TORINO — Nella settimana in cui è tornata la Champions, la Juventus ha scoperto il percorso alternativo per riconquistare l'Europa. Esclusa dalle coppe, mercoledì la squadra di Allegri ha svolto una seduta di allenamento davanti ai propri tifosi e al ct Spalletti, mostrando anche la nuova impronta tattica. Senza gli impegni infrasettimanali ad appesantire programmi e gambe, Allegri può lavorare in maniera mirata sulla costruzione del gioco, sul perfezionamento dei meccanismi di gioco visti fino a oggi. Eppure, nonostante i minori carichi di lavoro e gli impegni ridotti, anche nell'allenamento di mercoledì è arrivato uno stop, quello di Alex Sandro: il difensore si è procurato una lesione di medio grado al bicipite femorale della coscia sinistra che lo terrà fermo, indicativamente, per almeno un mese. Decisamente meno grave il problema di Adrien Rabiot, che sarà a disposizione a Reggio Emilia contro il Sassuolo.
Allegri e il lavoro sul possesso della Juventus
Qualcosa è cambiato ed è sotto gli occhi di tutti. Gli allenamenti hanno finalità e intensità diverse rispetto alle annate passate: i due registi bianconeri, Locatelli e Fagioli, sono stati i protagonisti di alcune esercitazioni illuminanti del nuovo corso. Difesa aggressiva, registi a giostrare il gioco e costruzione dal basso sotto lo sguardo vigile di Allegri, Magnanelli e Padoin. Sarà proprio la settimana lunga il vero vantaggio della Juventus, che in questi anni ha accumulato stanchezza, infortuni e passaggi a vuoto per provare a essere competitiva su tutti i fronti. Se da un lato la mancata partecipazione alle coppe è un danno, d'immagine ed economico, dall'altro potrebbe essere la carta da giocare per rimanere attaccati alla vetta fino a dicembre: un obiettivo esplicitato da Allegri.
La Juventus e il rapporto con i tifosi
L’allenamento aperto al pubblico di mercoledì, riservato agli abbonati, è stato un'occasione per stringere ancora di più il rapporto con il popolo bianconero: è uno degli obiettivi delle celebrazioni del centenario della famiglia Agnelli alla guida del club. Sarà uno dei tanti incontri programmati che in futuro potrà essere affiancato anche da qualche amichevole: il regolamento Uefa vieta di giocare gare ufficiali in contemporanea con il calendario delle coppe. Oltre al rapporto con i tifosi, ci sarà una programmazione decisamente più approfondita e mirata: negli anni scorsi, quando si giocava ogni tre giorni con lunghe trasferte e notti lontano da casa, le sedute tecniche erano un continuo tentativo di recuperare dalle fatiche precedenti preparando quelle successive. Difficile, se non impossibile, programmare doppie sedute, necessarie per iniziare con carichi alti. Se nelle prime partite l'intensità e lo stile di gioco dei bianconeri è stato una rottura con il passato, molto dipende dagli allenamenti: lo staff di Allegri può partire subito forte a inizio settimana, alleggerendo i carichi con l'avvicinarsi degli impegni di campionato.
Verso Sassuolo-Juventus
Non sarà una partita normale quella di sabato al Mapei Stadium: troppe le implicazioni tra passato e presente, tra mercato e stile di gioco. Scorrendo l'elenco dei protagonisti coinvolti, si capisce immediatamente il valore emotivo: sul fronte bianconero Allegri, Magnanelli, vera e propria istituzione in neroverde, e Locatelli hanno un passato recente nella società che fu di Squinzi, mentre per il Sassuolo, oltre ai tanti giovani transitati e provenienti dalle giovanili della Juventus, Berardi è stato a un passo dal trasferimento alla Continassa. Sarà una sfida tra chi ha sempre puntato sul bel gioco e sulla costruzione e chi, come la Juventus, ha cambiato da poco filosofia, ampliando lo staff tecnico rivolgendosi proprio a chi ha vissuto la scalata del Sassuolo dalla C alla Serie A, cioè Magnanelli. I primi risultati ottenuti, dieci punti in quattro partite, sono stati confortanti: contro i neroverdi si capirà lo stato di avanzamento del rinnovamento bianconero, la strada scelta per tornare a vivere settimane ricche di impegni tra Italia ed Europa.
