la vera domanda: quando saprà la Juventus che futuro la attende? Ieri, l’ex ds bianconero, Fabio Paratici, si è autosospeso dal Tottenham: è l’effetto dell’estensione a livello europeo della squalifica ricevuta per il primo filone di indagine, quello, per capirci, che alla squadra di Allegri è costato i 15 punti di penalizzazione. Per Paratici rischia di essere il passo d’addio alla sua carriera sportiva, se non dovessero arrivare buone notizie dal Collegio di garanzia presso il Coni, che il 19 aprile si esprimerà sulla sua squalifica e soprat…
ROMA — Due partite, dove la più importante non ha ancora una data d’inizio. E soprattutto di conclusione. Stasera la Juventus torna in campo col Verona inseguendo una famelica rimonta verso la zona Champions — soggetta però a un’inchiesta Uefa — sapendo che il campionato vale come una sorta di tregua olimpica dalle questioni giudiziarie. Da qui la vera domanda: quando saprà la Juventus che futuro la attende? Ieri, l’ex ds bianconero, Fabio Paratici, si è autosospeso dal Tottenham: è l’effetto dell’estensione a livello europeo della squalifica ricevuta per il primo filone di indagine, quello, per capirci, che alla squadra di Allegri è costato i 15 punti di penalizzazione. Per Paratici rischia di essere il passo d’addio alla sua carriera sportiva, se non dovessero arrivare buone notizie dal Collegio di garanzia presso il Coni, che il 19 aprile si esprimerà sulla sua squalifica e soprattutto sulla penalizzazione della Juve. E sapere cosa avrà deciso il Collegio è fondamentale anche per decidere la strategia che dovrà adottare la società quando — presto — la procura federale tornerà a farsi viva: patteggiare con o affrontare un nuovo scontro sul secondo filone di inchiesta sportiva.
La questione è ovviamente quella delle operazioni congiunte con altre società (Atalanta, Sassuolo, Udinese, Sampdoria, Cagliari, Bologna), e delle due manovre stipendi con i calciatori. Il procuratore Chinè ha terminato l’indagine, la notifica di chiusura indagini arriverà dopo il weekend di campionato: da lunedì in poi ogni momento è buono (Chinè ha teoricamente 20 giorni, ma ne basteranno meno). Dalla chiusura indagini si capirà già quali saranno le incolpazioni future: di certo, alla Juve verrà contestata la violazione dell’articolo 31 comma 3, quello che punisce l’aver pattuito stipendi al di fuori delle norme federali, con le famose scritture private. E già questa può valere una multa fino a 3 volte il valore dei contratti pattuiti: parliamo, potenzialmente, di oltre 100 milioni. Ma sarà accusata anche per l’effetto di quelle operazioni sui conti: se la procura riterrà siano state finalizzate a iscriversi a una competizione a cui altrimenti non avrebbe avuto accesso, italiana o estera: in quel caso, rischierebbe addirittura di perdere la Serie A. Ma è il peggiore degli scenari possibili. E soprattutto, non è detto che le sanzioni avranno effetto su questo campionato: tra i tempi per le memorie delle difese (15 giorni), il deferimento e quelli per fissare il processo sportivo al Tribunale federale (fino a 30 giorni), si arriverà a maggio inoltrato. Considerato poi il tempo per appello ed eventuale Collegio di garanzia, si rischia di finire quando la nuova stagione sarà già ampiamente nel vivo. Una lunghissima attesa, che non permette certezze.