Juventus, missione ripartenza: Allegri cambia modulo, difesa a quattro e Yildiz e Chiesa insieme a Vlahovic per ritrovare la vittoria
di Domenico MarchesePer ritrovare la sua Juventus, oltre che per interrompere l'astinenza da vittorie che perdura ormai da quattro partite e che ha compromesse la corsa al vertice, Max Allegri ha imboccato il percorso che passa dal campo e dalla testa dei suoi calciatori. Nella seduta di ieri aperta al pubblico, l'allenatore bianconero ha chiacchierato a lungo con il professor Vercelli, lo psicologo della squadra che, come ad ogni allenamento della squadra, segue a bordo campo l'evolversi della seduta. Una lunga chiacchierata mentre in campo il suo staff procedeva con la fase di riscaldamento seguita dalle esercitazioni tecniche: sovrapposizioni, cross a rientrare e tiri in porta. Per far funzionare il fisico serve che la testa torni ad essere sgombra da incertezze.
Il cambio di modulo, opzione per il futuro
Se da un lato l'aspetto mentale è sempre stato fondamentale in casa Juventus, quello tattico ha avuto un'accelerata negli ultimi tempi. Dopo aver schierato la squadra con il 3-5-2 praticamente per tu…
Per ritrovare la sua Juventus, oltre che per interrompere l'astinenza da vittorie che perdura ormai da quattro partite e che ha compromesse la corsa al vertice, Max Allegri ha imboccato il percorso che passa dal campo e dalla testa dei suoi calciatori. Nella seduta di ieri aperta al pubblico, l'allenatore bianconero ha chiacchierato a lungo con il professor Vercelli, lo psicologo della squadra che, come ad ogni allenamento della squadra, segue a bordo campo l'evolversi della seduta. Una lunga chiacchierata mentre in campo il suo staff procedeva con la fase di riscaldamento seguita dalle esercitazioni tecniche: sovrapposizioni, cross a rientrare e tiri in porta. Per far funzionare il fisico serve che la testa torni ad essere sgombra da incertezze.
Il cambio di modulo, opzione per il futuro
Se da un lato l'aspetto mentale è sempre stato fondamentale in casa Juventus, quello tattico ha avuto un'accelerata negli ultimi tempi. Dopo aver schierato la squadra con il 3-5-2 praticamente per tutte le partite, oggi la situazione è cambiata e, per motivi diversi, ricorda l'inizio del 2017, quando Allegri cambiò volto alla sua squadra varando il 4-2-3-1. "In quel momento c'era bisogno di un cambiamento", aveva spiegato l'allenatore nell'ultima conferenza stampa, prima del pareggio con doppia rimonta al Bentegodi: forse il momento di cambiare è arrivato anche adesso. Perché già a Verona la squadra ha cambiato sistema di gioco passando alla difesa a quattro, un difensore in meno per avere un po' più di imprevedibilità in attacco grazie al tridente. Se sabato si è trattato di una scelta dettata dalla necessità, nella seduta di allenamento di mercoledì sono state gettate le basi di un possibile cambiamento in seno alla squadra: far coesistere Yildiz e Chiesa insieme a Vlahovic o Milik sarà un passaggio fondamentale per poter aumentare la pericolosità della squadra.
La coesistenza Yildiz-Chiesa
Uno dei motivi che ha portato Allegri e il suo staff a pensare a un cambio di modulo è la necessità di sfruttare i due calciatori più creativi, in grado di cambiare volto a una partita e all'intera squadra. Chiesa e Yildiz sono stati uno l'alternativa dell'altro fino a oggi, per evidenti motivi: all'inizio il turco non aveva ancora mostrato tutto il suo potenziale, mentre dopo l'esplosione del giovane attaccante si sono acuiti i problemi fisici di Chiesa, che non è più riuscito a trovare continuità. Oggi, con la squadra in crisi di risultati, sono tutti e due in buone condizioni: non sfruttarli sarebbe un peccato imperdonabile. Allegri ha già schierato entrambi a Verona, nel tentativo di rimettere in piedi la partita: Chiesa a sinistra, Yildiz a galleggiare tra le linee potendo sfogare le sue doti sul centrodestra. Un modulo, il 4-3-3, che potrebbe trovare esponenti alternativi: da Cambiaso, già schierato al Bentegodi in avanti, a Iling-Junior, Kostic e Weah.
Le ultime dal campo
Sarà però importante poter contare su tutti i calciatori a disposizione, iniziando da Danilo, che anche ieri si è allenato a parte per il problema alla caviglia accusato nell'ultimo turno. Il capitano ha la duttilità necessaria per ricoprire un ruolo delicato come il terzino destro, garantendo copertura ma anche un piede educato in fase offensiva, con la possibilità di essere schierato anche centrale. Nell'ultima seduta si è allenato Djalo, che sta dando continuità al suo percorso di rientro dopo un anno di inattività, mentre è rimasto in palestra Alex Sandro, che dopo due giorni di carico ha svolto una seduta di "scarico". Non ha preso parte all'allenamento neanche De Sciglio, per un sovraccarico al soleo destro: anche il ritorno del laterale potrebbe aiutare nella transizione al 4-3-3, essendo uno dei pochi terzini puri in rosa. Purtroppo per lui, e per la Juventus, la strada che porta al suo ritorno in campo non è ancora completata.