NYON - La Uefa ha condannato la Lazio a giocare la prossima partita interna di Europa League contro l'Apollon Limassol, prevista per il 7 novembre, a porte chiuse. La decisione per il "comportamento razzista" dei propri tifosi, l'esposizione di "striscioni inappropriati", l'uso di materiali pirotecnici e l'inizio ritardato della gara. Al club biancoceleste è stata anche inflitta un'ammenda di 40mila euro.
La Lazio potrà presentare ricorso entro tre giorni dal ricevimento delle motivazioni scritte. Per il club è la terza chiusura degli spalti in pochi mesi, dopo i due turni nella scorsa stagione - sempre in Europa Legue - contro lo Stoccarda e Fenerbahce.
Il ricorso è stato già annunciato. "Abbiamo chiesto gli atti, dovrebbero arrivare domani o lunedì, e faremo ricorso appena possibile", spiega l'avvocato della Lazio, Gian Michele Gentile. "Avevamo avuto un rapporto con la segnalazione del Fare (Football Against Racism in Europe) su pochi cori razzisti provenienti dalla curva Nord – rileva il legale -. Noi abbiamo replicato che non c'è traccia nei rapporto dell'arbitro e dei delegati Uefa".
La Lazio potrà presentare ricorso entro tre giorni dal ricevimento delle motivazioni scritte. Per il club è la terza chiusura degli spalti in pochi mesi, dopo i due turni nella scorsa stagione - sempre in Europa Legue - contro lo Stoccarda e Fenerbahce.
Il ricorso è stato già annunciato. "Abbiamo chiesto gli atti, dovrebbero arrivare domani o lunedì, e faremo ricorso appena possibile", spiega l'avvocato della Lazio, Gian Michele Gentile. "Avevamo avuto un rapporto con la segnalazione del Fare (Football Against Racism in Europe) su pochi cori razzisti provenienti dalla curva Nord – rileva il legale -. Noi abbiamo replicato che non c'è traccia nei rapporto dell'arbitro e dei delegati Uefa".