La prova del nove. Jonathan David vuole riprendersi la Juventus dopo un inizio di avventura in bianconero ricca di ambizioni e aspettative. Arrivato in estate a parametro zero dopo oltre 100 gol in quattro stagioni al Lille, il canadese non ha mai convinto appieno, complici anche i problemi che hanno afflitto la squadra nella prima fase della stagione. Domenica sera al Maradona, con Vlahovic fuori per circa quattro mesi, avrà l’occasione per riscrivere un nuovo inizio: un gol contro il Napoli, magari da tre punti, farebbe dimenticare tutti i passi falsi compiuti fino a oggi.
Il risveglio contro l’Udinese
In realtà i primi segnali si sono visti già contro l’Udinese in Coppa Italia. David ha inciso sul risultato finale, risultando il migliore in campo: eppure, non ha tirato neanche una volt…
La prova del nove. Jonathan David vuole riprendersi la Juventus dopo un inizio di avventura in bianconero ricca di ambizioni e aspettative. Arrivato in estate a parametro zero dopo oltre 100 gol in quattro stagioni al Lille, il canadese non ha mai convinto appieno, complici anche i problemi che hanno afflitto la squadra nella prima fase della stagione. Domenica sera al Maradona, con Vlahovic fuori per circa quattro mesi, avrà l’occasione per riscrivere un nuovo inizio: un gol contro il Napoli, magari da tre punti, farebbe dimenticare tutti i passi falsi compiuti fino a oggi.
Il risveglio contro l’Udinese
In realtà i primi segnali si sono visti già contro l’Udinese in Coppa Italia. David ha inciso sul risultato finale, risultando il migliore in campo: eppure, non ha tirato neanche una volta in porta. Merito di una ritrovata serenità, probabilmente coincisa anche con l’infortunio di Vlahovic: le qualità tecniche del canadese non sono in discussione, ma la concorrenza, oltretutto qualificata come capita alla Juventus, non è sempre uno stimolo per i calciatori. Ecco perché, rimodulando in chiave calcistica il famoso “mors tua vita mea”, la sfortuna di Vlahovic si è trasformata in un’occasione per David e, in forma ridotta, anche per Openda, l’altro oggetto misterioso dell’attacco bianconero. Entrambi, un po’ alla volta, stanno provando a rimettersi in carreggiata.
David, attaccante che gioca anche per la squadra
Indubbiamente la principale caratteristica di David è la capacità di finalizzare le occasioni che gli si presentano in area. Rapace sotto porta, potente nella conclusione, ha anche un aspetto fondamentale, nel suo bagaglio tecnico, che lo rende prezioso per Spalletti: sa cucire il gioco. Una caratteristica che lo differenzia notevolmente dal compagno di reparto, Openda, rendendo le scelte del tecnico prettamente legate al tipo di partita che vuole intepretare: “David è molto relazionale con la squadra e dentro l’area dà il meglio di sé stesso, mentre Openda è più bravo ad attaccare la profondità e gli spazi – aveva spiegato Spalletti dopo il successo con l’Udinese -. Si compensano e possono giocare insieme, ci fa piacere che siano in buone condizioni. In questo periodo hanno fatto vedere cose buone”. Possono giocare insieme, ma difficilmente lo faranno al Maradona: probabile che David sia confermato al centro dell’attacco con Conceicao e Yildiz intorno a lui.
Il rendimento di David fino a oggi
Se guardiamo i numeri, il bilancio fino a questo momento è decisamente in rosso per il centravanti canadese. In 18 partite, tra campionato e Champions, ha messo insieme la miseria di 2 gol, uno per competizione, e 1 assist. Troppo poco per chi è reduce da 109 centri in 232 partite con la maglia del Lille: in campionato non segna dalla prima giornata, quando realizzò il primo gol stagionale dei bianconeri. Da quel momento non ha più esultato per una rete, complice anche la presenza di Vlahovic e il suo stato di forma. Domenica sera, al Maradona, ricomincerà la stagione di Jonathan David.