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La preoccupazione di Spalletti: il mercato della Juventus non decolla

Luciano Spalletti 

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Il feeling con la nuova dirigenza bianconera c’è, gli acquisti no, e l’ex ct della Nazionale non nasconde le sue inquietudini
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Lo Spalletti (quasi) furioso. Il ritardo sul mercato e le oggettive difficoltà a un mese esatto dal via della Serie A stanno lentamente ma inesorabilmente corrodendo la pazienza dell’allenatore della Juventus. “Dobbiamo fare un lavoro importante, ma sono tranquillo che verrà fatto perché la nostra volontà è quella di mettere a posto questa rosa”, aveva spiegato meno di una settimana fa, dissimulando un nervosismo solo in parte smussato dall’arrivo di Celik. Incide sicuramente la crisi del calcio italiano, tecnica ed economica, che ha reso la Serie A il campionato più povero tra i grandi, ma è oggettivo il ritardo dei bianconeri nella corsa ai sei o sette rinforzi di qualità richiesti a gran voce dal tecnico. Non solo qualità, ma anche velocità d’esecuzione: “Quando comincerà il campionato i tempi per lavorare sono pochi e sarebbe bene averli il prima possibile”. Ecco da dove nasce il nervosismo.

Lo Spalletti (quasi) furioso. Il ritardo sul mercato e le oggettive difficoltà a un mese esatto dal via della Serie A stanno lentamente ma inesorabilmente corrodendo la pazienza dell’allenatore della Juventus. “Dobbiamo fare un lavoro importante, ma sono tranquillo che verrà fatto perché la nostra volontà è quella di mettere a posto questa rosa”, aveva spiegato meno di una settimana fa, dissimulando un nervosismo solo in parte smussato dall’arrivo di Celik. Incide sicuramente la crisi del calcio italiano, tecnica ed economica, che ha reso la Serie A il campionato più povero tra i grandi, ma è oggettivo il ritardo dei bianconeri nella corsa ai sei o sette rinforzi di qualità richiesti a gran voce dal tecnico. Non solo qualità, ma anche velocità d’esecuzione: “Quando comincerà il campionato i tempi per lavorare sono pochi e sarebbe bene averli il prima possibile”. Ecco da dove nasce il nervosismo.

La nuova dirigenza bianconera

Spalletti ha un ottimo rapporto con Massara e Carnevali, ma da loro pretende i fatti ed è inevitabile che i mancati acquisti principalmente di un portiere e di un centravanti stiano irritando il tecnico. Anche se la guida del club è cambiata, con l’addio a Comolli, le esperienze passate in bianconero sono tutt’altro che positive. A gennaio chiese un centravanti e lo fece esplicitamente in conferenza stampa: il risultato fu l’arrivo di Holm (esterno) e di Boga (tutto tranne che un centravanti). Tutto finito? Neanche per idea visto che, scottato dall’esperienza pregressa, chiese verso la fine del campionato di puntare su Alisson e Robertson, due parametri zero che avrebbero cambiato volto alla squadra. Anche in quel caso gli affari sfumarono e il nervosismo del tecnico si trasformò in furia: non è lui a decidere i dirigenti, come sottolineato alla presentazione della stagione, ma è inevitabile pensare che sul ribaltone estivo abbia inciso anche lo stato d’animo di Lucio.

La rosa attuale

Oggi immaginare una “formazione tipo” è un’impresa. Il ritorno di Yildiz non ha dato nuove opzioni a Spalletti e anche se il turco è forse l’unica certezza, sabato contro lo Standard Liegi non ci sarà, proprio come Ekhator. Ecco perché contro i belgi, visto che David deve ancora rientrare dalle vacanze, la scelta in attacco sarà tra Openda, che piace in Francia, e Milik, ancora alle prese con continui stop&go: chi non perderebbe la pazienza di fronte a questa situazione? A centrocampo, poi, Thuram è ancora ai box e tra i possibili titolari figurano Douglas Luiz e Arthur: “Per alcune società il mercato non è più solo comprare e vendere ma anche ridare la possibilità ad alcuni calciatori di dimostrare il proprio valore”, ha spiegato Spalletti con un filo di amarezza. Acquisti sbagliati nel passato che si riflettono sul presente, con una lista di esuberi lunghissima: oltre ai due brasiliani ci sono anche Gatti, Cabal, Koopmeiners, Di Gregorio, Rugani, Miretti, Joao Mario, Adzic, Zhegrova, Openda e Milik. A cui aggiungere i pezzi pregiati, Bremer e Conceicao, che potrebbero essere ceduti per far cassa e alimentare il mercato, e i dilemmi: David e Perin su tutti. Ma l’unico rientro che renderebbe felice Spalletti, quello di Nico Gonzalez, non avverrà. L’argentino, nell’ultima stagione all’Atletico di Simeone, vuole rimanere a Madrid e non intende tornare in bianconero.

Il ballo sulle punte

A tutto questo si aggiunge il continuo tergiversare, dovuto principalmente a questioni economiche, per il portiere e il centravanti. Dopo le parole del procuratore di Di Gregorio – molto critiche verso la società bianconera – è diventato sempre più impellente il cambio in porta: tuttavia non è certo che a salutare sia proprio l’ex Monza. Il candidato numero uno resta Martinez, portiere titolare dell’Argentina: l’Aston Villa, però, non intende aprire alla cessione, almeno per ora, dopo le prese di posizione dell’entourage del calciatore. La possibile alternativa è Vicario, che ormai De Zerbi considera terzo portiere del Tottenham, tabto da fargli saltare la torunée del club in Nuova Zelanda e Australia. In attacco, invece, la telenovela Kolo Muani sta diventando estenuante mentre i dubbi su Vlahovic, o per meglio dire “di” Vlahovic, bloccano l’assalto a Pellegrino. L’incertezza regna sovrana e la Juventus sembra immobile: ecco perché oggi Spalletti è (quasi) furioso.

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