Montecarlo – Gli statistici hanno calcolato che la Juventus ha tra le sette e le dodici possibilità su cento di qualificarsi direttamente agli ottavi di finale, ma i dati non raccontano mai tutto (e spesso raccontano molto poco): in realtà, analizzando le cose di calcio e non i numeri, la percentuale è un briciolo più alta e di sicuro i bianconeri non possono avere le medesime chance dell’Inter, che ha gli stessi punti ma un avversario molto più difficile, il Borussia Dortmund, mentre la Juve ne affronterà uno smaccatamente in crisi, visto che il Monaco ha vinto una sola delle ultime nove partite (però contro il Psg, occhio) e ne ha perse sette. Inoltre è decimato dagli infortuni, specie in difesa. Di Pogba non c’è traccia: in autunno era riuscito a giocare tre spezzoni, mezz’ora in tutto, poi s’è fatto male al polpaccio e tanti saluti, chi l’ha visto più. Però alla squadra del Principato basterà quasi certamente un punto per guadagnarsi i play-off: difficilmente sfiderà la Juve a vis…
Montecarlo – Gli statistici hanno calcolato che la Juventus ha tra le sette e le dodici possibilità su cento di qualificarsi direttamente agli ottavi di finale, ma i dati non raccontano mai tutto (e spesso raccontano molto poco): in realtà, analizzando le cose di calcio e non i numeri, la percentuale è un briciolo più alta e di sicuro i bianconeri non possono avere le medesime chance dell’Inter, che ha gli stessi punti ma un avversario molto più difficile, il Borussia Dortmund, mentre la Juve ne affronterà uno smaccatamente in crisi, visto che il Monaco ha vinto una sola delle ultime nove partite (però contro il Psg, occhio) e ne ha perse sette. Inoltre è decimato dagli infortuni, specie in difesa. Di Pogba non c’è traccia: in autunno era riuscito a giocare tre spezzoni, mezz’ora in tutto, poi s’è fatto male al polpaccio e tanti saluti, chi l’ha visto più. Però alla squadra del Principato basterà quasi certamente un punto per guadagnarsi i play-off: difficilmente sfiderà la Juve a viso aperto.
Spazio a Openda in attacco
Ora si tratta di vedere quale peso daranno i bianconeri alla possibilità di entrare tra le prime otto (per farcela, serve che sei delle nove squadre che li precedono non vincano): vale la pena spendere ogni energia per tenere viva quella speranza o è meglio dosarle e tenerle da parte per il campionato, dove sono reduci dalla vittoria sul Napoli, che ha avuto una coda polemica dopo le dichiarazioni di Conte (“Spalletti ci definisce ex campioni d’Italia? Una mancanza di rispetto”) e la risposta del tecnico toscano (“All’inizio pensavo fosse una creazione dell’intelligenza artificiale. Ma di che stiamo parlando?”). La sensazione è che la Juve ora pensi di più al campionato, visto che qui a Monte-Carlo, insolitamente sferzata da una pioggia gelida cui da queste parti nessuno è abituato, Spalletti farà per la prima volta un abbondante turnover, tenendo fuori due dei quattro diffidati, Locatelli e Cambiaso (gli altri sono Kelly e Cabal), dando spazio a Openda in attacco, a Koopmeiners a centrocampo e a uno tra Cabal e Kostic in difesa. Tra Bremer e Gatti ci sarà una staffetta, poi magari certe cose si decideranno in corso d’opera, a seconda dell’andamento della serata e delle notizie che arriveranno dagli altri campi.
Spalletti “Voglio un livello altissimo”
Resta il fatto che la Juve può giocare con la certezza di aver già centrato l’obiettivo di base, cioè la qualificazione ai play-off, e questo permetterà alla squadra di scendere in campo con una notevole serenità di partenza. Dice infatti Spalletti: “Sono curioso di vedere come ci comporteremo non avendo assillo e ansia da risultato, che poi è la migliore condizione per giocare una partita di Champions: la tensione ti può limitare, mentre questa può essere l’occasione per esplorare cose nuove. Voglio vedere un livello altissimo”.
Koopmeiners “Gioco meno ma mi fido del tecnico”
Saranno dunque dirimenti le motivazioni e la voglia di farsi notare di chi gioca meno, come ad esempio Koopmeiners: “Voglio spingere al massimo, questa partita è importante per i punti e per il morale. Mi sento bene, sono tranquillo, ultimamente gioco meno ma va bene così, perché ho parlato del mio ruolo con Spalletti e sono contento di quello che pensa di me. In questa partita voglio dargli un segnale”. Il discorso vale anche per Openda, di cui Spalletti ha parlato quasi con tenerezza: “Ha questo carattere da bravo ragazzo che lo limita, sente troppo la pressione e questo non lo fa stare tranquillo. Dargli un po’ di spazio gli farà bene”.Ritornando ai conti, con un pareggio la Juve avrà la certezza quasi matematica di stare tra le prime 16, posizione che consente di essere testa di serie ai play-off e presumibilmente di evitare gli avversari più pericolosi: diciamo che è l’obiettivo ragionevole della serata, ma sarebbe folle non giocarsi ogni speranza fino all’ultimo, come del resto sta accadendo sul mercato, che continua a stagnare: “Si può cercare di migliorare le qualità dei giocatori che già ci sono, ma se ne trovassimo qualcuno che ti mette velocemente le cose a posto, sarebbe un bel vantaggio e un bell’aiuto”.