La Juventus vince in Olanda con il brivido finale: 2-1 all’AZ
dal nostro inviato Franco VanniAlkmaar – Ha segnato sotto la curva che frequentava da ragazzino, quando giocava nelle giovanili dell’AZ. Ha evitato di esultare in faccia ai suoi ex compagni di scuola e ai vicini di casa dei genitori, che Alkmaar è più piccola di Lucca e ci si conosce tutti. Doveva essere la notte di Teun Koopmeiners e lo è stata, con buona pace dell’avversario per una notte Peer, che nella prima partita ufficiale contro il fratello maggiore si è inceppato. Sugli spalti, insieme a mamma e papà, una quarantina di invitati, praticamente una tribuna di famiglia.
Brilla anche Kolo Muani
Nella sera olandese, fredda come se fosse febbraio, non ha brillato solo l’ex Atalanta. Ha scintillato Kolo Muani, che dopo diciotto minuti gli ha servito l’assist e prima della pausa ha segnato un gol da Bobo Vieri, di sinistro, in girata. Benissimo anche Woltemade, che quella rete l’ha ispirata. Ma si fa prima a dire bravi tutti, in una serata in cui la Juve ha giocato per settanta minuti da squadra di Spalletti: corta…
Alkmaar – Ha segnato sotto la curva che frequentava da ragazzino, quando giocava nelle giovanili dell’AZ. Ha evitato di esultare in faccia ai suoi ex compagni di scuola e ai vicini di casa dei genitori, che Alkmaar è più piccola di Lucca e ci si conosce tutti. Doveva essere la notte di Teun Koopmeiners e lo è stata, con buona pace dell’avversario per una notte Peer, che nella prima partita ufficiale contro il fratello maggiore si è inceppato. Sugli spalti, insieme a mamma e papà, una quarantina di invitati, praticamente una tribuna di famiglia.
Brilla anche Kolo Muani
Nella sera olandese, fredda come se fosse febbraio, non ha brillato solo l’ex Atalanta. Ha scintillato Kolo Muani, che dopo diciotto minuti gli ha servito l’assist e prima della pausa ha segnato un gol da Bobo Vieri, di sinistro, in girata. Benissimo anche Woltemade, che quella rete l’ha ispirata. Ma si fa prima a dire bravi tutti, in una serata in cui la Juve ha giocato per settanta minuti da squadra di Spalletti: corta, compatta, veloce di testa e di piede, come e più che contro il Napoli, ha sofferto solo nel finale.
Le sostituzioni di Spalletti
La fiamma non si è spenta nemmeno all’inizio della ripresa e i bianconeri si sono concessi il lusso di buttare via il possibile 3-0, con Gatti che sul più bello non se l’è sentita di tirare. A quel punto, con mezz’ora da giocare, Spalletti ha richiamato Cambiaso e Alajbegovic, lanciando Cabal e Boga. Per gli ultimi minuti, spazio anche a Ekhator, il cui inserimento in lista Uefa al posto di Locatelli è aria fresca: un attaccante al posto di un centrocampista, un giovane italiano, uno che le notti europee finora le aveva solo sognate.
Un finale inaspettatamente complicato
Ma non era ancora il momento di tirare il fiato, la Juve non lo ha capito e ha rischiato di buttare via tutto: a due minuti dalla fine, per un doppio pasticcio di Kelly e Lucumí, è arrivato il gol di Meerdink, fra i più temuti alla vigilia, mandato in porta dal tarantolato Oukfir, che poi ha anche segnato il raddoppio, ma in fuorigioco. “Se la partita fosse durata altri 5 minuti ci riprendevano”, ha poi detto spalletti. Dopo la vittoria di Alkmaar, i bianconeri sono quarti nella fase campionato dell’Europa League, con quattro gare alle spalle e altrettante da giocare. E sembra sempre più semplice rispondere alla domanda che Spalletti si sente fare da inizio stagione: è più facile conquistare un posto in Champions vincendo la coppa o piazzandosi in campionato? In Europa League a precedere i bianconeri sono Ferencvaros, Bournemouth e Benfica.
Serie A più complicata rispetto all’Europa
In Serie A, superata la metà del girone d’andata, le cose paiono un po’ più complicate, anche se dopo una prestazione così la trasferta di domenica a Firenze fa meno paura, nonostante il finale thriller, le troppe assenze e la conseguente coperta cortissima. Un minimo di turnover, in Olanda, Luciano è comunque riuscito a farlo. Lucumí, che ha strappato il pallone da cui è nato l’1-0, ha dato fiato a Bremer, che ne aveva bisogno. Sarr, che si è dannato anche quando c’era da difendere, ha concesso un po’ di tregua a Douglas Luiz.Alla fine, nella spedizione bianconera sorridono tutti. I mille tifosi, che dopo la partita hanno chiamato i giocatori per applaudirli. Luciano, che ha visto in campo quello che aveva in mente, nonostante il brivido finale. E ovviamente Teun Koopmeiners, che ha abbracciato Peer, nell’identica posa riprodotta dalla coreografia della curva dell’AZ Alkmaar prima del via. Al fianco delle sagome dei due fratelli, una scritta: “Two Brothers One Love”.
Az Alkmaar (4-3-3) De Busser 5.5 – Kasius 5.5 (18’ st Dijkstra 6), Goes 5.5 (18’ st Clasie 6), Schouten 6 (2’3 pt Hoedt 5.5), M. De Wit 5 -Kwakman 6, Byskov 5.5 (18’ st Smit 6), P. Koopmeiners 6 – Stengs 6 (28’ st Oufkir 7), Meerdink 6.5, Daal 6. All. Echteld 5
Juventus (3-4-3) Vicario 6.5 – Gatti 7 (34’ st Bremer sv), Lucumì 6, Kelly 5.5 – Kalulu 6.5, Sarr 6.5, T. Koopmeiners 7, Cambiaso 6 (15’ st Cabal 6) - Kolo Muani 7 (40’ st Douglas Luiz sv), Woltemade 6.5 (34’ st Ekhator sv), Alajbegovic 6.5 (15’ st Boga 6). All. Spalletti 6,5
Arbitro Sylwestrzak (Pol) 6
Reti: nel pt 19' T. Koopmeiners, 37' Kolo Muani, nel st 43' Meerdink.
Note: Ammoniti Hoedt, Ekhator, Cabal. Spettatori 17.023