ROMA - Vincere a Firenze per non pensare più all'eliminazione dall'Europa League. Non sarà semplice, ma a Reja ora è rimasto solo il campionato e le tredici partite restanti dovranno essere affrontate come fossero finali: "Ho parlato con la squadra, era un po' nervosa. Dobbiamo trasformare tutto in energia positiva per ripartire. Non meritavamo di essere esclusi dall'Europa, degli episodi ci hanno condannato. I ragazzi devono essere consapevoli di quanto di buono è stato fatto, ma dobbiamo mantenere lo stesso coraggio e lo stesso piglio quando andiamo in vantaggio. Serve un salto di qualità da questo punto di vista".
Lo cercherà contro la Fiorentina di Montella: "Affrontiamo una squadra che gioca bene, con un allenatore che stimo tantissimo. Lo dissi anche prima dei derby di qualche anno fa, quando lui iniziava la carriera. È un grande uomo e un grande tecnico". I viola sono reduci anche dalle proteste verso gli arbitri per i torti subiti nell'ultima gara di campionato. Toccherà all'arbitro Banti riuscire a mantenere bassa la tensione: "L'importante è che resti sereno. Poi trarremo i giudizi a fine gara, ma sono abbastanza fiducioso e non mi sembra giusto pensarla diversamente. Dobbiamo pensare solo alla gara e alla Fiorentina, il campo darà il giudizio veritiero". Il tecnico parla pure della possibilità di introdurre la moviola in campo: "L'avevo già detto. Abbiamo visto che con gli uomini di porta non abbiamo risolto il problema, con dei meccanismi tecnologici diventerebbe tutto più facile. L'episodio di Marchetti l'ho visto 3-4 volte, ma non sono ancora sicuro se fosse dentro o fuori". Non manca l'occasione per difendere ancora una volta il suo portiere: "C'è stato un massacro totale nei suoi confronti. Meritava più considerazione, ma è un'opinione personale. Non ho ancora deciso se giocherà lui o Berisha, domani mattina deciderò. Ho parlato con lui, gli siamo tutti vicino, per quanto riguarda l'ultimo gol c'è una concausa, non è solo colpa sua. Sono incidenti di percorso che possono succedere ed è stato lapidato. Era molto motivato e l'ho messo dentro. Sfortuna ha voluto che capitasse questa situazione".
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Chi invece è uscito promosso dalla gara con il Ludogorets è Keita, che ormai può considerarsi un titolare: "Ci sono valutazioni che vengono fatte, anche se pensavo nel secondo tempo potesse tenere un po' di più. È calato rispetto alla prima mezzora, mi aspettavo di più perché ha forza. Può considerarsi un titolare, poi le valutazioni le farò partita per partita. A livello di maturità è cresciuto molto. Anche nell'intervista pre-gara ha dimostrato che è uno che sa il fatto suo, partecipa alle dinamiche del gruppo e dimostra qualità. La sua è una crescita interessante, devo sfruttarlo quando lo vedo in condizione". A tredici giornate dal termine e senza le Coppe, il rischio è che i giovani possano trovare ancora meno spazio: "Gioca chi sta meglio durante la settimana. Non sono legato a vecchi e giovani, mi affido a chi vedo in più forma". Certo che se la Lazio non riuscisse a qualificarsi alle Coppe, questa sarebbe considerata una stagione fallimentare: "Mi sembra un po' troppo drammatico come scenario. Ci sono ancora tante partite e abbiamo una media di 2 punti a partita da quando sono arrivato. Se dovessimo mantenerla potremmo raggiungere un posto in Europa League".
Lo cercherà contro la Fiorentina di Montella: "Affrontiamo una squadra che gioca bene, con un allenatore che stimo tantissimo. Lo dissi anche prima dei derby di qualche anno fa, quando lui iniziava la carriera. È un grande uomo e un grande tecnico". I viola sono reduci anche dalle proteste verso gli arbitri per i torti subiti nell'ultima gara di campionato. Toccherà all'arbitro Banti riuscire a mantenere bassa la tensione: "L'importante è che resti sereno. Poi trarremo i giudizi a fine gara, ma sono abbastanza fiducioso e non mi sembra giusto pensarla diversamente. Dobbiamo pensare solo alla gara e alla Fiorentina, il campo darà il giudizio veritiero". Il tecnico parla pure della possibilità di introdurre la moviola in campo: "L'avevo già detto. Abbiamo visto che con gli uomini di porta non abbiamo risolto il problema, con dei meccanismi tecnologici diventerebbe tutto più facile. L'episodio di Marchetti l'ho visto 3-4 volte, ma non sono ancora sicuro se fosse dentro o fuori". Non manca l'occasione per difendere ancora una volta il suo portiere: "C'è stato un massacro totale nei suoi confronti. Meritava più considerazione, ma è un'opinione personale. Non ho ancora deciso se giocherà lui o Berisha, domani mattina deciderò. Ho parlato con lui, gli siamo tutti vicino, per quanto riguarda l'ultimo gol c'è una concausa, non è solo colpa sua. Sono incidenti di percorso che possono succedere ed è stato lapidato. Era molto motivato e l'ho messo dentro. Sfortuna ha voluto che capitasse questa situazione".
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Chi invece è uscito promosso dalla gara con il Ludogorets è Keita, che ormai può considerarsi un titolare: "Ci sono valutazioni che vengono fatte, anche se pensavo nel secondo tempo potesse tenere un po' di più. È calato rispetto alla prima mezzora, mi aspettavo di più perché ha forza. Può considerarsi un titolare, poi le valutazioni le farò partita per partita. A livello di maturità è cresciuto molto. Anche nell'intervista pre-gara ha dimostrato che è uno che sa il fatto suo, partecipa alle dinamiche del gruppo e dimostra qualità. La sua è una crescita interessante, devo sfruttarlo quando lo vedo in condizione". A tredici giornate dal termine e senza le Coppe, il rischio è che i giovani possano trovare ancora meno spazio: "Gioca chi sta meglio durante la settimana. Non sono legato a vecchi e giovani, mi affido a chi vedo in più forma". Certo che se la Lazio non riuscisse a qualificarsi alle Coppe, questa sarebbe considerata una stagione fallimentare: "Mi sembra un po' troppo drammatico come scenario. Ci sono ancora tante partite e abbiamo una media di 2 punti a partita da quando sono arrivato. Se dovessimo mantenerla potremmo raggiungere un posto in Europa League".