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Allegri: “Non è un bel momento, serve più attenzione ai dettagli. Chiesa con Yildiz? Il calcio non è un’equazione”

Massimiliano Allegri, 56 anni (reuters)
Il tecnico della Juve alla vigilia della trasferta di Verona: “Servirà un atteggiamento di maggior attenzione nella cura dei particolari”. Rientra Vlahovic
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Tre risultati negativi non cambiano la sostanza. La Juventus di Allegri non cambierà volto a Verona e nel prosieguo della stagione, tra le residue speranze di scudetto e, soprattutto, la necessità di blindare la qualificazione in Champions. Domani al Bentegodi (ore 18) i bianconeri cercheranno di tornare alla vittoria, che manca da tre turni: una questione di dettagli secondo l'allenatore toscano, che per il match con la squadra di Baroni recupera Vlahovic, a disposizione dopo lo stop per problemi fisici, e Danilo, tornato dalla squalifica, ma dovrà fare a meno di Bremer, fermato dal giudice sportivo. "Abbiamo fatto un punto in tre partite, non è un bel momento - ha confermato il tecnico bianconero -. Giocare a Verona è sempre complicato, è un campo difficile. Baroni sta facendo un ottimo lavoro nelle condizioni in cui è: servirà una bella partita, un atteggiamento migliore rispetto alle ultime gare, non come prestazione, ma soprattutto come attenzione ai dettagli".

Tre risultati negativi non cambiano la sostanza. La Juventus di Allegri non cambierà volto a Verona e nel prosieguo della stagione, tra le residue speranze di scudetto e, soprattutto, la necessità di blindare la qualificazione in Champions. Domani al Bentegodi (ore 18) i bianconeri cercheranno di tornare alla vittoria, che manca da tre turni: una questione di dettagli secondo l'allenatore toscano, che per il match con la squadra di Baroni recupera Vlahovic, a disposizione dopo lo stop per problemi fisici, e Danilo, tornato dalla squalifica, ma dovrà fare a meno di Bremer, fermato dal giudice sportivo. "Abbiamo fatto un punto in tre partite, non è un bel momento - ha confermato il tecnico bianconero -. Giocare a Verona è sempre complicato, è un campo difficile. Baroni sta facendo un ottimo lavoro nelle condizioni in cui è: servirà una bella partita, un atteggiamento migliore rispetto alle ultime gare, non come prestazione, ma soprattutto come attenzione ai dettagli".

La conferma del modulo attuale

È proprio nelle difficoltà, quando i risultati non arrivano, che bisogna mantenere l'equilibrio, sia mentale che in campo. Perché secondo Allegri non sono state le prestazioni il punto debole della Juventus in questo trittico di partite, ma i dettagli che hanno fatto la differenza: "Non sono tre risultati negativi che cambiano l'andamento della stagione. Rispetto al 2017, quando varammo il 4-2-3-1, non c'è bisogno di cambiare. Le prestazioni, sia con l'Udinese, con l'Empoli siamo rimasti in 10, con l'Inter stessa, non sono state brutte. Abbiamo pagato i dettagli: non puoi prendere gol come con l'Udinese su palla inattiva, o come quello preso a Milano. Serve un atteggiamento di maggior attenzione nella cura dei particolari, che poi è quello che ti fa vincere o perdere le partite". Iniziando dalla sfida del Bentegodi: "Il Verona ha perso a Milano al 90', a Napoli nel finale, ha pareggiato a Monza. Serve una bella partita".

Federico Chiesa, 26 anni 

L'abbondanza in attacco e la coppia Chiesa-Yildiz

Con il ritorno di Vlahovic resta il solo Kean ancora ai box. Nel trittico negativo, l'indisponibilità degli attaccanti ha sicuramente inciso: dall'espulsione di Milik contro l'Empoli, alle condizioni altalenanti di Chiesa e Vlahovic. Soprattutto l'azzurro sta faticando a trovare la continuità in questo inizio di 2024: "Federico viene da un mese e mezzo in cui ha alternato allenamenti e non allenamenti, partite e non partite. Sarà importante nel finale di stagione oltre che con la Nazionale agli Europei. Dovrò valutare, ho 4 attaccanti: Milik, Yildiz e Vlahovic ci sono. Abbiamo Kean che sta lavorando e speriamo di riaverlo quanto prima. A prescindere da chi scende in campo o da chi subentrerà, l'importante è avere un atteggiamento diverso". Potenziale che in partita raramente viene sfruttato completamente, ma che potrebbe in futuro diventare un'opzione magari affiancando Yildiz a Chiesa alle spalle di una punta centrale: "Più giocatori di qualità ci sono e meglio è. Poi però c'è l'equilibrio di squadra, il calcio non è un'equazione. Altrimenti sarebbe tutto facile. Bisogna valutare il momento, la condizione".

La qualificazione Champions è un obiettivo

Soltanto ieri Antonio Conte aveva definitivo "strani" i festeggiamenti per il quarto posto, dicendo che la sua ambizione è vincere non entrare nei primi quattro. Un punto di vista che non coincide con quello di Allegri, che naturalmente punta come tutti a vincere, ma considera la qualificazione un obiettivo fondamentale: "Vero che sono 3 anni che non vinciamo un trofeo, ma quest'anno c'è la Coppa Italia, non ci hanno fatto giocare la Champions non per demeriti della squadra ma per altre problematiche. La Juventus momentaneamente, dal 2011 non è mai rimasta fuori dalla Champions, parlando di risultati sportivi. Sembra cosa da poco quando ristrutturi e crei una squadra con giocatori diversi. Ma ci sono state anche squadre con 6-7 anni senza Champions, non è scontato. La Juve era abituata a vincere trofei, quando non vinci non è frustrante, ma devi fare qualcosa in più per riprendere: intanto, però, si è sempre garantita la Champions, che è un buon obiettivo. Dobbiamo farlo anche quest'anno, al momento non ci siamo ancora, mancano tanti punti, bisogna riprendere a fare punti e il cammino fino al 26 maggio". Esprimendosi anche sull'eventuale ritorno di Conte in panchina e sul suo futuro: "Non so dove andrà ad allenare, è un grande allenatore e ha fatto ottime cose dovunque sia andato. Il mio futuro? Ho un anno di contratto e stiamo lavorando bene quest'anno. Arriviamo in fondo nelle migliori condizioni".

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