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Senza Ronaldo la Juventus è tornata a fare gol su punizione

Cristiano Ronaldo, oggi all'Al Nassr (afp)
I bianconeri, insieme al Lorient, sono primi in Europa per numero di marcatori diversi sui calci da fermo, tre. Il portoghese aveva segnato solo una rete su 70 tentativi (sottratti a Dybala e Pjanic)
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TORINO — Sconfitta la tirannide di Ronaldo sui calci piazzati, la Juventus è tornata a segnare con la "democrazia delle punizioni". Uno dei gesti più tecnici del calcio, che non consente il minimo errore di valutazione e richiede precisione millimetrica, è ritornato a essere una delle armi dei bianconeri. In realtà lo è stato storicamente, visto che hanno segnato da piazzato artisti in materia come Pirlo, Baggio, Del Piero, Platini, Dybala e Pjanic. Elenco da cui manca Ronaldo, che a fronte di oltre 70 punizioni calciate ha esultato una sola volta nel derby con il Torino, condizionando però specialisti come Dybala e Pjanic. Un "regno" crollato con la partenza del portoghese: dal 4 luglio del 2020, quando arrivò il suo unico gol, la Juve è tornata a segnare su punizione con Vlahovic il 29 agosto 2022. Più di due anni per trovare un marcatore da fermo: oggi i bianconeri sono in testa per gol realizz…

TORINO — Sconfitta la tirannide di Ronaldo sui calci piazzati, la Juventus è tornata a segnare con la "democrazia delle punizioni". Uno dei gesti più tecnici del calcio, che non consente il minimo errore di valutazione e richiede precisione millimetrica, è ritornato a essere una delle armi dei bianconeri. In realtà lo è stato storicamente, visto che hanno segnato da piazzato artisti in materia come Pirlo, Baggio, Del Piero, Platini, Dybala e Pjanic. Elenco da cui manca Ronaldo, che a fronte di oltre 70 punizioni calciate ha esultato una sola volta nel derby con il Torino, condizionando però specialisti come Dybala e Pjanic. Un "regno" crollato con la partenza del portoghese: dal 4 luglio del 2020, quando arrivò il suo unico gol, la Juve è tornata a segnare su punizione con Vlahovic il 29 agosto 2022. Più di due anni per trovare un marcatore da fermo: oggi i bianconeri sono in testa per gol realizzati da fermo insieme ai francesi del Lorient, per numero di marcatori, tre.

Juventus, chi batte le punizioni

L'ultimo gol segnato su punizione risale a qualche giorno fa, alla traiettoria bassa e velenosa con cui Paredes ha infilato Falcone dando il via a Juventus-Lecce. Inutile chiedersi se, con Ronaldo in squadra, Paredes avrebbe avuto la possibilità di calciare: eppure proprio avere diversi tiratori è stato il vantaggio in questa stagione. Oltre all'argentino, infatti, sono riusciti a segnare proprio Vlahovic in due match consecutivi, contro la Roma e contro lo Spezia, e Milik, con il suo gol da tre punti con la Cremonese. Quattro centri da fermo sono un ottimo bottino per il campionato italiano, in cui questo gesto tecnico è sempre più raro: sono quindici quelli complessivi, il 26% dei quali bianconeri. Che hanno fruttato complessivamente dieci punti: con un attacco in difficoltà come quello di Allegri, avere un'arma in più è un grande vantaggio.

Punizoni, sempre meno specialisti

Le quindici punizioni trasformate in rete sono state calciate da tredici giocatori diversi: solo Vlahovic e il viola Biraghi possono vantare due gol in questa speciale classifica. In questa stagione sono dodici le squadre che non hanno ancora mosso il tabellino da fermo: squadre di fascia alta come i campioni d'Italia del Napoli, l'Atalanta prossima avversaria della Juventus, la Roma, il Bologna ma anche formazioni delle retrovie. Non segnare su punizione, in definitiva, è diventata la normalità. L'unica realizzata dal Monza, invece, è stata messa a segno da Filippo Ranocchia, prodotto del settore giovanile bianconero e pronto a tornare alla casa madre per rivalutare il suo futuro, magari concedendogli una chance. La vera differenza rispetto al passato per la squadra di Allegri, è stata fino a oggi l'assenza di un catalizzatore come CR7, bomber strepitoso ma anche tirannico nel voler monopolizzare le punizioni. Oscurando il piede fatato di Pjanic, uno dei migliori degli ultimi anni con 16 centri, e il sinistro di Dybala.

Le diverse tipologie di punizioni

Oggi il tiratore viene deciso in base alla posizione di battuta. Contro il Lecce, con la palla spostata sulla sinistra dell'area, ci ha pensato il destro di Paredes mentre con la Cremonese nel convulso finale, con posizione speculare, ha risolto i problemi il sinistro velenoso di Milik infilatosi nell'angolino basso dopo aver rimbalzato davanti a Carnesecchi. Ancora il sinistro, ma di pura potenza, è stato decisivo con Vlahovic, due punizioni simili che hanno toccato la traversa o sfiorato l'incrocio diventando imprendibili per i portieri. Proprio questo regime democratico, anche se in realtà sarebbe più corretto definirlo "non tirannico e funzionale", ha ridato valore alle punizioni e soprattutto ha reso più pericolose le giocate al limite dell'area di rigore. Proprio come prima dell'arrivo di Ronaldo, quando un fallo al limite sui bianconeri equivaleva a una chiara occasione da gol, per Pjanic o Dybala. In un calcio che esalta il gioco di squadra e la specializzazione, anche le punizioni sono diventate una questione collettiva.