MILANO - "Speriamo che il momento passi, a Pioli ho detto che conta vincere e non solo la qualità del gioco". Dopo la sconfitta con l'Udinese, la seconda di fila, il presidente della Lazio Claudio Lotito spera che la sua squadra cambi marcia ma non mette in dubbio la fiducia nell'allenatore arrivato quest'estate al posto di Reja: "E' fuori luogo parlarne dopo quattro partite, ha un rapporto ottimo con la squadra, il problema non è lui".
GUARDA LA SINTESI DI LAZIO-UDINESE
"SERVE RODAGGIO" - "Se sono preoccupato? Di certo non sono contento, ma non ci sono i presupposti per vedere tutto nero - ha risposto Lotito prima dell'assemblea della Lega di serie A - E' un momento un po' particolare, la squadra si deve assestare. Ci sono stati tanti cambiamenti, anche nello staff tecnico, e serve un po' di rodaggio. Abbiamo anche tanti infortuni, sette giocatori sono fuori. Nonostante le defezioni la squadra esprime qualità di gioco ma non concretezza. Sono convinto che alla lunga lavoro e spirito di gruppo prevarranno".
[[ge:rep-locali:repubblica:96676471]]
"IO ONNIPRESENTE? SONO SU TUTTI I PALLONI" - Ma Lotito non ha parlato solo di Lazio. Inevitabilmente ha affrontato l'argomento che più ha fatto discutere, la sua presenza: "Io onnipresente? E' una leggenda metropolitana che nasce da situazioni. Io dormo poco, lo sanno tutti e questo determina la capacità di essere sempre su tutte le palle, come si dice nel calcio, così come su tutti i problemi amministrativi. I colleghi mi hanno dimostrato fiducia e questo nasce dalla mia dedizione e dalla competenza che mi è riconosciuta - aggiunge - Chi non ha questo appeal dal punto di vista del ruolo e delle capacità, si lamenta di Lotito sempre presente".
REPLICA A MAROTTA E DE ROSSI - "Chi si è lamentato è da 5 anni alla vicepresidenza del settore tecnico e aspetto ancora una sua proposta, un giorno ci racconterà cosa ha fatto. E poi vorrei che le critiche venissero dai miei colleghi e non dai dipendenti": senza nominarli, Lotito torna a pungere prima l'ad della Juventus Beppe Marotta e poi il centrocampista della Roma Daniele De Rossi, che hanno criticato il suo presenziassimo nell'ambiente della Nazionale, in veste di consigliere federale. Lotito ha ribadito che il suo ruolo in Figc "è riconosciuto anche in Lega, sancito da una elezione dove ho preso 18 voti su 20 per essere eletto consigliere federale. Inoltre - ha continuato - nell'ambito del comitato di presidenza ho avuto deleghe precise, fra cui rapporti istituzionali in ogni sede. Forse qualcuno è abituato ad avere incarichi senza svolgerli nè avanzare proposte innovative. Io non vado in Nazionale per vedermi la partita, lo farei meglio da casa. E' una strumentalizzazione voluta di persone che non hanno ruoli rappresentativi perchè non sono stati eletti nè candidati - ha sottolineato il presidente della Lazio -. In questo Paese c'è gente che impiega il tempo a impedire ad altri di costruire. Il programma di rilancio del sistema calcistico che stiamo cercando di attuare è condiviso da tutte le società. Sono convinto che in poco tempo daremo una scossa importante".
Poi su Marotta è più esplicito, tornando sulla questione nel pomeriggio, mentre ai giornalisti raccontava in un clima scherzoso che i presidenti di Sampdoria e Genoa, Massimo Ferrero ed Enrico Preziosi, avevano chiarito screzi passati durante una pausa dell'assemblea della Lega Serie A, a pochi giorni dal derby di Genova di domenica. Anche lei, è stato domandato a Lotito, ha fatto pace con Marotta? "Il problema con Marotta è...", ha iniziato il presidente della Lazio, e un operatore tv lì presente lo ha instradato aggiungendo: "Il problema è che non sa dove guarda". Allorchè Lotito ha aggiunto ridendo: "Il problema con Marotta è che con un occhio gioca a biliardo e con l'altro mette i punti".
GUARDA LA SINTESI DI LAZIO-UDINESE
"SERVE RODAGGIO" - "Se sono preoccupato? Di certo non sono contento, ma non ci sono i presupposti per vedere tutto nero - ha risposto Lotito prima dell'assemblea della Lega di serie A - E' un momento un po' particolare, la squadra si deve assestare. Ci sono stati tanti cambiamenti, anche nello staff tecnico, e serve un po' di rodaggio. Abbiamo anche tanti infortuni, sette giocatori sono fuori. Nonostante le defezioni la squadra esprime qualità di gioco ma non concretezza. Sono convinto che alla lunga lavoro e spirito di gruppo prevarranno".
[[ge:rep-locali:repubblica:96676471]]
"IO ONNIPRESENTE? SONO SU TUTTI I PALLONI" - Ma Lotito non ha parlato solo di Lazio. Inevitabilmente ha affrontato l'argomento che più ha fatto discutere, la sua presenza: "Io onnipresente? E' una leggenda metropolitana che nasce da situazioni. Io dormo poco, lo sanno tutti e questo determina la capacità di essere sempre su tutte le palle, come si dice nel calcio, così come su tutti i problemi amministrativi. I colleghi mi hanno dimostrato fiducia e questo nasce dalla mia dedizione e dalla competenza che mi è riconosciuta - aggiunge - Chi non ha questo appeal dal punto di vista del ruolo e delle capacità, si lamenta di Lotito sempre presente".
REPLICA A MAROTTA E DE ROSSI - "Chi si è lamentato è da 5 anni alla vicepresidenza del settore tecnico e aspetto ancora una sua proposta, un giorno ci racconterà cosa ha fatto. E poi vorrei che le critiche venissero dai miei colleghi e non dai dipendenti": senza nominarli, Lotito torna a pungere prima l'ad della Juventus Beppe Marotta e poi il centrocampista della Roma Daniele De Rossi, che hanno criticato il suo presenziassimo nell'ambiente della Nazionale, in veste di consigliere federale. Lotito ha ribadito che il suo ruolo in Figc "è riconosciuto anche in Lega, sancito da una elezione dove ho preso 18 voti su 20 per essere eletto consigliere federale. Inoltre - ha continuato - nell'ambito del comitato di presidenza ho avuto deleghe precise, fra cui rapporti istituzionali in ogni sede. Forse qualcuno è abituato ad avere incarichi senza svolgerli nè avanzare proposte innovative. Io non vado in Nazionale per vedermi la partita, lo farei meglio da casa. E' una strumentalizzazione voluta di persone che non hanno ruoli rappresentativi perchè non sono stati eletti nè candidati - ha sottolineato il presidente della Lazio -. In questo Paese c'è gente che impiega il tempo a impedire ad altri di costruire. Il programma di rilancio del sistema calcistico che stiamo cercando di attuare è condiviso da tutte le società. Sono convinto che in poco tempo daremo una scossa importante".
Poi su Marotta è più esplicito, tornando sulla questione nel pomeriggio, mentre ai giornalisti raccontava in un clima scherzoso che i presidenti di Sampdoria e Genoa, Massimo Ferrero ed Enrico Preziosi, avevano chiarito screzi passati durante una pausa dell'assemblea della Lega Serie A, a pochi giorni dal derby di Genova di domenica. Anche lei, è stato domandato a Lotito, ha fatto pace con Marotta? "Il problema con Marotta è...", ha iniziato il presidente della Lazio, e un operatore tv lì presente lo ha instradato aggiungendo: "Il problema è che non sa dove guarda". Allorchè Lotito ha aggiunto ridendo: "Il problema con Marotta è che con un occhio gioca a biliardo e con l'altro mette i punti".