Juventus-Verona 1-0: decide Kean, i bianconeri si avvicinano alla Champions
di Maurizio Crosetti , di Maurizio CrosettiTORINO — Contro la terzultima in classifica, la virtuale seconda ha faticato più del dovuto ma ha accettato di faticare quanto necessario: di questi tempi realisti, è una virtù. Si sa che la Juve è una squadra ondivaga, pasticciona ed elettrica, entra ed esce dalle partite come da una porta girevole, ma si sa anche che alcuni suoi giocatori, se possono, risolvono. E si sa, si sapeva, che il volenteroso Verona non sarebbe stato una muraglia cinese. Eppure, anche così malmesso, ha opposto un’antica, strenua resistenza e qualche scintilla che ha costretto il portiere Szczesny a spolverarsi i guanti.
Meno quattro punti dalla Champions, con 15 di handicap: mica male. Una vittoria di corta misura, quella della Juventus, e di non più ampio respiro. Il cinquantanovesimo 1-0 di Allegri su questa panchina, l’11 per cento dell’intera storia bianconera, praticamente una firma. Anche se l&rsqu…
TORINO — Contro la terzultima in classifica, la virtuale seconda ha faticato più del dovuto ma ha accettato di faticare quanto necessario: di questi tempi realisti, è una virtù. Si sa che la Juve è una squadra ondivaga, pasticciona ed elettrica, entra ed esce dalle partite come da una porta girevole, ma si sa anche che alcuni suoi giocatori, se possono, risolvono. E si sa, si sapeva, che il volenteroso Verona non sarebbe stato una muraglia cinese. Eppure, anche così malmesso, ha opposto un’antica, strenua resistenza e qualche scintilla che ha costretto il portiere Szczesny a spolverarsi i guanti.
Meno quattro punti dalla Champions, con 15 di handicap: mica male. Una vittoria di corta misura, quella della Juventus, e di non più ampio respiro. Il cinquantanovesimo 1-0 di Allegri su questa panchina, l’11 per cento dell’intera storia bianconera, praticamente una firma. Anche se l’allenatore se n’è andato prima del tempo, e non è la prima volta, quest’anno, che il film non gli piace e lui abbandona la sala senza guardare il finale.
Uno dei due attaccanti di scorta, il bizzarro e a volte bizzoso Moise Kean, ha approfittato del Mar Rosso che gli si è aperto davanti (del resto, è Moise) e ha scardinato il portone: sesto gol, come Milik. «Non pensiamo ai punti che dovrebbero ridarci ma a quelli che possiamo prenderci in campo», dirà l’attaccante, ammonito e squalificato per la Lazio.
Poco altro ha fatto questa Juve in formato q.b., cioè quanto basta. Per preservarne gli estri in attesa dell’Inter, dopodomani nell’andata di Coppa Italia, Allegri aveva tenuto fuori Vlahovic e Di Maria, entrati dopo un’oretta. Titolari di riserva e riserve che servono.
Molti gli imbarazzi nel primo tempo, con una Juve impantanata soprattutto a centrocampo, in evidente carenza di ritmo e idee. Il Verona avrebbe potuto colpirla subito, anche se Danilo ha poi centrato l’incrocio dei pali, complice una deviazione: l’unico sussulto nella narcosi. Siccome questa è anche una squadra di farmacisti si è potuto gestire e misurare le piccole dosi di bravura necessarie per vincere. Il caldo aprile bianconero non poteva non iniziare con un successo contro un avversario che si sporge già pericolosamente dalla balconata della B, anche perché adesso arriveranno l’Inter (due volte), la Lazio, lo Sporting Lisbona e il Napoli in una sarabanda di destini che sarà decisiva per le sorti non giudiziarie della Juve.
Un’altra cosa molto importante, però, è accaduta al minuto 23, quando, prima di una punizione di Cuadrado, Alessandro Del Piero presente in tribuna si è alzato per raccogliere un’ovazione gigante, unita al coro di repertorio (“Un capitano/c’è solo un capitano”), e ha risposto con un vasto inchino. Solo l’omaggio popolare a una gloria imperitura? Forse, o forse no. Si è piuttosto avuta l’impressione che i tifosi lo richiamassero indietro: la juventinità lo pretende.
Juventus-Verona 1-0 (0-0).
Juventus (3-5-2): Szczesny; Gatti, Bremer, Danilo; Cuadrado (21' st Kostic), Barrenechea (1' st Miretti), Locatelli, Fagioli, De Sciglio; Kean (15' st Vlahovic), Milik (15' st Di Maria) All.: Allegri.
Verona (3-4-1-2): Montipò; Dawidowicz, Ceccherini (21' st Cabal), Magnani; Faraoni (36' st Terracciano), Tameze, Veloso (21' st Verdi), Depaoli (21' st Doig); Duda; Lasagna (32' st Ngonge), Gaich. All.: Zaffaroni.
Arbitro: Marchetti di Ostia Lido.
Reti: nel st 10' Kean.
Angoli: 5 a 3 per il Verona.
Recupero: 0' e 5'.
Ammoniti: Depaoli, Gaich, Kean per gioco falloso.
Spettatori: 40.105 per un incasso lordo di 2.415.403,00 euro.