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Lega, Lotito replica ad Agnelli: "Critica mediatica non serve a niente"

Il presidente della Lazio replica al collega della Juventus, che ha definito l'organismo della massima serie immobile rispetto a quello degli altri paesi europei: "Deve lavorare su posizioni condivise, altrimenti resterà isolato". Inaugurata la mostra dedicata a Silvio Piola: "Un campione esempio per le nuove generazioni"
di MARCO ERCOLE

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ROMA - Dopo l'attacco di Andrea Agnelli, non si è fatta attendere la risposta di Claudio Lotito. "Dico al mio amico Andrea che i problemi vanno affrontati all'interno dell'assemblea, e bisogna fare in modo che le proprie idee acquisiscano autorevolezza per farle condividere ai propri colleghi. I voti non si pesano, si contano. Devi fare in maniera che le persone condividano la tua posizione e lavorare su questo. Se non lo fai rimani isolato", spiega il presidente della Lazio a proposito della critica del collega della Juve alla Lega di Serie A, definita "immobile" rispetto agli altri paesi europei.

"Non serve questo atteggiamento di critica mediatica - ribatte Lotito -, perché non fa altro che danneggiare la credibilità di un'istituzione senza alcun motivo e non risolve il problema. Il problema non si risolve con i giornali. Ripeto al mio amico Andrea è che i problemi vanno affrontati all'interno dell'assemblea. Cercherò sempre di avere un dialogo con lui perché è una persona utile al sistema. L'importante che i problemi si affrontino nelle sedi istituzionali preposte, con la predisposizione ad ascoltare anche le idee degli altri, cercando di trovare una soluzione condivisa altrimenti si rischia di fare le monarchie, e le monarchie purtroppo non ci sono più".

Lotito ha replicato ad Agnelli presso il salone della Tribuna Autorità dello Stadio Olimpico, dove è stata inaugurata la mostra antologica per commemorare Silvio Piola, ex calciatore della Lazio e detentore del record di reti in Serie A. Oltre alla figlia Paola, presenti rappresentati del calcio italiano e del club biancoceleste.

LA DEDICA DI LOTITO A SILVIO PIOLA - Lotito ha lasciato un suo pensiero sul libro delle dediche per la leggenda: "Al grande campione non solo di sport, ma di vita come esempio imperituro per le giovani generazioni con l'orgoglio dell'appartenenza a una lazialità perenne". Il patron della Lazio ha anche commentato il fresco pareggio in terra turca, arrivato in rimonta dopo i troppi errori concessi in fase difensiva: "Questa è una squadra che dimostrerà tutte le sue capacità offensive, morali e lo spirito di gruppo. Ieri non è stato semplice, perdere 3 a 1 in un campo come quello, con la pioggia, l'ambiente caldo. Ma fino all'ultimo abbiamo creduto nel recupero, e abbiamo anche avuto due palle gol per passare in vantaggio. La Lazio ha dimostrato di avere carattere, qualità , certezze nei propri mezzi".

"L'OBIETTIVO È IL GIUSTO MIX TRA GIOVANI ED ESPERTI" - Segnali più che positivi sono arrivati dai tanti giovani mandati in campo. A partire dalla conferma di Onazi, fino alle scoperte di Perea, Felipe Anderson e Keita: "Non sono sorpreso, i fatti mi stanno dando ragione. Ci vuole tempo come in tutte le cose ma siamo convinti di aver allestito una squadra competitiva, che a pieno organico potrà competere con tutti. Non dovete dimenticare che mancavano giocatori importanti come Klose, Mauri, Konko, Radu, Biava, Novaretti. Noi lavoriamo sulle certezze, non facciamo scommesse. Molti parlano di pallone noi parliamo di calcio, lo dico con il sorriso. Chi parla di calcio sa che ci sono giocatori con potenzialità importanti e le metteranno in mostra. Ieri sono scesi in campo due giocatori di vent'anni e uno di 18, Felipe Anderson, Perea, Keita, che sono anche nazionali. Lo scorso anno tutti dicevano che eravamo una squadra troppo avanti con l'età, quest'anno invece ci contestano che ci sono troppi giovani. Il mix vincente è quello di una squadra costruita con persone di esperienza e giocatori con grandi potenzialità tali da poter diventare campioni".

SULLA DIFESA: "ALCUNE SITUAZIONI POTEVANO ESSERE EVITATE" - Meno incoraggiante la prestazione della difesa, decisamente più vulnerabile di un anno fa. Anche contro i turchi, gli errori individuali hanno consentito al Trabzonspor di andare a rete in tre circostanze: "Sicuramente ci sono state delle situazioni che potevano essere evitate. I primi due gol con una maggiore attenzione si potevano evitare, ma non diciamo che c'è una carenza della qualità delle persone anzi, quando la squadra si è riassettata li abbiamo messi sotto. Vincevano 3 a 1 ma abbiamo fatto la partita sempre noi. Poi può capitare di subire una ripartenza in contropiede quando giochi contemporaneamente con Floccari, Keita, Perea ed Ederson".


 
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