Spalletti punge la Nazionale: “Rimasta indietro come un vecchio telefono. Maldini era l’uomo giusto”
Domenico MarcheseLa vittoria con il Nizza per 2-0 ha chiuso la prima fase dell’estate bianconera. Tre settimane di lavoro, altrettante amichevoli prima di partire per la tournée che porterà la Juventus in Asia e Oceania, affrontando Chelsea, Inter e Palermo, gli ultimi test più impegnativi prima del via alla stagione. Dopo il match del JTC contro i francesi, Spalletti è apparso sereno per il lavoro fatto, “che non è iniziato quest’anno”, senza risparmiare critiche al calcio italiano: “La scelta in Nazionale? Secondo me Maldini rappresentava il nuovo di cui c’era bisogno, era evidente – ha raccontato il tecnico –. Ma è stato come voler fare un aggiornamento sul cellulare che non lo accetta. Che fai? Niente, tieni il cellulare vecchio e niente aggiornamento”.
La vittoria con il Nizza per 2-0 ha chiuso la prima fase dell’estate bianconera. Tre settimane di lavoro, altrettante amichevoli prima di partire per la tournée che porterà la Juventus in Asia e Oceania, affrontando Chelsea, Inter e Palermo, gli ultimi test più impegnativi prima del via alla stagione. Dopo il match del JTC contro i francesi, Spalletti è apparso sereno per il lavoro fatto, “che non è iniziato quest’anno”, senza risparmiare critiche al calcio italiano: “La scelta in Nazionale? Secondo me Maldini rappresentava il nuovo di cui c’era bisogno, era evidente – ha raccontato il tecnico –. Ma è stato come voler fare un aggiornamento sul cellulare che non lo accetta. Che fai? Niente, tieni il cellulare vecchio e niente aggiornamento”.
La partenza per la tournée e l’impatto di Douglas Luiz
Dall’altra parte del mondo mancheranno Thuram ed Ekathor, entrambi infortunati, mentre ci sarà Yildiz: “Mi porto via anche il lavoro fatto dai ragazzi, l’impegno, la capacità di scegliere il momento giusto su quando pressare e quando concedere campo”. Terza partita da titolare per Douglas Luiz, che rappresenta la vera incognita della preparazione. Spalletti lo sta valutando, cercando di capire se potrà tornare utile alla causa bianconera: “Dughi, perché lo chiamano così, è uno che sa fare lo screenshot delle situazioni che si trovano dentro il campo, sa quando toccarla una volta in più o in meno. Quello che gli si contesta è il livello di passo, della copertura di campo. Oggi ha fatto anche quello, si è inserito diverse volte, ha messo il fisico in fase difensiva. Deve abituarsi a giocare nello “sporco”, perché nel pulito è un calciatore forte”.
Il gioco di Spalletti
Quello che ha maggiormente incoraggiato il tecnico è stata la ricerca del gioco da parte della sua squadra, la voglia di non forzare mai la giocata ma di cercarla comunque con continuità. Dopo le prime tre amichevoli il bilancio è positivo: “Con il Nizza la Juventus ha fatto una partita di equilibrio, i francesi non hanno quasi mai tirato in porta: parliamo di una squadra che ha battuto 3-0 il Marsiglia e non solo nel risultato. Erano giorni che dicevo che serviva una partita seria. Ho visto anche delle giocate dentro il campo, non bisogna sempre andare fuori: il perimetrale ti porta sempre a doverti imprigionare su un lato”.
Il mercato e l’arrivo di Kolo Muani
Spalletti si sbilancia su Kolo Muani, nonostante non ci sia ancora la firma anche se è una questione di tempo. L’attaccante francese piace al tecnico di Certaldo (“mi garba”, si lascia sfuggire in toscano), e probabilmente raggiungerà la squadra in tournée: “Su di lui mi sbilancio, su Alajbegovic invece no – spiega il tecnico rimandando l’arrivo del bosniaco -. È un calciatore che anche voi avete apprezzato e vuole venire qui: c’è anche chi ci ha rifiutato ultimamente. Non è la punta ferma da area di rigore, ma crea superiorità: penso di lavorarci bene, ad attaccare la profondità è bravissimo”. Difficilmente però basterà lui a completare un reparto che necessità di un centravanti fisico e bravo di testa: “Ekathor ha fisicità, ma gli va dato tempo, e David è quello più di manovra, più tecnico. Secondo me i direttori sono così conoscitori di calcio che hanno capito che ci possa volere una punta più fisica da area di rigore, quando non riesci a sbloccare le partite”.
La questione portiere
Infine, la questione del numero uno, visto che Di Gregorio difficilmente resterà, se non con il ruolo di dodicesimo. Le opzioni sul tavolo sono variate con il tempo, passando da Alisson del Liverpool fino a Martinez dell’Aston Villa ma anche Vicario del Tottenham e Suzuki del Parma: “Suzuki ci piace, è di grandissima prospettiva, ma è proibitivo per i costi. Noi dobbiamo trovare calciatori giusti e mettere a posto le spese. Vicario? È un po’ tutte e due, esperto e ha vissuto situazioni. Suzuki fa vedere di aver potenzialità elevatissime”.