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Bremer l’insostituibile, nessuno nella Juve come lui. Allegri ha il suo leader

Gleison Bremer, 26 anni 
Il brasiliano ha preso in mano le chiavi della difesa bianconera ed è il giocatore con più minuti in campo. Ha il contratto fino al 2028 ma su di lui è vivo l’interesse del Manchester United
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Dopo un anno e mezzo passato a studiare e a migliorare, a sbagliare e a rialzarsi, Gleison Bremer ha preso in mano le chiavi della difesa della Juventus. Il brasiliano è diventato il punto di forza, lo scoglio insuperabile, l'uomo guida della retroguardia bianconera: una vera e propria laurea presa nell'ateneo più rinomato in materia. Domenica sera a San Siro, se la Juventus ha retto alle folate offensive dell'Inter, il merito è stato principalmente suo e di Szczesny, che hanno disinnescato rispettivamente Thuram e Barella nelle occasioni più golose capitate sui loro piedi. Bremer è il nuovo leader della difesa nelle giocate e nei numeri: una volta i brasiliani creavano e inventavano gol, oggi li evitano.

Bremer, numeri che certi…

Dopo un anno e mezzo passato a studiare e a migliorare, a sbagliare e a rialzarsi, Gleison Bremer ha preso in mano le chiavi della difesa della Juventus. Il brasiliano è diventato il punto di forza, lo scoglio insuperabile, l'uomo guida della retroguardia bianconera: una vera e propria laurea presa nell'ateneo più rinomato in materia. Domenica sera a San Siro, se la Juventus ha retto alle folate offensive dell'Inter, il merito è stato principalmente suo e di Szczesny, che hanno disinnescato rispettivamente Thuram e Barella nelle occasioni più golose capitate sui loro piedi. Bremer è il nuovo leader della difesa nelle giocate e nei numeri: una volta i brasiliani creavano e inventavano gol, oggi li evitano.

Bremer, numeri che certificano la leadership

Se proviamo ad andare oltre la splendida prestazione di San Siro, si nota immediatamente che Bremer ha compiuto un salto di qualità rispetto allo scorso anno, quando alternava incoraggianti sprazzi a cali repentini. "Non è semplice giocare nella Juventus, specialmente se arrivi, con tutto il rispetto, dal Torino", ha sempre sottolineato Allegri, che oggi non può più fare a meno di lui, sottolineando il peso della maglia e lo sguardo infallibile della critica. Ha lavorato individualmente con lui, proseguendo il lavoro iniziato da Mazzarri e proseguito da Juric, spiegando cosa volesse da lui, cosa fare per migliorare, principalmente dal punto di vista mentale. Oggi è diventato insostituibile e lo dimostrano i numeri: primo nella rosa della Juventus per partite giocate (24), per minuti (2154), per duelli aerei vinti. In questa speciale classifica è anche al quinto posto assoluto in Serie A tra i difensori, caratteristica trasferita a tutto il reparto: la Juve è la miglior difesa per i gol subiti su palla inattiva (1) insieme a Inter e Fiorentina. Numeri che l'hanno reso il pezzo più pregiato della Juventus sul mercato: su di lui è vivo l'interesse del Manchester United nonostante abbia rinnovato da poco il suo contratto in bianconero fino al 2028.

Il sacrificio in attacco per la crescita in difesa

Quando è arrivato alla Juventus, con il sorpasso di mercato dei bianconeri sull'Inter, che aveva già l'accordo con il brasiliano, Bremer è stato catapultato in una realtà completamente nuova. Dal punto di vista fisico non ha patito il salto, visto che ha sempre avuto una cura maniacale del proprio corpo, tra allenamenti e sedute di boxe, la sua passione alternativa al calcio: rinforza la parte superiore del corpo, aiuta la resistenza e l'equilibrio. Proprio l'equilibrio, questa volta mentale, è stato il più grande ostacolo: al Torino era un idolo della tifoseria e un totem in difesa, alla Juventus il rischio di trasformarsi in un parafulmine, specialmente in una stagione complicata come la scorsa, era concreto. Bremer ha lavorato duramente, lasciando per un po' da parte la sua voglia di fare gol: anche se è un difensore, è pur sempre brasiliano. "Si ferma sempre a fine allenamento per sedute individuali, vuole sempre fare gol, è un professionista esemplare" disse di lui Juric: con il passare del tempo, e con la solidità ritrovata, ha potuto dedicarsi nuovamente alle sortite offensive. Quest'anno ha segnato due gol, contro Cagliari e Lecce.

L'Udinese per il rilancio

Lunedì prossimo all'Allianz Stadium arriverà l'Udinese, che quest'anno ha vinto soltanto due partite ma resta un'avversaria complicata da affrontare in questo periodo. Ancora di più se alla difesa bianconera mancherà il gemello di Bremer, cioè il connazionale Danilo: il giallo rimediato a San Siro è costato la squalifica al centrale diffidato. Dopo la sfida con l'Inter, sembrerà quasi un passaggio di consegne, una staffetta tra colui che ha retto a lungo la difesa bianconera, e che lo fa ancora adesso seppur con qualche difficoltà a recuperare dal problema fisico di fine 2033, e il nuovo faro della retroguardia di Allegri. Senza il capitano, toccherà a Bremer blindare la difesa e la porta di Szczesny: oggi, a un anno e mezzo di distanza dal suo arrivo, il brasiliano è diventato il vero elemento indispensabile e la sua diffida è una spada di Damocle sulla testa di Allegri. "Quest'anno è cresciuto tanto, sembra addirittura più alto", disse qualche mese fa il tecnico livornese: forse è soltanto più maturo, rinforzato nella testa e nel corpo dalla sua innata capacità di migliorare e alzare l'asticella.

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