Juventus, se l’attacco non va ci pensa la difesa: così Allegri va sempre in gol
di Domenico MarcheseRugani esulta dopo il gol al Cagliari
(afp)La crisi dell'attacco della Juventus pesa meno di quanto si potesse immaginare grazie ai gol della difesa e del centrocampo. Dopo essere stata trascinata a inizio stagione da Vlahovic e Chiesa, la squadra di Allegri ha attinto dalle risorse inattese per sopperire prima agli infortuni quindi alle polveri bagnate dei due titolari in attacco. Anche contro il Cagliari sono stati due difensori, Bremer e Rugani, a far crollare la resistenza degli avversari: dei 19 gol realizzati fino a oggi dalla Juve, 10 portano la firma degli attaccanti e 9 dei loro compagni. La difesa non solo blinda la porta di Szczesny, ma scardina anche quelle altrui: a oggi sono quattro i difensori bianconeri andati a segno, elenco di cui facevano già parte Danilo e Gatti.
La crisi dell'attacco della Juventus pesa meno di quanto si potesse immaginare grazie ai gol della difesa e del centrocampo. Dopo essere stata trascinata a inizio stagione da Vlahovic e Chiesa, la squadra di Allegri ha attinto dalle risorse inattese per sopperire prima agli infortuni quindi alle polveri bagnate dei due titolari in attacco. Anche contro il Cagliari sono stati due difensori, Bremer e Rugani, a far crollare la resistenza degli avversari: dei 19 gol realizzati fino a oggi dalla Juve, 10 portano la firma degli attaccanti e 9 dei loro compagni. La difesa non solo blinda la porta di Szczesny, ma scardina anche quelle altrui: a oggi sono quattro i difensori bianconeri andati a segno, elenco di cui facevano già parte Danilo e Gatti.
Vlahovic e Chiesa a secco da settembre
Dopo l'inizio travolgente, con otto gol realizzati in coppia nelle prime cinque giornate, Chiesa e Vlahovic si sono bloccati. Secondo la legge dei grandi numeri, questo dato è un ottimo viatico in vista del derby d'Italia con l'Inter della ripresa, anche se è evidente che ci sia un problema di fondo che andrà risolto. Allegri non si preoccupa, ritiene che sia fisiologico specialmente quando i due protagonisti principali hanno avuto problemi fisici che hanno limitato i loro allenamenti e le loro prestazioni: "Non sono preoccupato perché abbiamo cominciato a creare e tirare da fuori. Bisogna essere più precisi, ma i gol li faranno, dobbiamo rimanere tranquilli". Ancora di più se prima Milik, con due gol tra Lecce e derby, poi centrocampisti e difensori sopperiscono all'astinenza altrui. Gli attaccanti bianconeri hanno infatti realizzato il 52,63% dei gol messi a segno dalla Juventus in queste prime dodici partite, percentuale che sale al 75% considerando le ultime sette partite, quelle del filotto di risultati utili consecutivi. Se funziona, meglio non metterci mano.
Juve e Inter, squadre profonde anche in zona gol
Il derby d'Italia sarà anche la sfida tra due squadre che non dipendono dall'attacco. Dopo le reti di Calhanoglu su rigore e la prodezza di Di Marco, la percentuale di reti realizzate dagli attaccanti nerazzurri è scesa al 55,1%: il Milan, ad esempio, deve ai suoi attaccanti l'80% dei gol realizzati. La sfida tra la capolista e la sua diretta inseguitrice, in programma al rientro dopo la sosta, sarà la conferma che per vivere nei quartieri alti della classifica non basta avere una squadra a trazione anteriore: entrambe subiscono poco e sono in grado di iscrivere diversi calciatori sul tabellino marcatori. Sono undici i marcatori differenti della Juventus, in cui spiccano le quattro reti segnate da Chiesa e Vlahovic, le due di Milik e otto fermi a un solo gol realizzato. Lista a cui si aggiunge l'ipotetico dodicesimo marcatore, per quanto involontario, rappresentato dal neroverde Vina.
Dusan Vlahovic, 23 anni
Le scelte di Allegri
Dopo la sconfitta di Reggio Emilia con il Sassuolo, qualcosa è cambiato anche nelle scelte di Allegri. Gli infortuni di Chiesa e Vlahovic hanno rallentato la loro condizione ma non è un caso che anche nelle ultime partite, con entrambi recuperati, il tecnico abbia comunque costruito l'attacco intorno a Kean che, paradossalmente, è ancora fermo a quota zero centri. Il gioco dell'azzurro è incentrato sulle sponde per i compagni, sulla capacità di allungare la squadra scattando in avanti quando i compagni recuperano palla, pronto a colpire i punti deboli delle avversarie. Anche se non si è ancora sbloccato, e quando l'ha fatto ci ha pensato il Var a fermarlo, Kean ha inciso sulle partite: a Milano con i rossoneri ha causato l'espulsione di Thiaw oltre a svolgere un compito fondamentale per sgretolare il gioco rossonero. Sabato sera con il Cagliari è partito titolare al posto di Vlahovic e al fianco di Chiesa: anche se la sua prestazione non è stata convincente, proprio per gli errori sotto porta, il suo contributo è stato comunque importante. Contro l'Inter Allegri sta meditando di ripristinare la coppia Chiesa-Vlahovic: quando arrivano i big match, la qualità dei campioni emerge.