Torino – La partita tra Juventus e Benfica racchiude nella sua essenza tutte le caratteristiche dei grandi match internazionali. Due squadre prestigiose, due movimenti calcistici di primissimo piano a livello mondiale, due tecnici che hanno segnato la storia del calcio italiano e internazionale: “Quando c’è Mourinho, si alza il volume del calcio – conferma Spalletti -. Giocare contro di lui è un motivo d’orgoglio per me”. A far crescere l’attesa per la penultima partita del girone unico di Champions c’è anche l’importanza dei tre punti: per la Juventus vincere potrebbe significare qualificazione ai playoff in anticipo, mentre ai portoghesi consentirebbe di sperare ancora nel passaggio del turno. Sul futuro, invece, e sul rinnovo, è lo stesso Spalletti a minare le certezze fin qui accumulate: “Non ho fatto niente per meritarmi il rinnovo. Nel calcio si sa bene che si cambiano idee velocemente e facilmente. La Juventus ha avuto allenatori fortissimi e ne troverà altri, idem per me, una …
Torino – La partita tra Juventus e Benfica racchiude nella sua essenza tutte le caratteristiche dei grandi match internazionali. Due squadre prestigiose, due movimenti calcistici di primissimo piano a livello mondiale, due tecnici che hanno segnato la storia del calcio italiano e internazionale: “Quando c’è Mourinho, si alza il volume del calcio – conferma Spalletti -. Giocare contro di lui è un motivo d’orgoglio per me”. A far crescere l’attesa per la penultima partita del girone unico di Champions c’è anche l’importanza dei tre punti: per la Juventus vincere potrebbe significare qualificazione ai playoff in anticipo, mentre ai portoghesi consentirebbe di sperare ancora nel passaggio del turno. Sul futuro, invece, e sul rinnovo, è lo stesso Spalletti a minare le certezze fin qui accumulate: “Non ho fatto niente per meritarmi il rinnovo. Nel calcio si sa bene che si cambiano idee velocemente e facilmente. La Juventus ha avuto allenatori fortissimi e ne troverà altri, idem per me, una squadra la troverei. Tutto molto semplice, smart, diretto. Le valutazioni si tirano in fondo, non se una volta si vince e una si perde”.
Spalletti: “i portoghesi ti risucchiano nel loro ritmo”
Il match dell’Allianz Stadium è a tutti gli effetti “uno scontro diretto”, è la conferma del tecnico bianconero, che chiede particolare attenzione ai suoi per non cascare nei tranelli di cui è disseminato il gioco portoghese. Già contro lo Sporting, all’esordio europeo di Spalletti in Champions con la Juventus, la squadra rimase invischiata: “Quando si gioca contro il Benfica si affronta anche un pezzo di storia del calcio, un’identità. Poi le squadre portoghesi ti risucchiano nel loro ritmo e se non sei preparato rischi di finirci dentro: quando te ne accorgi è già tardi. Noi abbiamo tutte le possibilità per prevenire quello che succederà domani sera e mi aspetto che i calciatori siano pronti per potersi esprimere con le loro qualità”.
“Gli regalo un vino ‘Rosso diretto’, magari lo buttano fuori”
Inevitabile tornare sulla sfida tra panchine, sullo scontro tra due tecnici che in passato non se le sono certo mandate a dire, ma che oggi vivono un rapporto di reciproca stima. Negli otto precedenti tra i due tecnici, sono arrivate tre vittorie del portoghese, tre pareggi e due successi per Spalletti: “C’è stato un primo periodo dove ci siamo detti qualcosa, più lui di me – sorride il tecnico bianconero -, perché sotto questo aspetto vince sempre lui. Poi ci siamo stimati, apprezzati, sentiti al telefono svariate volte. Per me sarà un piacere affrontarlo perché non è successo tante volte. Cosa gli offrirei? Una bottiglia del mio vino ‘Rosso diretto’, così magari lo buttano fuori”.
“Dal Benfica mi aspetto qualche furbata”
Oltre ai complimenti e alla stima, c’è anche la consapevolezza che sarà una partita difficile tatticamente: “Sotto l’aspetto della preparazione della partita ti aspetti sempre qualcosa di differente. Poi come diceva prima Thuram, è una sfida importante per noi ma anche per loro, è uno scontro diretto. Mi aspetto un Benfica aggressivo, che verrà a fare la partita, che magari userà anche la furbata del suo allenatore, ma saranno poi costretti come noi a mettere una propria identità dentro lo scorrimento del match. E sono convinto che ne verrà fuori una partita interessante”.
Il gioco del Benfica e quello della Juventus
Il risultato sarà fondamentale, perché dai punti conquistati dipenderà l’atteggiamento con cui le due squadre approcceranno l’ultimo match. Perché se la Juventus affronterà il Monaco, il Benfica si troverà davanti il Real Madrid. Impossibile, però, chiedere a Spalletti di prendere posizione tra giochismo e risultatismo, neanche dopo la partita dominata, ma persa, contro il Cagliari: “Ricerchiamo coerenza, perché ogni calciatore ha delle caratteristiche e diventa fondamentale vedere come funzionano tutti dentro la somma di queste caratteristiche. Secondo me stanno andando a esplorare cose nuove che ci porteranno su di un livello. Il giochismo non è in opposizione al risultatismo, ma è un modo che secondo me dà più possibilità di raggiungere il risultato”. Sarà fondamentale per la Juventus approcciare il Benfica con la giusta mentalità: “Si somigliano un po’ tutte queste squadre portoghesi e lo Sporting ha cose molto simili al Benfica: portano molte persone sulla trequarti, sono bravi a giocare con pochi tocchi nello stretto, hanno facilità nell’andare a creare questa ragnatela in cui rimani imprigionato dentro. Inoltre il Benfica non ha mai perso in campionato, ha equilibrio, un’idea di gioco. Ma anche noi, siamo forti”.