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Juventus-Inter 1-1: Lukaku su rigore risponde a Cuadrado. Rissa nel finale con tre espulsi

Bollente semifinale d'andata della Coppa Italia. Il belga, dopo la rete, zittisce la curva avversaria dopo insulti e "buuuu" razzisti. Massa espelle il belga, il terzino bianconero e Handanovic. Il parapiglia è proseguito anche negli spogliatoi
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TORINO — Siccome lo spettacolo tecnico era stato scadente, Juventus e Inter hanno dato il peggio anche a partita finalmente finita, onorandola con un rissone finale nemmeno troppo diverso da quello di due settimane fa a San Siro. L'innesco è stato il rigore (sciocco fallo di mano di Bremer) segnato da Lukaku all'ultimo secondo, che il belga ha festeggiato rivolgendosi con un saluto militare, già visto in nazionale, e il dito sulle labbra alla gradinata degli ultrà juventini ("Muto! Muto!"), la quale poco prima gli aveva dedicato ululati scimmieschi. Lukaku s'è preso il secondo giallo (e altri buu) dopo quello rimediato per un calcione a Gatti (l'origine del livore curvaiolo), è uscito scortato da Onana che gesticolava verso i tifosi in tribuna (altri insulti?) e nemmeno il fischio finale ha placato gli animi ormai incendiati: i giocatori si sono assembrati a centrocampo per riprendere a concionare finché s&…

TORINO — Siccome lo spettacolo tecnico era stato scadente, Juventus e Inter hanno dato il peggio anche a partita finalmente finita, onorandola con un rissone finale nemmeno troppo diverso da quello di due settimane fa a San Siro. L'innesco è stato il rigore (sciocco fallo di mano di Bremer) segnato da Lukaku all'ultimo secondo, che il belga ha festeggiato rivolgendosi con un saluto militare, già visto in nazionale, e il dito sulle labbra alla gradinata degli ultrà juventini ("Muto! Muto!"), la quale poco prima gli aveva dedicato ululati scimmieschi. Lukaku s'è preso il secondo giallo (e altri buu) dopo quello rimediato per un calcione a Gatti (l'origine del livore curvaiolo), è uscito scortato da Onana che gesticolava verso i tifosi in tribuna (altri insulti?) e nemmeno il fischio finale ha placato gli animi ormai incendiati: i giocatori si sono assembrati a centrocampo per riprendere a concionare finché s'è visto Cuadrado tentare di colpire Handanovic. Massa, che aveva tenuto molto bene in pugno una gara tutto sommato tranquilla, li ha cacciati entrambi, mentre la rissa continuava allegramente nel tunnel degli spogliatoi. L'1-1 definitivo, siglato dai due più indisciplinati, lascia tutto aperto, e i nervi tesissimi, in vista del ritorno. "Perdiamo due uomini fondamentali, è stata fraintesa l'esultanza di Lukaku, i cori lo hanno certamente innervosito ma io vedo un giocatore che segna e festeggia", dirà Inzaghi.

<<la cronaca della partita>>

Juve-Inter si accende solo nel finale

La partita è stata bruttina, ma era prevedibile. L'Inter l'aveva cominciata con i sintomi del malato addosso, solo che invece del tremore c'era tremarella, come quando un liscio di Bastoni ha spalancato il campo a Di Maria, sul cui destro sono arrivate le unghie di Handanovic. Passato lo spavento dei più spaventati, la partita è diventata un confronto di squadre uguali, una serie di duelli ferrosi (anzi, rugginosi) all'interno di una cornice di gioco scontata, perché queste due squadre di rado sanno andare oltre la proposta delle giocate individuali. La Juve ha dato l'idea di voler lasciare scientemente il pallino all'Inter, visto che il pressing è stato sporadico e Brozovic ha avuto tutta la libertà del mondo di impostare, almeno fino a quando andava a cacciarsi nell'imbuto di spazi stretti predisposto dalla Juve negli ultimi trenta metri, ispessiti di giocatori di qualunque maglia. È stata proprio del croato l'occasione migliore del primo tempo, ma il suo piatto dal limite è stato maldestro e ha consentito la parata di Perin.

L'errore di Bremer e il rosso a Cuadrado

Sta di fatto che specialmente nel secondo tempo la partita ha preso quella piega lì, con l'Inter a pestare acqua nel mortaio della trequarti altrui e la Juventus talmente rannicchiata da faticare a sciorinare contropiedi interessanti. I due allenatori si sono ben guardati dal proporre delle variazione sul tema, pescando dalle panchine soltanto i ricambi naturali, cominciando col togliere i giocatori più anziani, Dzeko e Di Maria, che l'ha presa male beccandosi i rimbrotti di Allegri: "Sicuramente era arrabbiato, ma mi serviva altro in quel momento". Questo modo di fare alla lunga ha fatto il gioco della Juventus che ha congelato quella situazione di stallo, messa in pericolo solamente da due conclusioni lievemente imprecise di Mkhitaryan e Milik, per poi squinternarla approfittando di una serie di svarioni della difesa interista, che sul cross di Rabiot s'è distratta (Bastoni ha deviato male, Gosens s'è perso la marcatura) lasciando a Cuadrado il tempo di colpire. La stupidaggine di Bremer a recupero inoltrato ha rimesso le cose in equilibrio, come tutto sommato era giusto che fosse, lasciando ai nervi l'incidenza sul verdetto.

Il tabellino di Juventus-Inter

Juventus 1 (38’ st Cuadrado)

Inter 1 (50’ st rig. Lukaku)

Juventus (3-5-1-1): Perin – Gatti, Bremer, Danilo – Cuadrado, Fagioli (20’ st Miretti), Locatelli, Rabiot, Kostic – Di Maria (20’ st Chiesa) – Vlahovic (28’ st Milik). All. Allegri.

Inter (3-5-2): Handanovic – D’Ambrosio (36’ st Dumfries), Acerbi, Bastoni – Darmian, Barella, Brozovic (36’ st Asllani), Mkhitaryan, Dimarco (23’ st Gosens) – Dzeko (23’ st Lukaku), Lautaro (41’ st Correa). All. Inzaghi.

Arbitro: Massa.

Note: espulsi Lukaku al 50’ st, Cuadrado e Handanvic a fine partite. Ammoniti Brozovic, Miretti, Cuadrado. Spettatori 39.021, incasso 2.552.630 euro.