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McKennie, sempre in campo e sempre tra i migliori: così lo statunitense è diventato uomo chiave della Juve

McKennie in azione durante Juventus-Cagliari

 (ansa)
Era in lista di sbarco, è diventato insostituibile. Un giocatore ritrovato, che ha cambiato atteggiamento fuori e dentro al campo ed è rinato dopo il faccia a faccia estivo con Allegri
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Weston McKennie si è ripreso il suo posto nella Juventus, ma prima ancora ha riacciuffato per i capelli la sua carriera. Da esubero, messo senza remore sul mercato, è passato a ricoprire il ruolo del "mister Wolf" di Allegri: come nel film Pulp Fiction, lo statunitense risolve i problemi che la quotidianità presenta al tecnico bianconero. Esterno, interno, sempre in campo e sempre tra i migliori: sembrano passati anni da quando la sua vita fuori dal campo, non particolarmente mondana ma sregolata, gli stava facendo perdere credibilità ed efficacia. Oggi è un giocatore ritrovato, rinato dopo il faccia a faccia estivo con il tecnico. Un po' il cambio di vita e mentalità, un po' la sorte che ha favorito la sua scalata: il centrocampo della Juventus ha un nuovo protagonista e anche nella vittoria con il Cagliari, la sua prestazione è stata tra le migliori di tutta la squadra.

Weston McKennie si è ripreso il suo posto nella Juventus, ma prima ancora ha riacciuffato per i capelli la sua carriera. Da esubero, messo senza remore sul mercato, è passato a ricoprire il ruolo del "mister Wolf" di Allegri: come nel film Pulp Fiction, lo statunitense risolve i problemi che la quotidianità presenta al tecnico bianconero. Esterno, interno, sempre in campo e sempre tra i migliori: sembrano passati anni da quando la sua vita fuori dal campo, non particolarmente mondana ma sregolata, gli stava facendo perdere credibilità ed efficacia. Oggi è un giocatore ritrovato, rinato dopo il faccia a faccia estivo con il tecnico. Un po' il cambio di vita e mentalità, un po' la sorte che ha favorito la sua scalata: il centrocampo della Juventus ha un nuovo protagonista e anche nella vittoria con il Cagliari, la sua prestazione è stata tra le migliori di tutta la squadra.

La maturazione estiva, l'esperienza in Premier League

La svolta è arrivata quest'estate, quando il nuovo ds Giuntoli ha dato il via allo sfoltimento della rosa. Tra i calciatori in lista di partenza c'era anche lo statunitense: dopo due anni in bianconero era andato in prestito in Premier League al Leeds, incontrando più difficoltà che soddisfazione. È stato proprio in Inghilterra che qualcosa deve essere scattato nella testa di McKennie: abituato a sopperire con le prestazioni atletiche ai limiti tecnici, si è ritrovato spaesato nel campionato più fisico del mondo. Ha iniziato a curare personalmente l'alimentazione, a capire l'importanza di una vita con regole precise, da atleta: niente strappi alla regola, tanta applicazione e soprattutto la volontà di tornare a Torino per riprendersi il proprio posto in squadra. "È andato via, è tornato, si è messo in discussione e io gli ho parlato chiaramente - ha spiegato Allegri dopo la vittoria con il Cagliari -. Gli ho detto che avrebbe dovuto fare il quinto e lui si è messo a disposizione". Non solo questioni di campo: è soprattutto fuori dal prato verde che McKennie è diventato un calciatore migliore.

Le polemiche del padre, la maturità del figlio

Uno degli esempi più lampanti è arrivato un mese fa, quando a inizio ottobre papà John criticò la scelta di Allegri di far giocare il figlio sulla fascia. Dimenticando che, oltre alla libertà di un tecnico di poter fare le sue scelte in serenità, il figlio da esterno stava disputando una stagione ottima, tanto da togliere il posto da titolare al connazionale Weah. Weston, nonostante le parole del padre, ha preferito rispondere con il silenzio e con il lavoro, con la massima disponibilità tattica nei confronti di Allegri: esterno o mezz'ala per lui poco cambia. Basta trovare spazio e avere la possibilità di giocare: "Sta facendo un campionato importante, ha avuto una grande crescita e una maturazione. Deve continuare così, ha grandi doti fisiche che gli permettono di sopperire ad alcuni errori tecnici". Da equivoco tattico a uomo di fiducia di Allegri.

Sempre in campo e via dal mercato

Aver ritrovato McKennie è la miglior notizia possibile per l'allenatore livornese. Le squalifiche di Pogba e Fagioli hanno ridotto all'osso il centrocampo: se all'inizio puntare sullo statunitense è stato un obbligo, con il passare delle partite e delle prestazioni positive si è trasformato in una necessità. È l'unico, insieme a Bremer e Locatelli, ad essere entrato in campo in tutte e dodici le partite disputate, passando dai 9' contro il Bologna ai 90' delle ultime cinque partite: per Allegri è diventato insostituibile. Il miglioramento più evidente è stato aver trovato l'equilibrio tra gioco offensivo, in cui il suo passato da tight end nel football americano gli ha lasciato in eredità il tempo giusto negli inserimenti, e la copertura difensiva, fondamentale per rispettare le consegne di Allegri. Nel mercato estivo senza follie della Juventus, McKennie è stato il miglior acquisto inconsapevole da parte dei bianconeri: lo statunitense si è ripreso il suo posto e non ha più intenzione di lasciarlo.

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