ROMA - Dopo Mauri, Petkovic perde anche Ederson. Non c'è pace per il tecnico di Sarajevo, che nel rush finale non potrà contare neanche sul brasiliano. Al termine dell'allenamento di ieri ha lamentato un fastidio all'adduttore della coscia sinistra e tra i medici biancocelesti è scattato subito l'allarme: la zona interessata è infatti la stessa degli ultimi tre infortuni dell'ex giocatore del Lione. La diagnosi dopo l'ecografia e la risonanza magnetica in clinica Paideia: lesione di primo grado all'adduttore lungo della coscia sinistra. Significa che dovrà restare fuori tra le due e le tre settimane. Un verdetto pesante quello arrivato dall'infermeria della Lazio, perché Ederson potrà rientrare (nella migliore delle ipotesi) per l'ultima di campionato a Trieste contro il Cagliari.
UN CALVARIO INFINITO, PER EDERSON È IL QUARTO INFORTUNIO STAGIONALE - Non è la prima volta che il giocatore brasiliano è costretto a fermarsi in questa stagione. Era successo già in estate, un infortunio traumatico al ginocchio che lo ha obbligato a saltare praticamente tutta la preparazione facendogli iniziare in salita la sua avventura alla Lazio. A settembre si mette a disposizione del tecnico (collezionando 174 minuti tra campionato ed Europa League) prima di essere tormentato dai problemi muscolari agli adduttori: a inizio ottobre uno strappo lo ha tenuto fuori per una settimana e mezzo. Poi il rientro in gruppo (senza scendere in campo) e una nuova ricaduta che lo tiene fuori per un altro mese. Torna ad allenarsi con la squadra, e tra le seconda metà di novembre e i primi di dicembre colleziona altri 191 minuti. Ma i muscoli dell'adduttore continuano a dare fastidio: altro stop, questa volta più lungo. Rientra a febbraio, dopo oltre due mesi e scende in campo tra coppa e campionato per 482 minuti, fino all'ultimo infortunio.
NEGLI ULTIMI TRE ANNI HA GIOCATO UNA MEDIA DI 8,5 PARTITE A STAGIONE - In totale fanno 847 minuti, davvero poco per uno dei due nuovi colpi di mercato estivi della Lazio. E nelle ultime stagioni in Francia non era poi andato tanto meglio: l'anno scorso 1042 complessivi con il Lione, e la stagione prima (2010-11) era andata ancora peggio visto che il suo minutaggio si era fermato solo a 431 a causa di uno strappo muscolare. Praticamente, in media, negli ultimi tre anni Ederson ha giocato 8 partite e mezzo a stagione. Numeri impietosi che purtroppo per lui confermano quella fastidiosa etichetta che lo accompagna da anni: un giocatore la cui classe sul terreno di gioco è direttamente proporzionale alla fragilità fisica.
UN CALVARIO INFINITO, PER EDERSON È IL QUARTO INFORTUNIO STAGIONALE - Non è la prima volta che il giocatore brasiliano è costretto a fermarsi in questa stagione. Era successo già in estate, un infortunio traumatico al ginocchio che lo ha obbligato a saltare praticamente tutta la preparazione facendogli iniziare in salita la sua avventura alla Lazio. A settembre si mette a disposizione del tecnico (collezionando 174 minuti tra campionato ed Europa League) prima di essere tormentato dai problemi muscolari agli adduttori: a inizio ottobre uno strappo lo ha tenuto fuori per una settimana e mezzo. Poi il rientro in gruppo (senza scendere in campo) e una nuova ricaduta che lo tiene fuori per un altro mese. Torna ad allenarsi con la squadra, e tra le seconda metà di novembre e i primi di dicembre colleziona altri 191 minuti. Ma i muscoli dell'adduttore continuano a dare fastidio: altro stop, questa volta più lungo. Rientra a febbraio, dopo oltre due mesi e scende in campo tra coppa e campionato per 482 minuti, fino all'ultimo infortunio.
NEGLI ULTIMI TRE ANNI HA GIOCATO UNA MEDIA DI 8,5 PARTITE A STAGIONE - In totale fanno 847 minuti, davvero poco per uno dei due nuovi colpi di mercato estivi della Lazio. E nelle ultime stagioni in Francia non era poi andato tanto meglio: l'anno scorso 1042 complessivi con il Lione, e la stagione prima (2010-11) era andata ancora peggio visto che il suo minutaggio si era fermato solo a 431 a causa di uno strappo muscolare. Praticamente, in media, negli ultimi tre anni Ederson ha giocato 8 partite e mezzo a stagione. Numeri impietosi che purtroppo per lui confermano quella fastidiosa etichetta che lo accompagna da anni: un giocatore la cui classe sul terreno di gioco è direttamente proporzionale alla fragilità fisica.