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Fagioli, ecco quando terminerà la squalifica per le scommesse. La Juve: “Pieno appoggio nell’affrontare questo percorso”

Nicolò Fagioli, 22 anni

 
La Figc ha ufficializzato lo stop di 12 mesi (di cui 5 commutati in prescrizioni alternative) per il centrocampista. Il club bianconero si schiera al suo fianco: “Siamo fermamente convinti che Nicolò affronterà con grande senso di responsabilità il percorso terapeutico e formativo e potrà tornare a competere con la dovuta serenità”
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Tra casa e prato verde, quotidianità e allenamenti: Nicolò Fagioli è stato messo in sicurezza da una ristretta cerchia composta da amici, colleghi e familiari. Perché tutti coloro che pensano di uscire da soli da una dipendenza – in questo caso quella dal gioco d’azzardo - falliscono. Dopo aver rivisto la luce, esternando i suoi problemi con il gioco e affrontando le sue paure, l'animo del centrocampista bianconero è più leggero, quasi rigenerato: la sua nuova routine ricorda tanto la precedente, fatta di corsa e calci al pallone. La Juventus è sempre stata vicina a Fagioli, dal momento in cui ha preso coscienza della sua dipendenza: lo ha accompagnato nel percorso di denuncia e oggi lo sta facendo in quello della riabilitazione, puntando sulla sua grande passione, giocare a calcio. Si allena, frequenta la Continassa e percepisce il medesimo stipendio sancito dal contratto rinnovato ad agosto 2022: la strada per riprendersi la propria carriera passa anche dalla normalità nonostante le…

Tra casa e prato verde, quotidianità e allenamenti: Nicolò Fagioli è stato messo in sicurezza da una ristretta cerchia composta da amici, colleghi e familiari. Perché tutti coloro che pensano di uscire da soli da una dipendenza – in questo caso quella dal gioco d’azzardo - falliscono. Dopo aver rivisto la luce, esternando i suoi problemi con il gioco e affrontando le sue paure, l'animo del centrocampista bianconero è più leggero, quasi rigenerato: la sua nuova routine ricorda tanto la precedente, fatta di corsa e calci al pallone. La Juventus è sempre stata vicina a Fagioli, dal momento in cui ha preso coscienza della sua dipendenza: lo ha accompagnato nel percorso di denuncia e oggi lo sta facendo in quello della riabilitazione, puntando sulla sua grande passione, giocare a calcio. Si allena, frequenta la Continassa e percepisce il medesimo stipendio sancito dal contratto rinnovato ad agosto 2022: la strada per riprendersi la propria carriera passa anche dalla normalità nonostante le restrizioni necessarie per non uscire nuovamente di strada.

Fagioli, un ragazzo introverso

La routine di Fagioli è un monolite inscalfibile: dal centro di Torino in auto verso la Continassa e ritorno. Rapidamente dentro il cancello grigio che consente l'accesso nel mondo bianconero, l'unico che oggi considera ancora parte del suo universo: si allena tutti i giorni come se Allegri dovesse dargli una maglia da titolare, senza saltare una seduta, neanche quando la testa è piena di pensieri e di brutti ricordi. Il resto è stato tagliato fuori: ha detto addio ai social dopo essersi sfogato, dopo aver promesso di parlare e di raccontare la sua verità, ferito a suo dire dalle bugie che ha letto e ascoltato. Oltre naturalmente ai tanti insulti che hanno colpito lui e la sua fidanzata Giulia Bernacci. Ha scremato i suoi contatti, i suoi incontri sono occasionali: quando non è sul campo ad allenarsi, a immaginare che la sua prossima partita possa proprio essere domenica e non nella prossima stagione, la sua vita si divide tra il percorso di riabilitazione con il dottor Paolo Jarre e l'affetto di un paio di amici e naturalmente della sua famiglia, l'unica a sapere quasi dall'inizio dei suoi problemi con il gioco. Non è mai da solo ma, come è spesso succede a un ragazzo introverso come lui, spesso si chiude in se stesso: "Per le persone che hanno un disturbo da gioco d'azzardo è importante farsi aiutare - racconta il dottor Jarre -, perché nel momento in cui si concretizza un vero problema di salute, da soli non è possibile uscirne".

La fiducia del club

Vicino a lui oggi c'è la Juventus, che l'ha accompagnato in ogni fase di questa difficilissima partita. Nel giorno in cui la Figc ha ufficializzato la squalifica di 12 mesi, di cui 5 commutati in prescrizioni alternative (lo stop scatta da oggi e terminerà il 19 maggio 2024, potrà giocare l’ultima di campionato), il club nel quale è approdato a 15 anni, diventando necessariamente subito adulto, ha voluto rimarcare la sua fiducia nell'uomo e nel calciatore: "La Juventus conferma il suo pieno appoggio a Nicolò Fagioli nell’affrontare questo percorso, fornendo al ragazzo il necessario supporto nello svolgimento del piano terapeutico indicato e, come espressamente previsto nell’accordo, collaborando con la Federazione anche per individuare i cicli di incontro previsti. Siamo fermamente convinti che Nicolò, con l’appoggio della Società, dei compagni di squadra, dei familiari e dei professionisti che lo assistono, affronterà con grande senso di responsabilità il percorso terapeutico e formativo e, una volta scontata la squalifica, potrà tornare a competere con la dovuta serenità".

La vicinanza, la miglior cura per Fagioli

Una squadra al suo fianco. È questa la soluzione migliore per permettere a Fagioli di lasciarsi alle spalle la sua vita rovinata dal gioco. Sempre sotto stretto controllo, perché a differenza delle dipendenze da sostanze, "non ci sono strumenti come i controlli biologici - prosegue il dottor Jarre -. Nel gioco d'azzardo non si possono fare, sono controlli indiretti sui conti correnti, carte di credito. Per questo è molto importante che oltre ai professionisti ci sia anche un aiuto da parte dei famigliari e amici, per controllare il comportamento". Ogni movimento viene controllato, ogni affermazione valutata per evitare ricadute: la tecnologia che pervade la quotidianità è un campo minato, basta un movimento sbagliato perché il demone si ripresenti. Un cellulare, un computer, una partita di calcio in tv: il pericolo è sempre dietro l'angolo. Per questo il lavoro di squadra è fondamentale, tra chi è in prima linea e chi lavora nell'ombra: sette mesi passano in fretta vivendo la propria routine e giocando a calcio. Specialmente se la tua solitudine è mitigata dalla vicinanza dei propri affetti.

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