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Lazio, frenata per Felipe Anderson. Tare: ''Non è finita''

Il fondo che detiene la metà del cartellino del giovane brasiliano cambia idea e blocca un affare che sembrava in dirittura d'arrivo. Il ds non perde la speranza, presentata una nuova proposta. Il giocatore prepara la protesta
di MARCO ERCOLE

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ROMA - Il direttore sportivo Igli Tare e il segretario generale Armando Calveri sono tornati questa mattina (6.30) dal viaggio in Brasile. Lo fanno senza Felipe Anderson, tenuto praticamente "in ostaggio" dalla Doyen Sports, l'azienda britannica che detiene il 50% del suo cartellino. È stata una settimana intensa e ricca di colpi di scena, in cui il giocatore brasiliano è stato in più circostanze a un passo dall'apporre la firma sul contratto che lo dovrebbe legare alla Lazio per i prossimi cinque anni.

TARE NON MOLLA FELIPE ANDERSON: "NON È ANCORA FINITA" - Il fondo inglese però ha ostacolato in ogni modo l'operazione, accettando le offerte presentate dalla società biancoceleste salvo poi cambiare idea in extremis e capovolgere le carte in tavola: "Ma non è ancora finita - assicura Tare subito dopo l'atterraggio ai microfoni de Lalaziosiamonoi - e non è detta l'ultima parola. Sono stati giorni intensi caratterizzati da una trattativa molto difficile. Abbiamo avuto a che fare con un gruppo che ha cambiato idea in continuazione". In Brasile, a proseguire la trattativa è rimasto Stefano Castagna, intermediario e membro dell'entourage del giocatore. Prima di partire la Lazio - aiutata pure dal Santos che si è dichiarato disposto a rinunciare a qualcosa in favore del fondo inglese - ha presentato una nuova controproposta, alzando la clausola sull'eventuale futura vendita. Si attende una risposta da parte della Doyen Sports in questi giorni, poi sarà valutata l'ipotesi di un ricorso visto che secondo il regolamento FIFA (articolo 18bis) non è legale che una società privata terza interferisca nelle operazioni di mercato tra due società di calcio.

AL MOMENTO NIENTE RICORSO ALLA FIFA, MA IL GIOCATORE PREPARA LA PROTESTA - Un'operazione che non sarà necessariamente condotta in prima persona dalla Lazio, che invece si dichiara poco propensa: "Non percorreremo questa strada, Felipe Anderson non ricorrerà all'articolo 18 delle norme FIFA. È vero che il regolamento vieta a terzi di appropriarsi di una percentuale del cartellino di un calciatore, ma in Sudamerica questa é la consuetudine. Aspetteremo ancora due o tre giorni, il giocatore lo merita. Poi vedremo cosa fare". Proprio Felipe Anderson potrebbe essere protagonista di una protesta ufficiale: insieme al suo entourage sta valutando la possibilità di presentarsi davanti la sede della FIFA a Rio De Janeiro per porre l'accento sulla questa incredibile vicenda, con le società d'accordo per il trasferimento (nei giorni scorsi il Santos aveva addirittura ratificato la cessione alla Lazio) e il giocatore già pronto per trasferirsi in Italia. Salvo ulteriori colpi di scena, servirà ancora qualche giorno per mettere fine alla vicenda.
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