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Le due anime di Kean, colpi da campione e passaggi a vuoto. Ma per la Juve resta un patrimonio

Moise Kean

 (reuters)
Contro il Verona due gol annullati dal Var, l’ammonizione e poi la sostituzione presa male. Il 23enne attaccante continua a fare i conti con le intemperanze di un giovane alle prime armi, ma la luce in fondo al tunnel inizia a intravedersi
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Dottor Moise e Mister Kean. La partita con il Verona ha confermato per l'ennesima volta le due anime dell'attaccante della Juventus: colpi da grande calciatore con i passaggi a vuoto e le intemperanze di un giovane alle prime armi. La maledizione del carattere di Kean si fonde in un'unica essenza con il suo talento fisico e calcistico, che l'hanno portato a segnare due gol, annullati dal Var, e a far impazzire la difesa del Verona. Anche però a porre fine al tutto per un'ammonizione evitabile e la conseguente sostituzione da parte di Allegri. Max conosce bene Moise e le sue due versioni: meglio rinunciare ai suoi colpi inserendo Milik piuttosto che rischiare l'ennesimo colpo di testa che avrebbe condizionato la partita. Il risultato gli ha dato ragione: per il percorso di redenzione di Kean, fatto di alti e bassi, ci sarà ancora tempo, ripartendo dall'ottima prestazione fornita sul campo fino a quando non si è spenta la luce.

Dottor Moise e Mister Kean. La partita con il Verona ha confermato per l'ennesima volta le due anime dell'attaccante della Juventus: colpi da grande calciatore con i passaggi a vuoto e le intemperanze di un giovane alle prime armi. La maledizione del carattere di Kean si fonde in un'unica essenza con il suo talento fisico e calcistico, che l'hanno portato a segnare due gol, annullati dal Var, e a far impazzire la difesa del Verona. Anche però a porre fine al tutto per un'ammonizione evitabile e la conseguente sostituzione da parte di Allegri. Max conosce bene Moise e le sue due versioni: meglio rinunciare ai suoi colpi inserendo Milik piuttosto che rischiare l'ennesimo colpo di testa che avrebbe condizionato la partita. Il risultato gli ha dato ragione: per il percorso di redenzione di Kean, fatto di alti e bassi, ci sarà ancora tempo, ripartendo dall'ottima prestazione fornita sul campo fino a quando non si è spenta la luce.

Kean, un giovane veterano all'ottava stagione al top

Voltandosi ad osservare il passato del centravanti azzurro, emergono tutte le occasioni sprecate: l'ultima delle quali la rinuncia all'Europeo con l'Under 21 di Nicolato, alla possibilità di giocare da protagonista con l'Italia quando le porte della Nazionale di Mancini erano ancora sbarrate. Quest'ultimo esempio, però, pone l'accento su un aspetto che troppo spesso viene sottovalutato nelle disquisizioni su di lui: anche se è all'ottavo anno di calcio professionistico, sei in Serie A e due tra Premier League e Ligue 1, ha 23 anni e margini di crescita, specialmente dal punto di vista mentale. Anche nella vittoria contro il Verona, al momento del cambio, sono emerse le sue difficoltà nel restare calmo: dopo due gol annullati, uno per qualche millimetro e il secondo per un'interpretazione dello scontro con Faraoni, si è fatto ammonire per un gesto evitabile, punito però con il giallo dall'incerto Feliciani. Allegri l'ha richiamato in panchina ma Moise ha tirato dritto, un treno diretto negli spogliatoi nonostante la spiegazione di Landucci: "Eri ammonito". A ristabilire la pace ed evitare polemiche, o quantomeno a limitarle, ci ha pensato Pinsoglio, che è corso negli spogliatoi per riportarlo in panchina: dopo il gol di Cambiaso sull'ultimo assalto, c'era anche Kean a festeggiare con i compagni.

Kean lascia il campo dopo la sostituzione in Juve-Verona

 (afp)

Contenere un carattere esuberante

Difficile a oggi capire come approcciarsi con lui. I compagni lo adorano e nonostante qualche ritardo agli appuntamenti ufficiali, che si tratti di allenamenti o ritiro pre-partita, tutti puntualmente sanzionati ma ogni tanto passati sotto traccia, la fiducia nei suoi mezzi è generalizzata. Al punto che Spalletti, per risolvere la crisi dell'attacco azzurro, l'ha convocato per il doppio impegno delle qualificazioni agli Europei, dandogli fiducia e facendolo giocare titolare contro Malta e inserendolo in campo a partita in corso a Wembley con l'Inghilterra. È stato il periodo del raccolto dopo aver seminato per tutto l'inizio di stagione, l'attestato di stima da parte del ct che gli ha cambiato il morale e gli ha ristrutturato le certezze. Con Chiesa e Vlahovic non al meglio, Allegri ha scelto di puntare su di lui anche per necessità, ricevendo prestazioni di alto livello sia tatticamente che tecnicamente, aspetti fondamentali per l'allenatore livornese. Contro il Milan, nella vittoria che ha di fatto certificato l'iscrizione della Juventus alla corsa per "il quarto posto e poi si vedrà", Moise è stato l'elemento chiave nell'impostazione tattica bianconera. Raccolti a protezione dell'area, palla a Kean che ha potuto sfruttare le sue doti fisiche e tecniche in campo aperto: una spina nel fianco che ha messo in luce le difficoltà di Thiaw nel difendere in una linea alta. Espulsione per il difensore tedesco per fallo proprio su di lui, partita in discesa per la Juventus.

Le occasioni perse e la voglia di rifarsi

Sono state tante le occasioni perse, anzi gettate al vento, da Kean. Ma oggi, nonostante un carattere ancora spigoloso nei confronti degli imprevisti che costellano la vita e il campo da calcio, sembra che la luce inizi a intravedersi in fondo al tunnel. Nel 2017 venne cacciato dal ct Nicolato dal ritiro della Nazionale Under 17 per motivi disciplinari insieme a Gianluca Scamacca, episodio ripetutosi nel 2019, in pieno campionato Europeo Under 21, quando il ct Di Biagio escluse lui e Zaniolo per essere arrivati in ritardo al risveglio muscolare. Ha anche gettato alle ortiche un Europeo, quando Mancini lo aveva convocato per il ritiro, anche se il suo scarso rendimento e l'atteggiamento mostrato in campo nell'amichevole contro San Marino convinsero il ct a lasciarlo a casa. Problemi che si sono verificati anche in Premier League: l'Everton lo multò di 160.000 sterline per aver violato il lockdown partecipando a una festa. Tuttavia per le doti tecniche e il rapporto rendimento/stipendio, rappresenta ancora oggi un affare: i 2,5 milioni di euro all'anno che riceve dalla Juventus lo rendono l'attaccante meno pagato del reparto offensivo bianconero, dietro i 9 milioni di Vlahovic, i 5,5 di Chiesa e i 3,5 di Milik. Il suo contratto scadrà nel 2025: negli anni passati il prezzo pagato dalla Juventus per riaverlo dall'Everton, 38 milioni, è stato il più grande freno alla sua cessione. Con il senno di poi è stata anche la garanzia per la sua permanenza, per avere altre occasioni: dopo averlo atteso per otto anni, il futuro di Kean è ancora in bianconero. Colpi di testa a parte.

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