"Io ho un contratto di due anni e rimango al 100% per mia scelta. Poi posso decidere dalla mia parte, non al posto degli altri". Se fosse il direttore generale della Juventus, Allegri si confermerebbe immediatamente. Anzi no, probabilmente lo farebbe dopo la fine della stagione visto che, nonostante non sia stato quasi mai nominato, domani ci sarà l'Empoli a testare le velleità di qualificazione in Champions. La posizione in campionato, invece, è sempre stata evidenziata dall'allenatore bianconero, nonostante "quest'anno, tra una partita e l'altra, ci sono sempre state delle situazioni in cui non siamo stati molto fortunati nelle decisioni". La sostanza è che il tecnico non rassegnerà mai le dimissioni e se la Juventus decidesse di cambiare guida tecnica, i 43 milioni lordi dei due anni di contratto residui sono il prezzo da pagare: "Non sono nella testa degli altri, non so se ci siano valutazioni diverse. Io posso solo dire quale sia la mia scelta, per il resto vedremo. Al momento siamo concentrati su campionato e sul finale di stagione. L'anno prossimo vedremo la Juve se parteciperà alle coppe o meno e la dirigenza farà le sue valutazioni. Noi dobbiamo continuare a lavorare per quello che ci è stato chiesto di fare: arrivare nelle prime 4 per la Champions".
Allegri, stoccata a Szczesny
Una strada per raggiungere la Champions, ma anche per tornare a vincere in campo internazionale, sarebbe stata vincere l'Europa League. Il ko con il Siviglia è arrivato dopo una partita giocata, secondo Szczesny, con atteggiamento troppo remissivo. In pratica quanto gli viene contestato da una parte della tifoseria, racchiusa dal cappello/hashtag #allegriout: "Dopo la partita bisognerebbe stare zitti, già faccio fatica io - ha risposto piccato il tecnico -. A caldo si possono dire cose inesatte, le sensazioni sul campo possono essere diverse. A Siviglia la squadra ha fatto tutto nel migliore dei modi". Salvo poi concedere il beneficio del dubbio poco dopo, puntando sulla poca padronanza della lingua italiana del portiere polacco: "Szczesny non conosce le parole esatte, lui non conosce bene l'italiano e magari ha sbagliato i termini. Alla Juve un allenatore gioca a seconda delle caratteristiche della squadra. Si poteva far meglio, si poteva far peggio: siamo arrivati in semifinale di Europa League, in semifinale di Coppa Italia dopo due buone partite".
L'investitura da parte di Elkann
Solo qualche mese fa, il presidente di Exor, John Elkann, aveva indicato Allegri quale punto di riferimento della società. Oggi la posizione dell'allenatore sembra in bilico: "La fiducia la sento perché, dispiace per le finali di Europa League e Coppa Italia, ma siamo secondi in classifica. Sopra noi c'è solo il Napoli, al netto di tutto. Se ci mettiamo il lordo la classifica poteva essere migliore". In campo, è questo il succo della posizione di Allegri, la Juventus ha fatto, al netto delle sconfitte in coppa (ko ai gironi in Champions, eliminato in semifinale in Europa League e Coppa Italia), quanto richiesto ad inizio stagione. Cioè qualificarsi per la Champions League, anche se mancano due punti per avere la certezza matematica, e tenere saldo lo spogliatoio nonostante le turbolenze della stagione. Il termine "lordo" utilizzato da Allegri nella valutazione della stagione comprende tutto: penalizzazioni, restituzioni, il gol di Milik con la Salernitana, il processo.
La penalizzazione e il futuro
Lunedì non sarà soltanto il giorno di Empoli-Juventus, visto che nel pomeriggio si pronuncerà la Procura federale sul filone plusvalenze e sulla relativa penalizzazione. Difficile capire se il verdetto possa essere uno stimolo o se affosserà psicologicamente la Juve, in aggiunta al ko di Siviglia: "In questo momento non ci ho pensato, l'unica cosa che ho pensato è che dobbiamo andare a Empoli e tornare alla vittoria per togliere le scorie di Siviglia. Abbiamo 3 partite difficili, matematicamente ci servono 3 punti (2 in realtà, ndR) per essere nelle prime 4 ed è quello che dobbiamo fare. Siamo abituati a tutto, dobbiamo essere concentrati e volere il secondo posto. Bisogna essere forti, lo siamo stati tutto l'anno e dobbiamo esserlo in questi ultimi 15 giorni. Tutto il gruppo deve lavorare per raggiungere l'obiettivo". Per capire il pensiero di Allegri bisogna analizzare i termini, le parole, la divisione tra l'aspetto sportivo, il campo, e quello societario. In questo momento di cambiamento la serenità è solo esteriore: "Ho parlato con la società, ho espresso i miei pensieri come faccio sempre a fine stagione. Quotidianamente mi confronto con Calvo e Scanavino. In questo momento parlare di futuro non ha senso, dobbiamo lasciare la Juventus nelle prime 4 per la Champions, che per una squadra italiana è molto importante. Quello che succede fuori non possiamo deciderlo, possiamo solo aspettare che decidano gli altri". Sia per la classifica, che per il futuro di Allegri, sempre più in bilico ma blindato da due anni di contratto.
