Spalletti ex silenzioso. Kalulu: “Il suo rinnovo è un punto fermo del club”
di Emanuele GambaTORINO - Per la terza volta, Spalletti ha scelto una vigilia silenziosa e curiosamente è capitato ogni volta che avrebbe poi incontrato una sua ex: Napoli (ma solamente al ritorno), Inter e adesso Roma. La decisione era comunque ampiamente annunciata: l’allenatore bianconero ha deciso di non parlare quando già ha dovuto farlo in settimana, anche se mercoledì ha disertato la conferenza stampa post-Champions. Si sente comunque sovraesposto e preferisce evitare le esagerazioni, visto che ormai è l’uomo immagine della Juventus e sono sempre più insistenti le pressioni per affrontare il rinnovo del contratto, argomento scivoloso perché, comunque risponda ogni volta che gli viene chiesto di affrontarlo, le sue parole rischiano di venire strumentalizzate in un senso o nell’altro, mentre lui vorrebbe semplicemente rinviare ogni discussione a una data più vicina alla fine della stagione.
TORINO - Per la terza volta, Spalletti ha scelto una vigilia silenziosa e curiosamente è capitato ogni volta che avrebbe poi incontrato una sua ex: Napoli (ma solamente al ritorno), Inter e adesso Roma. La decisione era comunque ampiamente annunciata: l’allenatore bianconero ha deciso di non parlare quando già ha dovuto farlo in settimana, anche se mercoledì ha disertato la conferenza stampa post-Champions. Si sente comunque sovraesposto e preferisce evitare le esagerazioni, visto che ormai è l’uomo immagine della Juventus e sono sempre più insistenti le pressioni per affrontare il rinnovo del contratto, argomento scivoloso perché, comunque risponda ogni volta che gli viene chiesto di affrontarlo, le sue parole rischiano di venire strumentalizzate in un senso o nell’altro, mentre lui vorrebbe semplicemente rinviare ogni discussione a una data più vicina alla fine della stagione.
Il crocevia dell’Olimpico
Intanto, molto del futuro della Juventus verrà orientato dalla partita dell’Olimpico contro la Roma, scontro diretto dirimente che, se andasse male, allontanerebbe i bianconeri a sette punti dal quarto posto. “Tra di noi c’è la consapevolezza che si tratta di una partita importante”, ragiona Pierre Kalulu, il portavoce di giornata. “Ma ce ne saranno ancora altre undici. Sappiamo che se facciamo il nostro dovere, i risultati arrivano”.
Kalulu: “Bastoni? Non l’ho sentito”
Dopo la batosta di Champions, i sentimenti bianconeri sono “un mix di delusione e orgoglio. Siamo stanchi, anche perché nelle ultime partite abbiamo giocato molto tempo in dieci, ma preparati. E si parte sempre da zero, senza avere in testa quello che è successo prima”. Quel che è successo a Kalulu è noto: l’espulsione di San Siro è servita quantomeno ad accelerare la riforma del protocollo sull’ambito di competenza del Var. “Tutte le regole che possono aiutare a migliorare le partite sono ben accette. Peccato che sia stato io il protagonista di questo cambiamento. Alla fine mi ha dato fastidio tutto quello che è successo quella sera, ma nulla come il risultato finale. Se avessimo vinto, la mia espulsione non mi avrebbe dato la stessa amarezza. Bastoni? Non l’ho sentito, non mi ha cercato, ma la verità è che non ci siamo quasi mai parlati neanche prima. Quando lo rivedrò magari saranno passati sei mesi, spero che nel frattempo avrò ottenuto i successi che mi avranno fatto dimenticare questo episodio. Non mi aspetto qualcosa da lui”.
“La conferma di Spalletti un tema della direzione”
Ora la palla torna a Spalletti, benedetto anche da Kalulu: “La sua conferma è una tematica della direzione. Io posso parlare a nome di tutti per dire che con lui ci sentiamo bene, abbiamo un’idea comune e chiara, giochiamo come piace a noi”. Per Roma-Juventus, l’ex ct ha dieci nomi sicuri (rientrano Bremer e Cambiaso, Koopmeiners rimpiazza lo squalificato Locatelli) e un dubbio in attacco tra Miretti e David: dovesse giocare il canadese, McKennie si sistemerebbe alle sue spalle nel 4-2-3-1, altrimenti il centravanti lo farà l’americano con Miretti sulla trequarti.