COVERCIANO (Firenze) - È la squadra del momento, la Lazio. A testimoniarlo ci sono anche i 3 biancocelesti presenti nel ritiro della Nazionale a Coverciano: Marchetti, Parolo e Candreva, sono loro a rappresentare la squadra di Pioli nel gruppo dei convocati del ct Antonio Conte. E quando l'esterno romano si è presentato in conferenza stampa, è stato inevitabile parlare dell'ottimo periodo della Lazio: "Forse questa sosta - spiega Candreva - arriva nel momento sbagliato. Siamo reduci da sei vittorie consecutive e potevano dare continuità a questi risultati. Peccato, anche perché chiuderemo la stagione con quattro scontri diretti. Ma sono certo che ci faremo trovare pronti".
CANDREVA: "L'ESPLOSIONE DI FELIPE CI HA SPIAZZATI" - Anche perché l'obiettivo ormai è ben chiaro: "Vogliamo tornare in Europa. Siamo lì meritatamente e desideriamo arrivare fino in fondo giocandoci queste ultime dieci partite al massimo". Poi gli viene domandato quanto Lotito si avvicini al suo presidente ideale: "Con noi ha un bellissimo rapporto, anche se lo vediamo poco perché ha tante cose da fare. In questi anni ha fatto un lavoro enorme, di qualità. Ha portato la Lazio a vincere tre trofei e fatto complessivamente un ottimo lavoro". C'è tanta riconoscenza nei confronti di questa dirigenza, che ha scommesso su di lui quando, tra prestazioni altalenanti e tante squadre girate, Candreva rischiava di finire nel dimenticatoio: "Non riuscivo a essere continuo. Quando sono arrivato alla Lazio ho cominciato a esserlo. Per me è stato importantissimo". Un po' la stessa evoluzione che ha avuto il suo compagno di squadra Felipe Anderson nell'ultimo periodo: "Che potesse raggiungere uno stato di grazia del genere non ce lo aspettavamo. Ci ha spiazzato. Ma che avesse qualità importanti lo sapevamo perché durante la settimana era devastante. Lo scorso anno non ha avuto modo di mettere in evidenza le sue doti. In questa stagione invece è stato spesso determinante".
"LA SFIDA ALLA ROMA? RESTIAMO UMILI E PUNTIAMO A VINCERLE TUTTE" - Insieme hanno condotto la Lazio a un solo punto dalla Roma seconda in classifica. Un derby nel derby per la lotta al secondo posto: "A Roma si tratta di partite particolari. L'appuntamento si sta avvicinando e siamo lì a un passo. Mancano ancora delle partite però, dobbiamo fare risultati importanti prima di incontrarli. Se arrivassimo al derby con questa classifica la gara assumerebbe ancora più valore. La differenza tra noi e loro? Non conosco i loro problemi. Posso dire che alla Lazio ci vogliamo bene, stiamo vivendo una grande annata e corriamo l'uno per l'altro. In più abbiamo umiltà, spirito di sacrificio e voglia di vincerle tutte". Non si può trattare però di un clima come quello del 26 maggio 2013, quando le due squadre si sono affrontate in finale di Coppa Italia: "Ancora no. Il pubblico domenica sera è venuto a sostenerci, c'è un ambiente sereno". Per lui però non è sempre stato così: "Ho vissuto sia momenti brutti che belli. Roma è una piazza difficile, ma parla solo il campo. Se hai voglia e fame certe cose passano in secondo piano". Poi parla di Cataldi: "Si è inserito alla grande. È uno dei giovani più interessanti della serie A. Sta facendo un'annata di alto livello, non è facile giocare in una squadra che è terza e sostituire i titolari".
SUGLI ORIUNDI: "SONO VALORI AGGIUNTI. KEITA? PERCHÉ NO" - Ovviamente Candreva parla anche di Nazionale, partendo con un paragone tra Pioli e Conte: "Sono allenatori simili, preparano le partite con cura maniacale sia nella fase offensiva che in quella difensiva. I giocatori vanno in campo e sanno cosa fare. Sono due grandissimi tecnici". Che però lo impiegano in posizioni diverse. Il ct infatti lo ha provato come mezzala: "È un ruolo diverso rispetto a quello che ricopro nella Lazio, ma già con la Croazia ci ho giocato. Poi dopo l'infortunio di Pasqual e l'ingresso di Soriano sono tornato utile sull'esterno. La posizione conta poco, il miglior Candreva anche nella Lazio fa entrambe le fasi, oggi è una caratteristica necessaria. Questo è un ruolo che mi piace e cerco di ricoprirlo nel migliore dei modi". Si passa a parlare del "caso oriundi": "Penso siano valori aggiunti. Eder si sta riconfermando, anche negli anni passati ha fatto bene. Noi li abbiamo messi nelle condizioni di dimostrare le loro qualità. Keita possibile oriundo? Penso di sì, è un grandissimo talento. Parliamo di un '95 al secondo anno in serie A. Quindi perché no?".
CANDREVA: "L'ESPLOSIONE DI FELIPE CI HA SPIAZZATI" - Anche perché l'obiettivo ormai è ben chiaro: "Vogliamo tornare in Europa. Siamo lì meritatamente e desideriamo arrivare fino in fondo giocandoci queste ultime dieci partite al massimo". Poi gli viene domandato quanto Lotito si avvicini al suo presidente ideale: "Con noi ha un bellissimo rapporto, anche se lo vediamo poco perché ha tante cose da fare. In questi anni ha fatto un lavoro enorme, di qualità. Ha portato la Lazio a vincere tre trofei e fatto complessivamente un ottimo lavoro". C'è tanta riconoscenza nei confronti di questa dirigenza, che ha scommesso su di lui quando, tra prestazioni altalenanti e tante squadre girate, Candreva rischiava di finire nel dimenticatoio: "Non riuscivo a essere continuo. Quando sono arrivato alla Lazio ho cominciato a esserlo. Per me è stato importantissimo". Un po' la stessa evoluzione che ha avuto il suo compagno di squadra Felipe Anderson nell'ultimo periodo: "Che potesse raggiungere uno stato di grazia del genere non ce lo aspettavamo. Ci ha spiazzato. Ma che avesse qualità importanti lo sapevamo perché durante la settimana era devastante. Lo scorso anno non ha avuto modo di mettere in evidenza le sue doti. In questa stagione invece è stato spesso determinante".
"LA SFIDA ALLA ROMA? RESTIAMO UMILI E PUNTIAMO A VINCERLE TUTTE" - Insieme hanno condotto la Lazio a un solo punto dalla Roma seconda in classifica. Un derby nel derby per la lotta al secondo posto: "A Roma si tratta di partite particolari. L'appuntamento si sta avvicinando e siamo lì a un passo. Mancano ancora delle partite però, dobbiamo fare risultati importanti prima di incontrarli. Se arrivassimo al derby con questa classifica la gara assumerebbe ancora più valore. La differenza tra noi e loro? Non conosco i loro problemi. Posso dire che alla Lazio ci vogliamo bene, stiamo vivendo una grande annata e corriamo l'uno per l'altro. In più abbiamo umiltà, spirito di sacrificio e voglia di vincerle tutte". Non si può trattare però di un clima come quello del 26 maggio 2013, quando le due squadre si sono affrontate in finale di Coppa Italia: "Ancora no. Il pubblico domenica sera è venuto a sostenerci, c'è un ambiente sereno". Per lui però non è sempre stato così: "Ho vissuto sia momenti brutti che belli. Roma è una piazza difficile, ma parla solo il campo. Se hai voglia e fame certe cose passano in secondo piano". Poi parla di Cataldi: "Si è inserito alla grande. È uno dei giovani più interessanti della serie A. Sta facendo un'annata di alto livello, non è facile giocare in una squadra che è terza e sostituire i titolari".
SUGLI ORIUNDI: "SONO VALORI AGGIUNTI. KEITA? PERCHÉ NO" - Ovviamente Candreva parla anche di Nazionale, partendo con un paragone tra Pioli e Conte: "Sono allenatori simili, preparano le partite con cura maniacale sia nella fase offensiva che in quella difensiva. I giocatori vanno in campo e sanno cosa fare. Sono due grandissimi tecnici". Che però lo impiegano in posizioni diverse. Il ct infatti lo ha provato come mezzala: "È un ruolo diverso rispetto a quello che ricopro nella Lazio, ma già con la Croazia ci ho giocato. Poi dopo l'infortunio di Pasqual e l'ingresso di Soriano sono tornato utile sull'esterno. La posizione conta poco, il miglior Candreva anche nella Lazio fa entrambe le fasi, oggi è una caratteristica necessaria. Questo è un ruolo che mi piace e cerco di ricoprirlo nel migliore dei modi". Si passa a parlare del "caso oriundi": "Penso siano valori aggiunti. Eder si sta riconfermando, anche negli anni passati ha fatto bene. Noi li abbiamo messi nelle condizioni di dimostrare le loro qualità. Keita possibile oriundo? Penso di sì, è un grandissimo talento. Parliamo di un '95 al secondo anno in serie A. Quindi perché no?".