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Giuntoli alla Juventus, è ufficiale: contratto di cinque anni

Giuntoli alla Juventus, è ufficiale: contratto di cinque anni
Il club bianconero ufficializza l’arrivo dell’ex dirigente del Napoli che sarà il capo dell’area sportiva
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Subito dopo l'ufficialità del suo arrivo alla Juventus, è emerso l'amore verso i colori bianconeri di Giuntoli. Il Cristiano che, nei piani del club, dovrà rifondare e ricostruire la squadra e lo staff dirigenziale, non ha però utilizzato le solite parole di affetto nei confronti della piazza, un cliché trito e ritrito delle presentazioni calcistiche: a supportare la sua juventinità sono episodi, storie di vita vissuta. Fin da piccolo ha avuto la Juventus in testa grazie al papà, "un grande tifoso che mi ha trasmesso la passione per questa squadra", ha spiegato nella sua prima intervista al canale ufficiale. Proprio per la mancanza del padre, scomparso tempo fa, la gioia si fonde con il rammarico per la sua assenza: "Lo ringrazio ma c'è un po' di malinconia". Sarebbe stato un sogno, per papà Giuntoli, vedere il figlio alla guida della società che amava alla follia, al punto da essere seppellito con una maglia bianconera. Una passione trasmessa anche al figlio: "Essere qui è una sensazione indescrivibile, per un bambino come me che partiva da Prato per otto ore di pullman per vedere la Juventus è un motivo di grandissima soddisfazione, un'emozione incredibile". Dopo le emozioni, però, servirà passare ai fatti: osservando il curriculum del dirigente toscano, il suo grande punto di forza.

Il metodo di lavoro e gli obiettivi di Giuntoli

La sua carriera parla da sola, Giuntoli ha saputo lasciare il segno in tutte le categorie e in tutte le società in cui ha lavorato. Da La Spezia, dove mosse i primi passi, passando per Carpi, dove centrò quattro promozioni in cinque anni, fino al Napoli, Giuntoli non è solo un dirigente ma un metodo di lavoro: "Parlare di me è complicato, noi dobbiamo lavorare più degli altri, se lo faremo meglio sarà il tempo a dirlo. Sicuramente sono un grande lavoratore". Nel corso degli anni ha pescato talenti insospettabili in posti sconosciuti, ma anche sbagliato alcune valutazioni: se il secondo aspetto caratterizza l'operato di chiunque, riuscire a battere la concorrenza e a trovare la soluzione ai problemi dove nessuno la cerca è un talento che il dirigente condivide con la sua squadra di lavoro. Tutti responsabilizzati anche se le decisioni vengono prese da lui in prima persona, decisionista e determinato: "Dobbiamo ragionare considerando il noi, mettere insieme tante teste ed un solo cuore". Naturalmente bianconero, come spiegato ufficialmente alla sua prima uscita dietro la scrivania della Juventus. Che, nei suoi piani, deve essere "affascinante e ambiziosa": si tufferà nella sua nuova avventura quinquennale con l'entusiasmo di chi ritrova ad anni di distanza il suo primo, vero amore calcistico.

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