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Lazio, Hernanes: "Grazie a Petkovic la mia carriera è cambiata"

Il Profeta ringrazia il tecnico di Sarajevo: "Ha arretrato la mia posizione, ora non voglio più cambiare perchè è perfetta per le mie caratteristiche". Parla anche Saha: "Ho giocato in occasione di due sconfitte, ma le cose cambieranno"
di MARCO ERCOLE

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ROMA - La partita con la Fiorentina si avvicina. Contro i viola sarà una vera e propria finale per continuare a inseguire il sogno del terzo posto e rimanere sulla scia del Milan. I biancocelesti sono reduci dall'ottima prestazione contro lo Stoccarda, incontro nel quale Petkovic ha deciso di fa riposare molti titolari. Nella logica del turnover, però, non rientra Anderson Hernanes: lui con le sue 40 presenze stagionali è il giocatore più impiegato in assoluto dal tecnico di Sarajevo. Anche contro la squadra di Montella sarà regolarmente in campo nel suo ruolo preferito, come confessato ai microfoni di Lazio Style Channel: "Sono arrivato qui due anni fa e ho giocato in una posizione a cui non ero abituato. Poi quest'estate ho parlato con Petkovic e gli ho confidato di voler giocare in una posizione più arretrata e non sulla trequarti. Il mio ruolo è questo, non ci sono altre prove da fare. Sono convinto di non voler cambiare più posizione in campo perché questa è quella che si addice più alle mie caratteristiche. Pochi mesi fa dissi che la mia carriera stava ricominciando e avevo ragione".

Una vera e propria rinascita quella del brasiliano, che da "volante" è tornato a giocare come nei suoi primi anni di carriera. È proprio in patria che gli è stato dato per la prima volta il soprannome di "Profeta": "Gli amici di infanzia mi chiamavano semplicemente 'P', mentre il soprannome 'Profeta' è opera di un conduttore televisivo brasiliano. Non conosco bene il motivo, forse perché parlavo spesso della Bibbia o perché prima di ogni gara del 2008, anno in cui vincemmo il titolo, dicevo sempre che avremmo raggiunto il successo". Il numero otto biancoceleste rivela anche che già da bambino seguiva molto i campionati europei e quello italiano nello specifico: "Seguivo con passione le squadre dove giocavano i miei giocatori preferiti come per esempio il Vasco da Gama di Felipe e il Sao Paulo di Wagner. Erano entrambi dei centrocampisti, anche se il primo iniziò la carriera come terzino sinistro. In generale i miei calciatori preferiti erano Ronaldo, Ronaldinho, Zidane, Seedorf e Pirlo".

Anche Saha, ai microfoni dell'Equipe, ha parlato di questi primi tempi alla Lazio: "Un'avventura inattesa - conferma l'ex Manchester United - perché dopo aver giocato la maggior parte della carriera in Inghilterra, non è semplice calarsi in un campionato diverso, dove si parla un'altra lingua. Ma mi diverto molto durante gli allenamenti e mi godo ogni singolo minuto in campo". Pochi, in realtà, fino a questo momento. Colpa di una tenuta atletica non ancora ottimale, ma Petkovic conta molto di poterlo utilizzare in questo rush finale: "C'è molta concorrenza, ma la stagione è ancora lunga. Ho avuto la sfortuna di entrare in campo in occasione di due brutte sconfitte, ma sono sicuro che le cose cambieranno". Se dipendesse da lui, firmerebbe già per rinnovare di un anno il contratto che scadrà al termine del campionato, magari giocando anche la Champions nella prossima stagione: "Giocare in Champions League è un sogno per chiunque, sia a 19 anni che a 34. In futuro vorrei proseguire la mia avventura qui a livello competitivo, sarebbe ideale segnare almeno 10 gol".
 
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