Lazio, Minala: ''Sembro più grande, ma i miei anni sono reali''
Il giovane centrocampista africano della Lazio, che di recente ha debuttato in serie A, al centro di un caso sulla sua età: ''All'arrivo nel vostro paese sono stato abbandonato, ringrazierò sempre l'Italia. La mia età? Vi invito alla mia festa dei 18 anni''di MARCO ERCOLE
ROMA - Senza nemmeno accorgersene, due mesi fa, Joseph Minala è diventato una celebrità. Non certo per meriti sportivi, visto che all'epoca ancora doveva esordire in Serie A e si "limitava" a fare la differenza nel campionato Primavera. A renderlo famoso è stato il suo aspetto, quel viso scavato e ruvido che ha fatto insinuare più di qualche dubbio sulla sua età. Sulla carta di identità c'è scritto 17 anni, ma apparentemente Minala ne dimostra molti di più. Quando poi un sito di satira africano ha lanciato la bomba, "a noi ha detto che ha 42 anni", a quel punto l'ondata mediatica è stata travolgente. Ne ha parlato chiunque, in ogni parte del globo. Spesso esagerando.
MINALA: "ARRIVATO IN ITALIA, SONO STATO ABBANDONATO" - A primo impatto lui l'ha vissuta male, non si capacitava del perché la gente ironizzasse su di lui. Poi, però, grazie all'aiuto della Lazio, del suo tutore Andrea…
MINALA: "ARRIVATO IN ITALIA, SONO STATO ABBANDONATO" - A primo impatto lui l'ha vissuta male, non si capacitava del perché la gente ironizzasse su di lui. Poi, però, grazie all'aiuto della Lazio, del suo tutore Andrea…
ROMA - Senza nemmeno accorgersene, due mesi fa, Joseph Minala è diventato una celebrità. Non certo per meriti sportivi, visto che all'epoca ancora doveva esordire in Serie A e si "limitava" a fare la differenza nel campionato Primavera. A renderlo famoso è stato il suo aspetto, quel viso scavato e ruvido che ha fatto insinuare più di qualche dubbio sulla sua età. Sulla carta di identità c'è scritto 17 anni, ma apparentemente Minala ne dimostra molti di più. Quando poi un sito di satira africano ha lanciato la bomba, "a noi ha detto che ha 42 anni", a quel punto l'ondata mediatica è stata travolgente. Ne ha parlato chiunque, in ogni parte del globo. Spesso esagerando.
MINALA: "ARRIVATO IN ITALIA, SONO STATO ABBANDONATO" - A primo impatto lui l'ha vissuta male, non si capacitava del perché la gente ironizzasse su di lui. Poi, però, grazie all'aiuto della Lazio, del suo tutore Andrea De Pretis e dell'agente Diego Tavano, il giovane camerunense ha superato anche questa difficoltà incontrata nel corso della sua vita. Perché pure la sua avventura in Italia, come raccontato ai microfoni di SkySport, è cominciata subito in salita: "Arrivai in Italia per un provino con il Milan, il viaggio andò anche bene. Ma giunto qui, il Milan non c'era. Per di più la persona che mi aveva promesso il provino, una volta arrivati alla stazione, mi diede un cellulare e mi disse di aspettarlo lì. Non ebbi più notizie di quel signore, mi abbandonò. L'ultima sua immagine fu quella di schiena alla stazione Termini. Andai subito alla polizia spiegando l'accaduto, non sapevo cosa fare. Pensavo mi rispedissero nel mio Paese, invece voglio ringraziare lo Stato italiano per avermi dato questa opportunità. Mi accompagnarono a un ospedale vicino, venni visitato da un medico, poi due poliziotti mi portarono in una comunità".
"SO CHE SEMBRO PIU' GRANDE, MA I MIEI ANNI SONO REALI" - Questo il suo primo, traumatico, approccio in Italia. Di cui ancora conserva il souvenir, tanto per ricordarsi come funziona la vita: "Quel telefono non l'ho mai usato, ma lo conservo come un ricordo insieme al dizionario". Perché Mìnala - con l'accento sulla "i", ci tiene a precisare il ragazzo - è uno che non si abbatte di fronte alle difficoltà, e lo dimostra anche quando affronta con spensieratezza l'argomento sulla sua età che tanto lo ha turbato appena due mesi fa: "Io so bene chi sono. Sono Joseph Marie, sono nato a Yaoundé, in Camerun, il 24 agosto del 1996. Così è facile reperire informazioni su di me, a chi volesse posso anche dare un biglietto per le identificazioni. Sembro più grande? Penso di sì, la gente la vede così. Ma succede spesso nel mondo africano di dimostrare più anni di quelli che si hanno. I miei sono reali, anzi vi invito alla mia festa dei 18 anni". Ci scherza su, ormai il peggio è alle spalle. E la sua avventura alla Lazio è appena cominciata.
MINALA: "ARRIVATO IN ITALIA, SONO STATO ABBANDONATO" - A primo impatto lui l'ha vissuta male, non si capacitava del perché la gente ironizzasse su di lui. Poi, però, grazie all'aiuto della Lazio, del suo tutore Andrea De Pretis e dell'agente Diego Tavano, il giovane camerunense ha superato anche questa difficoltà incontrata nel corso della sua vita. Perché pure la sua avventura in Italia, come raccontato ai microfoni di SkySport, è cominciata subito in salita: "Arrivai in Italia per un provino con il Milan, il viaggio andò anche bene. Ma giunto qui, il Milan non c'era. Per di più la persona che mi aveva promesso il provino, una volta arrivati alla stazione, mi diede un cellulare e mi disse di aspettarlo lì. Non ebbi più notizie di quel signore, mi abbandonò. L'ultima sua immagine fu quella di schiena alla stazione Termini. Andai subito alla polizia spiegando l'accaduto, non sapevo cosa fare. Pensavo mi rispedissero nel mio Paese, invece voglio ringraziare lo Stato italiano per avermi dato questa opportunità. Mi accompagnarono a un ospedale vicino, venni visitato da un medico, poi due poliziotti mi portarono in una comunità".
"SO CHE SEMBRO PIU' GRANDE, MA I MIEI ANNI SONO REALI" - Questo il suo primo, traumatico, approccio in Italia. Di cui ancora conserva il souvenir, tanto per ricordarsi come funziona la vita: "Quel telefono non l'ho mai usato, ma lo conservo come un ricordo insieme al dizionario". Perché Mìnala - con l'accento sulla "i", ci tiene a precisare il ragazzo - è uno che non si abbatte di fronte alle difficoltà, e lo dimostra anche quando affronta con spensieratezza l'argomento sulla sua età che tanto lo ha turbato appena due mesi fa: "Io so bene chi sono. Sono Joseph Marie, sono nato a Yaoundé, in Camerun, il 24 agosto del 1996. Così è facile reperire informazioni su di me, a chi volesse posso anche dare un biglietto per le identificazioni. Sembro più grande? Penso di sì, la gente la vede così. Ma succede spesso nel mondo africano di dimostrare più anni di quelli che si hanno. I miei sono reali, anzi vi invito alla mia festa dei 18 anni". Ci scherza su, ormai il peggio è alle spalle. E la sua avventura alla Lazio è appena cominciata.