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David, il gol del rilancio dopo l'assist: quel minuto che può cambiare il suo destino alla Juventus

Jonathan David (reuters)

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L’attaccante con la rete al Sassuolo ha esorcizzato il suo peggior inizio stagionale di sempre da quando è arrivato in Europa
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Torino – Il gol segnato con il Sassuolo, festeggiato da tutta la squadra compreso mister Spalletti, ha evitato a Jonathan David il peggior inizio di stagione da quando è arrivato in Europa. La crisi del centravanti della Juventus, interrotta dalla rete del 3-0 ma preceduta dal bell’assist per il gol di Miretti, aveva la sua massima espressione nei numeri e nel confronto con il resto della sua parabola calcistica. Era dalla stagione 2020-21, al suo primo anno in Ligue 1 con il Lille, che il canadese non faceva così male. Un solo gol segnato in campionato, due in Champions ma soprattutto la serenità perduta: Iceman, l’uomo di ghiaccio, si stava sciogliendo. Prima del gelo e del gol di Reggio Emilia.

David, il problema del primo anno

Anche alla Juventus, così come…

Torino – Il gol segnato con il Sassuolo, festeggiato da tutta la squadra compreso mister Spalletti, ha evitato a Jonathan David il peggior inizio di stagione da quando è arrivato in Europa. La crisi del centravanti della Juventus, interrotta dalla rete del 3-0 ma preceduta dal bell’assist per il gol di Miretti, aveva la sua massima espressione nei numeri e nel confronto con il resto della sua parabola calcistica. Era dalla stagione 2020-21, al suo primo anno in Ligue 1 con il Lille, che il canadese non faceva così male. Un solo gol segnato in campionato, due in Champions ma soprattutto la serenità perduta: Iceman, l’uomo di ghiaccio, si stava sciogliendo. Prima del gelo e del gol di Reggio Emilia.

David, il problema del primo anno

Anche alla Juventus, così come al Lille, il primo anno è iniziato in modo problematico per David. In Ligue 1, appena arrivato dopo le valanghe di gol al Gent in Belgio, ha faticato tremendamente per segnare. Tre mesi, per la precisione, prima di esultare per la prima volta: nessun gol, tanti problemi e un minutaggio che è andato via via scemando. Proprio quello che stava succedendo alla Juventus. La notizia positiva, che lascia ben sperare, è che in primavera, quando il ghiaccio si scioglie, David sboccia: nella stagione 2020-21 ha chiuso con 13 gol in campionato. Il trampolino di lancio di un quinquennio chiuso con 109 gol in tutte le competizioni, dalla Ligue1 alla Champions League: la pazienza ha premiato e alla Continassa sperano che la rete al Sassuolo possa essere il punto di partenza della sua riscossa.

La pressione alla Juventus

Pazienza che, storicamente, non può essere compagna di viaggio di chi gioca nelle big europee: alla Juventus il tempo per aspettare semplicemente non c'è. Non solo, perché è la concorrenza interna a minare la stabilità: le alternative non mancano e anche oggi, con Vlahovic ancora ai box per infortunio, la continuità è stata a lungo un miraggio per il canadese. La speranza è che la primavera possa davvero portare un David nuovo. Un “ritorno”, o per meglio dire un’apparizione, che cambierà i complicati scenari di mercato: l’idea di separarsi si era balenata nella dirigenza bianconera, anche se con la consapevolezza che a gennaio, e dopo quell’inizio di stagione, sarebbe stato difficile realizzare un affare, economicamente e tecnicamente. Dopo il gol di Reggio Emilia, c’è voglia di attendere, di capire se l’investimento estivo, che sembrava quasi irrimediabilmente perduto, possa tornare produttivo.

Il rendimento di David

Due gol segnati in campionato, alla prima contro il Parma e contro un’altra emiliana, il Sassuolo, ma anche due in Champions. La fiducia dell’ambiente era ai minimi storici, la continuità minata dalle prestazioni inadeguate, il rigore con il Lecce è stato il colpo di grazia in un momento difficile. Ma quando tutto sembrava pronto a crollare, è arrivato l’assist, il gol, l’esultanza di Spalletti e dei suoi compagni di squadra, stretti intorno a lui: “Ho apprezzato molto il gesto dei miei compagni – ha raccontato a fine partita -. Quel gol andava segnato, perché l'importante era tornare subito a vincere”. Quell’abbraccio che ha, di fatto, smentito tutte le voci su un calciatore ai margini del gruppo, emarginato e messo in disparte dal resto dello spogliatoio: “Siamo contenti per Johnny - ha sottolineato Khephren Thuram, svelando anche il soprannome usato per chiamare il canadese -, era un momento difficile per lui dopo il rigore sbagliato e ha fatto una grandissima partita”. Il gol è la miglior medicina per il corpo e la mente di un centravanti, anche se di ghiaccio come Jonathan David.

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