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Rabiot non chiude alla Juventus: “Non ho ancora deciso il mio futuro, sto riflettendo”

Adrien Rabiot, 28 anni 
Il centrocampista francese si svincolerà a giugno, ma non esclude di restare in bianconero: “Con la società ne parleremo a fine stagione. Faremmo la Champions e il Mondiale per club: sono cose a cui penso”. Ma il suo stipendio adesso è fuori taglia per i bianconeri
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TORINO – Rabiot non sa se resterà alla Juventus, ma nemmeno ha già stabilito di andarsene. “Personalmente, non ho ancora deciso nulla riguardo al mio futuro", ha detto parlando dal ritiro della Francia a Clairefontaine. “L’anno scorso sono rimasto pur sapendo che non avremmo giocato le coppe ed è stata una scelta importante da parte mia, mentre nella prossima stagione dovremmo tornare in Champions League e parteciperemo anche al Mondiale per club: sono cose che mi vengono in mente e sui cui rifletto, ma davvero non ho preso nessuna decisione”.

Rabiot: “Momento cruciale della mia carriera”

Un anno fa Rabiot, al termine della sua migliore stagione juventina (che ha incluso anche una Coppa del Mondo giocata da protagonista con la Francia), prese assieme alla società bianconera una decisione insolita, anomala, sulla spinta di un’idea che era venuta alla madre-agente Véronique: rinnovare di dodici mesi soltanto il contratto scaduto il 30 giugno 2023 e rinviare alla fine di questa stag…

TORINO – Rabiot non sa se resterà alla Juventus, ma nemmeno ha già stabilito di andarsene. “Personalmente, non ho ancora deciso nulla riguardo al mio futuro", ha detto parlando dal ritiro della Francia a Clairefontaine. “L’anno scorso sono rimasto pur sapendo che non avremmo giocato le coppe ed è stata una scelta importante da parte mia, mentre nella prossima stagione dovremmo tornare in Champions League e parteciperemo anche al Mondiale per club: sono cose che mi vengono in mente e sui cui rifletto, ma davvero non ho preso nessuna decisione”.

Rabiot: “Momento cruciale della mia carriera”

Un anno fa Rabiot, al termine della sua migliore stagione juventina (che ha incluso anche una Coppa del Mondo giocata da protagonista con la Francia), prese assieme alla società bianconera una decisione insolita, anomala, sulla spinta di un’idea che era venuta alla madre-agente Véronique: rinnovare di dodici mesi soltanto il contratto scaduto il 30 giugno 2023 e rinviare alla fine di questa stagione successiva ogni progetto più articolato di futuro. Queste sono le settimane delle riflessioni: “Aspetto di finire la stagione e poi ne discuteremo con la società: in quel momento vedrò. Per ora cerco di restare concentrato sul campo e di recuperare al meglio dal piccolo problema fisico che ho avuto (una lussazione all’alluce, ndr) per finire bene il campionato e prepararmi per l'Europeo. Non ho fretta di prendere una decisione. Dovrò rifletterci bene visto che sono arrivato a un'età cruciale della mia carriera, mi sento nel pieno possesso delle mie facoltà. Sarà importante fare la scelta giusta”. La farà tra aprile e maggio: “È meglio che il mio avvenire sia chiarito prima dell’Europeo. Ho bisogno di essere tranquillo quando comincerà”.

Rabiot in conferenza stampa con la Francia (afp)

L’ingaggio da 7 milioni è un problema

Rabiot lascia dunque aperta la porta alla Juventus e l’apertura è reciproca, anche se a tenere distanti società e giocatore è una banale questione di soldi: il francese guadagna 7 milioni a stagione, una spesa che il nuovo corso del club non può permettersi di sostenere, anche se Adrien è considerato un cardine della squadra e il suo addio aprirebbe un vuoto a centrocampo che sarebbe colmabile soltanto con un investimento pesante, visto che le mezze ali seguite da Giuntoli costano dai 20 (Samardzic) ai 40 milioni (Koopmeiners). Non ci sono dubbi che se mamma Véronique accettasse un contratto, anche a lunga scadenza, da 4-5 milioni stagionali, la Juventus glielo farebbe firmare di corsa.

La fascinazione di Rabiot per la Premier

Oltre all’aspetto economico ci sono tuttavia da verificare le ambizioni tecniche del francese, che durante il Mondiale in Qatar confessò a Repubblica il desiderio di giocare in Premier League: “Ero stato per quasi un anno nel vivaio del City e avevo amato molto l'atmosfera che c'è attorno al calcio inglese, tutta un'altra cosa rispetto alla Francia o all'Italia, e dico sempre che mi piacerebbe tornare là. Non ho una squadra preferita in Inghilterra, non c'è un club dove vorrei a tutti i costi andare. È la Premier in sé ad attirarmi, è il campionato che più corrisponde alle mie qualità", disse all’epoca. Ma poi dall’Inghilterra non arrivarono offerte congrue e alla fine decise di rimanere alla Juventus - di cui nel frattempo è diventato un leader, grazie anche all’eccellente relazione con Allegri – con quell’accordo ponte che scadrà tra tre mesi. E tuttavia due anni fa, nell’agosto del 2022 Rabiot disse no al Manchester United, pronto a versare 20 milioni alla Juventus. Lui preferì però a restare a Torino per preparare al meglio la Coppa del Mondo in programma tre mesi dopo: la scelta gli diede ragione.

Mai più al Psg

Di sicuro, è improbabile che Rabiot torni al Psg, il club nel quale è cresciuto e che lasciò nel 2019 da svincolato e addirittura da indesiderato, visto che l’ultima stagione la passò quasi interamente fuori rosa, dove la società l’aveva emarginato a causa del suo rifiuto di rinnovare il contratto in scadenza. Ora pare che a Parigi, dove vorrebbero costruire una formazione più “francese” e recuperare i ragazzi fatti in casa, lo rivorrebbero con loro. Ma Rabiot non è dell’idea: “Da quando sono passato alla Juve, ogni estate il mio nome è stato associato al Psg . Da un lato questo mi lusinga, ma visto come era finita credo che sia molto complicato che io possa tornare. È vero che nel calcio non bisogna chiudere nessuna porta, ma in ogni caso il ritorno a Parigi non è la mia priorità”.

La solidarietà a Pogba: “Squalifica sproporzionata”

A Clairefontaine, Rabiot ha parlato anche di Pogba, amico, compagno e connazionale: “È triste quello che gli sta succedendo. Con Paul siamo in contatto, parliamo regolarmente, di recente è stato a Torino. So che sta aspettando le ragioni esatte della sospensione per fare appello: spero che la squalifica venga ridotta, perché quattro anni sono una sanzione sproporzionata”.

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