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Juve, per il gioco c’è tempo. Ora a Thiago Motta servono giocatori: in arrivo Galeno

Thiago Motta a colloquio con Locatelli 

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I bianconeri vincono 4-0 la partitella (durata meno di un’ora per l’invasione di campo dei tifosi) contro la Next Gen allo Stadium. Rosa ridotta all’osso, accordo vicino con il Porto per il brasiliano
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TORINO — La Juventus sta cercando un gioco e lo troverà, perché in questo caso il tempo gioca a suo favore: ne serve ancora un po’, per completare la faticosa transizione dal calcio di Allegri (che poi è il tipo di calcio storicamente annidato nel Dna juventino) a quello di Thiago Motta. È normale che sia così. Ma sta cercando soprattutto giocatori, perché adesso ne ha veramente pochi: a referto della partitella con la Next Gen (durata meno di un’ora per via della solita invasione di campo dei tifosi a caccia di selfie, manco si fosse a Villar Perosa e non allo Stadium) c’erano appena 16 giocatori, inclusi tre portieri e un attaccante di passaggio, Sekulov.

In arrivo Galeno

Motta ha urgente bisogno di materia prima e presto potrebbe averne almeno un…

TORINO — La Juventus sta cercando un gioco e lo troverà, perché in questo caso il tempo gioca a suo favore: ne serve ancora un po’, per completare la faticosa transizione dal calcio di Allegri (che poi è il tipo di calcio storicamente annidato nel Dna juventino) a quello di Thiago Motta. È normale che sia così. Ma sta cercando soprattutto giocatori, perché adesso ne ha veramente pochi: a referto della partitella con la Next Gen (durata meno di un’ora per via della solita invasione di campo dei tifosi a caccia di selfie, manco si fosse a Villar Perosa e non allo Stadium) c’erano appena 16 giocatori, inclusi tre portieri e un attaccante di passaggio, Sekulov.

In arrivo Galeno

Motta ha urgente bisogno di materia prima e presto potrebbe averne almeno un assaggio: per il 26enne Galeno, ala del Porto, siamo alla fase decisiva, con un accordo possibile attorno ai 30 milioni. La festa dello Stadium è comunque andata bene anche così, con 4 gol dei grandi ai ragazzini e l’introduzione di John Elkann: “È bello essere a casa nostra. Motta trasmette ottime sensazioni, è stato giocatore, conosce e ama il calcio, è giovane e porta con sé non solo esperienza ma anche voglia, energia e determinazione. Ha un grande potenziale, apriamo un nuovo ciclo con un allenatore giovane e una squadra giovane. L’obiettivo è di essere competitivi”.

Khephren Thuram esulta dopo il gol 

Perla di Thuram

Nella canicola dello Stadium, le pregevolezze sono arrivate nel secondo mini tempo da mezzora (interrotto al 25’ dall’invasione), con la sassata del 3-0 di Yildiz e il superbo destro a giro con cui Thuram, meravigliando un poco persino sé stesso, ha firmato il 4-0, arrotondando un punteggio che nel primo tempo era stato schiodato soltanto da due gollonzi, vale a dire il buffo rimpallo dell’1-0 tra Danilo e l’under 23 Muharemovic e la papera del portierino Daffara che ha agevolato il 2-0 di Weah.

Locatelli fischiato

Prima che i gol calmassero un po’ le acque, era spuntata una polemica strana tra tifosi juventini attorno a Locatelli, fischiato all’improvviso da una buona parte dei 39.201 dello Stadium dopo una giocata sbagliata e poi ancora le volte successive che ha toccato la palla, scatenando prima la reazione della curva, che ha insultato i fischiatori, e poi della parte non fischiante del pubblico, che nelle azioni successive ha applaudito il numero 5 bianconero. Il quale, per altro, è stato il bianconero che ha interpretato meglio i principi del calcio di Motta, cambiando di continuo posizione e funzione (un po’ mezzala destra nel centrocampo a tre, un po’ mediano sinistro in quello a due) e facendolo con sale in zucca. In questo contesto, le sbavature tecniche passano in secondo piano (e comunque è stato lui a dare a Danilo la bella palla dell’1-0).

Douglas Luiz con Danilo 

Il resto della Juve è abbastanza ingiudicabile: Douglas Luiz ha tocchettato con eleganza ma non si è distinto per dinamismo e velocità, Thuram ha fatto da schermo alla difesa ma la sensazione è che in quel ruolo abbia bisogno di maggiore sostegno, Vlahovic l’ha vista poco (e non ha mai centrato la porta) mentre in difesa si sono visti i movimenti di Cambiaso a tagliare verso il centro, ma non ancora abbastanza coordinati.

Rosa ridotta all’osso

In definitiva, l’indicazione più rilevante della giornata è venuta dalla distinta della formazione: in panchina, Motta ha potuto portare solamente due portieri (Perin e Pinsoglio), un difensore (Cabal), un centrocampista (Fagioli) e l’attaccante Sekulov, destinato a finire al Palermo già nei prossimi giorni. Dei giovani che hanno giocato con la Next Gen forse soltanto il terzino destro Savona è destinato a essere trapiantato in prima squadra e quindi, al netto degli infortuni di Miretti e Adzic (per il giovane montenegrino lesione al retto femorale, possibili tre settimane di stop) e dalla posizione ancora indefinita di Milik (è convalescente, quindi formalmente non emarginato), la rosa a disposizione dell’allenatore è veramente ridotta all’osso.

Dusan Vlahovic 

Cosa manca a Motta

Mancano almeno tre difensori, un centrocampista e un paio (come minimo) di elementi offensivi. Mancano, in pratica, le alternative ai nove giocatori fatti fuori da Giuntoli e Motta, che per affrontare una stagione con cinque competizioni e quasi 70 partite potenziali ha bisogno di almeno 25 elementi, oltre a qualche giovane. Galeno è solo l’inizio.

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